Meraviglioso Machu Picchu

Creato il 21 ottobre 2014 da Giorgiagarino

Lo spettacolare scenario del Machu Picchu

Organizzare un viaggio in Perù significa addentrarsi in una civiltà antichissima, tra città ricche di storie ed opere d’arte, un vero e proprio museo a cielo aperto. Ogni museo che si rispetti ha il suo gioiello più prezioso, protetto e nascosto: in Perù è il Machu Picchu, nominato patrimonio dell’umanità dall’Unesco e tra le Sette Meraviglie del Mondo moderno.  Luogo che lascia a bocca aperta, che resterà nel cuore per sempre. Trovarsi davanti a Machu Picchu è estremamente emozionante. Machu Picchu rappresenta il momento culminante di un viaggio in Perù ed è il sito più significativo e spettacolare di tutto il Sudamerica.

Straordinario non solo il sito archeologico, ma lo scenario che lo circonda

Incastonato nel verde ai margini della foresta amazzonica, oltre ad essere un miracolo ingegneristico per l’epoca è in una posizione spettacolare a circa 2450 metri di altezza. Noi troviamo una giornata bellissima, con un sole intenso e la nostra visita è ancora più memorabile, siamo stati fortunati (la guida ci informa che piove spesso e durante le piogge è faticoso visitarlo, oltre che meno suggestivo: sembra che qui ci siano solo due giornate tipo, o pioggia tropicale o sole cocente).

Finalmente sono qui, in uno dei posti più sognati!

Siamo nel maggio 2014 e con il sole fa molto caldo, perchè nonostante l’altitudine siamo in Amazzonia, praticamente… e noi siamo arrivati con maglione e piumino! Nel dubbio, essendo lontano da casa per parecchi giorni, preferisco non correre il rischio di ammalarmi. La partenza è dal paesino di Aguas Calientes, al quale si arriva solo con tre ore di treno da Cusco (noi arriviamo il giorno prima partendo già da Ollantaytambo e dormiamo all’Hotel El Mapi per essere subito pronti a salire al Machu Picchu di prima mattina, cosa che consiglio vivamente piuttosto che dormire a Cusco).

Ad Aguas Calientes si arriva volutamente solo in treno, le autorità infatti cercano di limitare il turismo per i danni che può arrecare al territorio e tenerlo sotto controllo; allo stesso modo, al Machu Picchu si accede solo partendo in bus da Aguas Calientes (dieci minuti di strada). I biglietti per accedere al sito vanno acquistati con anticipo, il nostro viaggio era organizzato con Quality Group e hanno pensato a tutto loro. Il viaggio in treno è affascinante, attraverso paesaggi naturali fiabeschi immersi completamente nella natura. Anche il tetto è fatto di vetri per permettere di guardare fuori.

Stradine di Aguas Calientes

Aguas Calientes, ai piedi della giungla

Il paesino di Aguas Calientes è prettamente turistico, eppure conserva il fascino legato a questo luogo: il turismo che giunge fin qui è infatti diverso da quello che ha come scopo il divertimento o il riposo, è mosso dalla curiosità e dal voler conoscere e vedere un sito di importanza storica mondiale, quindi nonostante siamo circondati da hotel e ristorantini creati per accogliere ogni sera un gruppo diverso proveniente in treno, l’atmosfera è molto autentica.

Il paesino è grazioso, costruito in salita e intorno al fiume, nella valle amazzonica, arriviamo stanchi dopo alcune ore di treno e ceniamo dopo le 22 con l’onnipresente e per noi goloso, cuy arrosto. Lo cerchiamo apposta in uno dei ristorantini sulla via principale, anche se la cena era già compresa in hotel, poichè avevo letto che meritava e infatti si rivela ottimo e gustoso. La bibita più amata dai peruviani è l’Inca Kola, una bibita gialla dolcissima, come un chewinghum!

Porcellino d’India arrosto (il cuy)

Tra le bibite, la peruviana Inka Cola, dolce come una caramella!

Il giorno dopo andremo finalmente a Machu Picchu, praticamente il luogo per cui abbiamo organizzato il viaggio in Perù, che è un paese stupendo e merita in ogni suo angolo, ma che culmina assolutamente in questo luogo magico. Ci addormentiamo con i rumori della giungla e sembra di essere in una favola…

Qui sono a mio agio, è un luogo magico: Machu Picchu!

Le rovine incaiche sono situate tra le cime delle due montagne, Machu Picchu e Huayna Picchu, in un’area chiamata Santuario storico di Machu Picchu, con diversi siti inca e specie biologiche in via d’estinzione. Ai piedi delle alture scorre il fiume Vilcanota – Urubamba. La città fu costruita intorno al 1440, rimase in seguito disabitata per quattro secoli e questo accrebbe la sua leggenda di città perduta, numerosi resti vennero coperti dal crescere della giungla circostante. Le scoperte recenti hanno rivelato che si trattasse di una residenza del sovrano Inca e dei nobili, ma sono supposizioni: ancora oggi gli archeologi si interrogano sulla funzione di questo sito, l’unica cosa sulla quale sono concordi resta quella che si tratti di un centro cerimoniale molto importante.

La parte iniziale con i granai

Salendo a Machu Picchu

La zona è divisa in due parti: quella per i terrazzamenti agricoli con granai, magazzini e le vasche cerimoniali, e quella abitata per le attività civili e religiose, separate da un muro e da un fosso. Ci fermiamo durante la salita in diversi punti panoramici, Machu Picchu è bella vista da ogni angolo e il percorso non si ripercorrerà tornando indietro, per cui meglio fermarsi e scattare foto in tutti i punti che ci colpiscono. Trovarselo davanti lascia senza fiato: si percepisce la sacralità del luogo. Infine, scendiamo all’interno della cittadina.

A Machu Picchu, nella giungla amazzonica, tra lama e rovine incaiche

I lama girano liberi per Machu Picchu

Nella parte più bassa c’erano le abitazioni di rango inferiore, i laboratori, i rifugi per i lama che ancora vagano liberi a Machu Picchu. Salendo si trova l’importante Tempio del Sole, probabilmente mausoleo del sovrano (ma non sono mai state trovate mummie al suo interno), la Residenza Reale e la Piazza Sacra.

Panorama di Machu Picchu

Panorama di Machu Picchu

Meraviglioso Machu Picchu

La pietra Intihuatana è ancora oggi studiata per trovare un’eventuale e probabile correlazione con l’astronomia. In seguito, diversi luoghi per i rituali e le abitazioni dell’èlite con l’accesso ad una delle fonti di Machu Picchu, il gruppo delle prigioni con nicchie e passaggi sotterranei e il Tempio del Condor. Si allevavano già all’epoca i porcellini d’India, i famosi cuy che ancora oggi sono un pilastro della cucina peruviana arrostiti o alla brace. E’un capolavoro ingegneristico vista la posizione in cui è stato costruito, per l’epoca e per la zona a forte rischio sismico dove si sono verificati diversi terremoti.

All’interno del sito di Machu Picchu

Nel centro del sito Machu Picchu

Volendo si può accedere alla vetta del Wayna Picchu, consentita ad un massimo di 400 persone al giorno, alle 7 e alle 10 del mattino: la salita è abbastanza impegnativa, soprattutto se si soffre di vertigini, comprende gradini scivolosi in caso di pioggia, una scala a pioli e una grotta a strapiombo che si attraversa chinandosi. I biglietti vanno prenotati con largo anticipo poichè l’accesso è consentito a pochi visitatori al giorno, se si progetta il viaggio in alta stagione è meglio prenotarli diversi mesi prima. Sicuramente spettacolare, noi abbiamo deciso di non compierlo e goderci la giornata gironzolando tra le rovine del Machu Picchu.

La mattinata è stata intensa e piena, torniamo in bus ad Aguas Calientes per il pranzo al ristorante dell’Hotel Inkaterra: affacciato sul fiume, elegante, con piatti particolari (ottimo il lomo saltado) e nel parco dell’hotel girano i famosi orsi bianchi, simbolo di Aguas Calientes, conosciuti come gli orsi con gli occhiali per i loro occhi cerchiati

Ristorante Hotel Inkaterra ad Aguas Calientes

Uno dei piattini squisiti di fronte al fiume Urubamba

Infine, attendiamo di nuovo il trenino, questa volta è tutto decorato con disegni indigeni della giungla amazzonica e si viaggia con i delicati suoni della natura e canti di uccelli: una piacevole iniziativa peruviana per chi si reca in queste zone. Ci riporterà a Cusco per un’ultima notte prima di volare (con scalo tecnico a Juliaca) nella capitale peruviana, prima di partire alla scoperta dell’Ecuador: Lima. Qui ci dedicheremo a due giorni di svago e relax, Lima è infatti considerata una capitale gastronomica, si mangia benissimo (questo in tutto il Perù) e ci sono tantissimi ristoranti di ogni tipo.

In alternativa, si prosegue a Puno per l’escursione al magnifico Lago Titicaca, il lago navigabile situato alla maggior altitudine del mondo, 4000 metri, diviso tra Perù e Bolivia. Si può risentire dei problemi relativi al soroche. Le isole Uros e l’isola Taquile sono visitabili e si può pernottare presso alcune famiglie locali, anche se non tutti vedono di buon occhio i turisti. Sono isole galleggianti costruite con le totora, canne galleggianti che gli abitanti utilizzano anche per la casa, sono commestibili e inoltre necessitano di manutenzione continua. A Taquile si può fare un giro anche con le tipiche barche e lasciare una mancia per fotografare gli isolani che vivono ancora con i costumi tipici e una forte identità unica in tutto il Perù: parlano ancora il quechua e indossano gli abiti più raffinati di tutta la nazione. Sulle isole la sera può fare molto freddo e se ci si ferma per la notte nelle abitazioni, è possibile che non ci sia la corrente elettrica. L’isola più famosa è la Isla del Sol, appartenente alla Bolivia: è possibile attraversare la frontiera.

Lago titicaca(Foto presa da Un cambio de aires)

Le isole Uros (Foto presa da Un cambio de aires)



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