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Mercati 2017.Una buona regola: compra,osserva,agisci

Da Investireoggisicuro

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Il 2016 è stato l’anno perfetto per dimostrare che conta molto più ciò che si vede sui mercati rispetto a quanto si dice dei mercati o meglio che spesso e volentieri è più saggio affidarsi al trend dei mercati piuttosto che a svariate analisi macroeconomiche delle case d’investimento, che tanto sono tra loro in concorrenza spietata e ben lungi dal conoscere con esattezza che cosa potranno riservare i mercati finanziari. Se così non fosse, mi piacerebbe capire come mai non sono in grado anche di anticipare i ribassi significativi dei prezzi . L’anno 2016 è partito con un fortissimo ribasso dei mercati azionari ed obbligazionari più rischiosi ma che poi quasi paradossalmente hanno reagito piuttosto bene alla Brexit (per ora non se parla più ma presto tornerà alla ribalta) e soprattutto all’elezione di Donald Trump e all’esito del referendum dell’Italia. Insomma è stato l’anno dell’esatto contrario di quanto preventivato anche dai migliori analisti. Questo in realtà ci conferma un’accezione molto importante per i mercati finanziari e cioè che <<nessuno in realtà può conoscere bene che cosa faranno i mercati>>, ma si fanno soltanto delle ipotesi. Allora in un mondo finanziario in cui l’incertezza è sempre dietro l’angolo e la volatilità pronta ad esplodere, ciò che più conta è saper gestire in modo molto dinamico il proprio patrimonio per accodarsi alle tendenze dei prezzi piuttosto che alle analisi sul futuro economico perché proprio e solo la direzione dei prezzi sono l’unica vera variabile da monitorare attentamente. Esistono due tipi di teorie finanziarie: quella del <<compra , mantieni e… spera>> oppure quella del <<compra, osserva…e agisci>>. Chi si affida ciecamente alla prima perché tanto prima o poi tutto risalirà, purtroppo resterà sempre in balìa degli eventi negativi e verrà indotto a perdere anche dopo anni di attesa. Chi invece fonda le sue decisioni finanziarie sulla base oggettiva del trend dei prezzi sarà sempre più riparato dai cali significativi dei prezzi finanziari e più avvantaggiato in termini di opportunità.

Detto questo quale scenario più probabile potremmo aspettarci nel 2017 alla luce dell’inizio del rialzo dei tassi di interesse forzato più dal rialzo delle materie prime, a mio modesto parere, piuttosto che da un effettiva crescita mondiale dell’economia ?

La risposta più corretta sarebbe che nessuno lo sa, eppure leggo tante analisi macroeconomiche che sembrano così lungimiranti nel prevedere il futuro ma che poi spesso e volentieri vengono smentite – anno 2016 docet – Per la mia lunga esperienza, da economista finanziario prima e da analista tecnico poi, preferisco sempre e sicuramente la seconda.Così, dando uno sguardo tecnico all’andamento del cambio euro/dollaro Usa, possiamo notare la lunga fase ribassista partita nel 2008, intervallata da violenti rimbalzi, e che dopo la fase laterale del 2016 ha rotto l‘area di 1.05 euro per dollaro. Più probabile d’ora in poi una nuova accelerazione verso l’ area 1- 0.95 proprio a toccare la linea discendente del lungo canale ribassista in atto dal 2008. Da quel livello è possibile un rimbalzo anche di una certa consistenza ma anche perché la banca centrale americana (Fed) sarà poco soddisfatta nel vedere un dollaro così forte che potrebbe ridurre sensibilmente le esportazioni delle aziende americane e provocare prima o poi una calo del Pil americano con importanti ripercussioni sulle economie mondiali e sulle borse di tutto il mondo, ma l’ultima parola ricordatevi che spetta sempre alla direzione effettiva dei prezzi. Fidatevi più delle tendenze dei prezzi e meno delle paventate aspettative economiche se volete protegge bene i vostri risparmi e cogliere le nuove opportunità. Auguro a tutti un sereno Natale e un fantastico 2017.

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