Mestieri rari. liuteria di roma: intervista a mathias menanteau

Creato il 24 novembre 2014 da Thefreak @TheFreak_ITA

La liuteria ha trovato in ogni epoca storica e in tutti i paesi cultori intelligenti e amatori appassionati. Un mestiere nato nel lontano ‘500 e che nel 2014 può considerarsi un impiego raro che fiorisce però in una vita parallela a quella dell’alta tecnologia.

L’Italia è sempre stata la madrepatria di tanti liutai eccellenti. Basta pensare all’operato dei grandi maestri quali Guarneri, Stradivario, Bergonzi, Ruggieri. Ogni loro strumento mostra con evidenza le caratteristiche del maestro sia nelle vòlte sia negli angoli, sia nelle chiocciole sia negli effe…

Artefici di strumenti pregiati, cultori del legno, dottori dei violini. Sono loro i nostri diretti interessati: i liutai, di cui, oggi, uno in particolare: Mathias Menanteau, liutaio francese stabilitosi a Roma dal 2004.

Il fine mestiere della liuteria. Arte o artigianato?
La liuteria è, a mio parere, a tutti gli effetti un artigianato. Si parla anche di mestiere e la parola mestiere, mi pare, abbia una radice comune con la maestria. La definirei un insieme di conoscenze messe in pratica per servire la musica. La parola arte è, secondo la mia visione, deturpata poiché usata secondo degli schemi. Secondo me, non si diventa artista essendo pittore o musicista ad esempio, ma vivendo una propria filosofia. Troppe persone si credono artiste soltanto perché pensano di praticare un’arte, ma dove è la creatività, la passione?

Cosa ti ha fatto avvicinare alla liuteria?
Mi sono avvicinato alla liuteria perché non potevo vivere senza musica e perché lavoravo da sempre il legno. Ho quindi costruito da adolescente lo strumento che studiavo, la chitarra classica, e di seguito un violino che mi affascinava di più, per “il suo essere” una scultura. Il rifiuto categorico dei miei genitori alla mia volontà di iniziare una scuola per poter abbracciare la professione che, secondo loro, non fosse realistica, è stato vissuto come una sfida.

Di cosa si occupa il tuo atelier?
“Roma Liuteria” è un atelier piuttosto completo. Costruisco gli strumenti del quartetto d’archi ed eseguo tutti i tipi di riparazione e restauro. Incrino e riparo anche gli archi. Dedico molto tempo ai musicisti per le messe a punto acustiche e anche… umm, lo posso dire? al sostegno psicologico per i casi più drammatici!

Che tipo di servizio della liuteria è quello più richiesto?
Il violino è uno strumento vivo e fragile. Deve essere revisionato periodicamente a seconda di quanto viene suonato. La tastiera di ebano deve essere ripiallata per non perdere la sua precisione. I piroli possono diventare capricciosi. Gli strumenti antichi sono più delicati e richiudere le vecchie fratture è un’operazione di routine. La cassa armonica è soggetta a movimenti dovuti ai cambiamenti di temperatura e igrometria, il timbro dello strumento ne può resultare alterato. In questo caso, il mio compito è di intervenire su l’anima, un cilindro di abete che collega il piano armonico con il fondo e rende possibile la trasmissione delle vibrazioni.

Quali sono i materiali e gli strumenti più usati nella fabbricazione di strumenti ad arco?
La parte superiore degli strumenti ad arco è sempre di abete di montagna tagliato tra i 1000 e 1500 metri di altitudine e stagionato per tanti anni. Tanti sono i criteri da rispettare per ottenere un legno di alta qualità. Il fondo, le fasce ed il manico vengono scolpiti nell’ acero, il più pregiato proveniente dai Balcani per la sua marezzatura molto pronunciata. La tastiera è di ebano. Per i piroli, la cordiera e la mentoniera vengono usati l’ebano di Madagascar, il bosso francese o il palissandro indiano.

In che passaggio della fabbricazione bisogna prestare maggiore attenzione per evitare errori imperdonabili?
Ogni fase della costruzione del violino richiede la più grande attenzione. La più delicata è, secondo me, l’operazione che consiste nell’assottigliare piano e fondo. Si parla di accordare lo strumento. L’accordatura dello strumento inizia infatti molto prima di montare le corde! Dare i giusti spessori allo strumento è uno dei passaggi che fa la differenza tra qualsiasi violino e uno da Maestro.

Quali potrebbero essere le caratteristiche uniche che deve avere un liutaio?
Le due più importante virtù del liutaio sono la pazienza e la caparbia. La manualità non vale nulla se il liutaio non si impone da solo un livello sotto il quale non è disposto a lavorare. Anche se si tratta di riparare uno strumento da studio, l’obiettivo deve essere di renderlo il migliore possibile.

Anziché tramandati da padre a figlio, da maestro a discepolo, i segreti del mondo della liuteria e la storia degli strumenti ad arco sono diventati “aperti al pubblico”, o quasi, già da qualche decennio, anche grazie ad un tuo contributo. Brevemente, come si studia la liuteria oggi?
La liuteria deve essere studiata con i libri, ma soprattutto praticata. Essa era spesso tramandata empiricamente da padre a figlio senza capirne certe regole fondamentali. Tante ricerche sono state condotte negli ultimi anni da bravissimi liutai che hanno deciso di renderne pubblici i risultati. Entrare nel mondo della liuteria è diventato più semplice ma come d’altronde per altri campi, una quantità spaventosa di falsità circola tramite internet. Le conferenze che ho dato sono solamente un breve viaggio in uno dei tanti mondi affascinanti della musica. Per chi desidera approfondire, consiglio la lettura di alcuni libri di referenza tra i quali “I segreti di Stradivari” del grande liutaio Romano Simone Fernando Sacconi o ancora “Violin Restoration” di Hans Weisshaar e Margaret Shipman.

Hai presentato l’operato della liuteria alle master class e ai festival tra cui spicca il Festival Internazionale “Masters of Music” a Mosca. Ci racconti delle esperienze fatte?
La Russia mi ha sempre rapito per quanto riguarda la musica. Il suo popolo è molto intenditore e le radici degli antenati del violino sono da ricercare nei paesi confinanti, ma oggi… indipendenti! L’Italia ha visto nascere i violini più belli, ma la loro origine lontana si trova proprio nell’Asia centrale. I partecipanti ai Masterclasses sono stati molto recettivi. Avrei avuto grande piacere di condividere la conferenza con un musicologo, in modo da poter approfondire la storia degli strumenti.

Eventi prossimi e progetti futuri?
Quest’estate ho traslocato il mio atelier sotto la scalinata di Santa Maria Maggiore. Devo riprendermi da questa fatica. Spero di poter trovare il tempo per portare a termine la redazione di un libro sulla passione per il mio mestiere. Desidererei anche impegnarmi di più all’organizzazione di concerti da camera.

Per saperne di più vai su www.romaliuteria.it o visita direttamente l’atelier “RomaLiuteria” in via Santa Maria Maggiore 150.

Avrai inoltre modo di conoscere Mathias il 2 dicembre 2014 al Concerto di Natale della LUISS Guido Carli in quanto il suo atelier è media partner dell’evento!

A cura di Gabriella Marčelja.

Violoncello prodotto da Mathias Menanteau e suonato dal musicista Georgy Gusev.


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