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Metodi e tecniche di sopravvivenza urbana: come trattare con i napoletani (e uscirne vivi e soddisfatti)

Creato il 30 settembre 2012 da Punzy
Metodi e tecniche di sopravvivenza urbana: come trattare con i napoletani (e uscirne vivi e soddisfatti)
Napoli è una piccola urbe; certo non grande e maestosa come l'Urbe romana, è vero ma è una grande città del mezzogiorno, bella da visitare e difficile da vivere; Io vi consiglio caldamente di visitarla, perchè merita, e poi di scapparne via. Tuttavia, se andate a Napoli dovrete interagire con i napoletani, che in realtà sono un popolo facilissimo con cui trattare, basta solo sapere come fare e NON agitarli prima dell'uso.
Eccovi, dunque, le istruzioni 
I napoletani sono gente socievole ed affabile, a cui piace fare amicizia, perchè pure se per caso non ci fosse piaciuto , arrivava talmente tanta gente dal mare, di tutti i colori e di tutte le razze che fare i difficili e i razzisti avrebbe comportato un disperdio d'energia notevole per un popolo pigro come il nostro; così abbiamo optato per l'opzione socievolezza&accoglienza, che fa pure fico e politicamente corretto. Avvicinatevi al napoletano con un sorriso gioioso, ed essi subito rimetteranno il serramanico nel taschino e vi stringeranno la mano con vigore.
i napoletani tengono l'istinto collettivo della crocerossina; per cui, se volete entrare in intimità con un napoletano, mostratevi bisognosi di aiuto. Va bene qualsiasi cosa, da un'indicazione stradale a un ristorante dove fanno la pizza buona : qualsiasi napoletano sarà felice e onorato di accompagnarvi personalmente in pizzeria, farsi chiamare il titolare, raccomandarvi a lui e telefonarvi dopo per sapere se siete soddisfatti. Se poi gli mandate un essemmesse per dirgli come sta andando la digestione, sarete amici per la vita e, semmai vi occorresse qualche pezzo rubato per la vostra macchina, affidatevi a lui con fiducia.
Noi napoletani siamo sarcastici. Se girate il centro di napoli, vi capiterà di ascoltare le battute più graffianti, ironiche e sanguinose che abbiate mai sentito ma sappiate che sono del tutto involontarie. Il napoletano il sarcasmo lo tiene nel dna come il colore dei capelli e la tendenza ad ingrassare, noi parliamo proprio così anche tra di noi: 
capo, posso avere una mezza pagnotta? 
vendo i caciocavalli io? no, vedo il pane, allora la puoi avere mezza pagnotta.
quindi, non ve ne abbiate a male, non lo facciamo apposta, ci viene spontaneo come respirare.

I napoletani non sono permalosi, questa è una leggenda metropolitana. Ai napoletani piace ridere di se stessi, puoi fare ANCHE  una battuta sulla mamma ma c'è un solo problema: che non abbiamo il livello intermedio tra la normalità e la superincazzatura, un minuto prima siamo normali e mezzo secondo dopo ci stiamo incazzando rossi rossi in faccia e ti stiamo strozzando. Quindi, se decidete di relazionarvi con noi attraverso le battute di spirito, mantenete la distanza di sicurezza

Il napoletano è storicamente fidelizzato a san Gennaro e alla Madonna del carmine, tuttavia dimostra rara e totale apertura mentale nei confronti degli altri culti religiosi, tranne per i testimoni di geova per il fatto che li svegliano la mattina citofonando; se hai l'accuratezza di evitare di esporgli le tue opinioni prima delle dieci di mattina e durante la partita del Napoli, sappi che sarai ascoltato con tolleranza
Si, siamo un popolo pigro. Siamo talmente pigri che sono due mesi che pensavo di scrivere questo post e lo faccio solo oggi. Il motivo per cui i napoletani, al momento dell'emergenza munnezza non sono andati con furore sotto Montecitorio con le torce arroventate è perchè ci stiamo ancora riprendendo dalle quattro giornate di  Napoli: cacciare i tedeschi con le mazze e le pietre ci ha sfiancato, mò la prossima rivoluzione se ne parla minimo nel duemilacinquanta. Però, se per caso Berlusconi avesse la brillante idea di scendere a Napoli, si portasse l'impermeabile.
I napoletani portano rancore
assai
per interi periodi storici
per intere ere geologiche, se serve. 
Noi quei sangue annacquati dei Savoia ancora non li abbiamo perdonati di averci unificati con la Padania, fatevi i conti
Non ci fate un torto, e se lo fate, chiedete subito scusa. 
Con sincero pentimento, mi raccomando


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