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Metrovia. Cosa ci piace e cosa non ci piace del progetto che trasforma le ferrovie in metro

Creato il 02 novembre 2017 da Romafaschifo
Metrovia. Cosa ci piace e cosa non ci piace del progetto che trasforma le ferrovie in metroSarà la totale assenza di progettualità pubblica (il Comune è totalmente fermo sia operativamente che "intellettualmente"), sarà l'incapacità dei rappresentanti della classe dirigente di far pensare, far riflettere figurarsi far sognare, sarà la piattaforma web del PUMS (Piano Urbano di Mobilità Sostenibile) che consente la partecipazione dei cittadini e dunque chiama e sollecita una certa creatività (con tanto di richiami del tipo "vota la mia idea"), sta di fatto che si sta dibattendo su alcune soluzioni di risposta al traffico e alla mobilità in queste settimane.
Una delle progettualità che sta catalizzando maggiormente l'attenzione grazie  alla qualità della fattura, alla accuratezza grafica e alla suggestione del progetto è Metrovia. Qui, sul sito ufficiale, trovate un bel po' di interessanti dettagli da scartabellare. 

In estrema sintesi il progetto punta a trasformare le attuali ferrovie suburbane (in tutto il mondo si chiamano Linee S, a Roma giusto per creare confusione e disarmonia si chiamano FL) in autentiche metropolitane sia per numero di stazioni sia per frequenza. Le suburbane si fermerebbero dunque fuori città, negli hub nei quali si potrebbe scambiare passando dalla ferrovia al sistema Metrovia. 

Il sistema Metrovia punta alla creazione di nuove fermate laddove il trasporto su ferro già transita ma non ferma. Si pensi, per dirne una, a quante linee transitano nell'hub di Porta Maggiore sfilando senza fermarsi standosene sopra la massicciata ferroviaria. O all'assurdità della stazione Ponte Lungo della Metro A che non "parla" con la stazione Tuscolana delle ferrovie suburbane. Metrovia interviene su decine di questi casi. Tutto questo genera riqualificazione urbana e ottimizzazione. Il servizio di ferrovia metropolitana viene portato a nuove decine di migliaia di cittadini con costi presumibilmente (presumibilmente, attenzione!) inferiori rispetto alla costruzione di nuove metropolitane.

Metrovia. Cosa ci piace e cosa non ci piace del progetto che trasforma le ferrovie in metro

Un sistema che può avere il suo impatto anche in funzione di come è comunicato. Il progetto lo sottolinea molto, ma secondo noi non abbastanza. Una proposta del genere necessità di enormi investimenti in termini di comunicazione. Non tanto per essere pubblicizzata, ma per costruirsi da zero la propria identità visiva. Le stazioni, i treni, le fermate, la segnaletica. Tutto deve essere brandizzato in maniera accurata e chiara. Ad oggi come sappiamo i romani spesso dispongono di un'offerta di accettabile qualità di trasporto su ferro ma non la conoscono perché le ferrovie suburbane non sono comunicate, non sono visibili dalla strada, non fanno 'marketing' di loro stesse, sono considerate roba da sfigati e la loro grafica conferma questi pregiudizi. Il sistema Metrovia dimostra come con una operazione di maquillage evoluto Roma potrebbe avere 10 linee metropolitane.

Quello che non ci convince di questa proposta è l'atteggiamento verso le metropolitane interrate. Metrovia dà per scontato che le metro non si debbano fare, non si facciano e non si faranno. Progetta la sua rete su ferro con una Metro C, che su Metrovia diventa M3, che si stoppa tristemente a Piazza Venezia. Secondo Metrovia, insomma, non solo la C non va completata, ma non bisogna neppure pensare lontanamente alla D e dunque il centro storico della città deve continuare ad essere il delirio di lamiere e caos che è oggi, impossibile da raggiungere se non in auto o quasi. Gli autori di Metrovia lo ripetono spesso nei loro statement: "scavare? Guai!". Ma Roma deve scavare eccome e deve farlo alla svelta! Metrovia rischia di far passare il concetto, una delle tante leggende metropolitane che ingemmano squallidamente la vita della città, secondo cui a Roma non si può scavare, è antieconomico scavare, è lungo e costoso scavare. Nulla di più falso. Se le aziende chiamate a costruire metro sono state inefficaci, se i politici che le hanno incaricate si sono rivelati corrotti questo non vuol dire che non si debba puntare ad una rete credibile di metropolitane interrate. Basta procedere con serietà, rigore, onestà e organizzazione. 

Come dite, c'è l'archeologia? Già. Tanta archeologia. Ma questo deve essere un motivo in più proprio per scavare (e dunque scoprire, valorizzare, sviluppare, musealizzare) e non per rinunciarvi. Lo dimostra la Metro C - pur nel disastro di una impresa gestita coi piedi - che ha portato alla luce storia, documenti, oggetti, patrimonio fino ad arrivare a nuove stazioni museo. E tutto questo dovrebbe finire? Perché? Perché è costoso? Costoso rispetto a cosa? 4 miliardi per una metro sono tanti in un paese che conta 4 miliardi di evasione fiscale a settimana? Ma per favore...
Queste banalità sono purtroppo sovente presenti nel sito di Metrovia: "c'è troppa archeologia sotto di noi, quindi non si può scavare". Ma che razza di sciocchezza è questa? E' vero il contrario semmai. 

Metrovia fa spesso riferimento alle altre grandi città occidentali, ma ogni città occidentale che si rispetti, nessuna esclusa, modula il proprio network su ferro su due layers: le metropolitane e le ferrovie suburbane. Da Vienna a Berlino, da Madrid a Milano, da Parigi a Londra non c'è nessuna città che si possa permettere di fare a meno di questo interlacciamento. Per quale strano motivo Roma dovrebbe rinunciarci considerando che la storia della archeologia e la storia delle metro-troppo-care come abbiamo dimostrato è una marchiana leggenda metropolitana? 

Tutto questo Metrovia non lo spiega e anzi rischia di alimentare false credenze e approcci scioccamente rinunciatari. Possiamo trasformare in metro (ma poi scopri che non è stato fatto un serio assessment sui reali costi, sulla reale fattibilità burocratica, sui temi che questi stravolgimenti burocratici richiederebbero, magari superiori a quelli di una nuova metro!) quante ferrovie suburbane vogliamo, ma continueremo a non avere una stazione metro nel cuore di Trastevere, a non avere una metro a Piazza Navona, di fronte a San Pietro, al Maxxi, a Viale Marconi, a Piazza San Silvestro, ai Parioli ecc ecc ecc... E a tutto questo non possiamo ne dobbiamo rinunciare: non ce n'è motivo economico, non ce n'è motivo tecnico. Metrovia, in definitiva (non a caso in Campidoglio sono molto attenti e hanno appizzato le recchie), rischia al di là delle tante buone idee contenute al suo interno di costituirsi come una comoda scusa per chi non vuole fare e soprattutto per chi non sa fare. La nostra classe dirigente non è in grado di approntare progettualità complesse come la partenza di una nuova linea metropolitana, ma oggi ha meno di cui vergognarsi: c'è Metrovia e le metro vengono fuori da sole e vissero tutti felici e contenti. Tutti salvo i cittadini, beninteso...

In conclusione Metrovia è una piattaforma di discussione interessante, ma la vediamo più come un boost importante e decisivo per le linee suburbane che come una soluzione complessiva per le linee metropolitane. Le linee metropolitane sono purtroppo ad oggi solo 2 e mezzo e bisogna farne altre arrivando in breve almeno a 5 o a 6 completando la C, iniziando i lavori della D, facendo la linea dell'est, la E, da Subaugusta a Fidene e approntando la linea F con un collegamento passante sotto il centro che unisca le due concesse (la Roma Nord e la Roma Lido) scavando semplicemente nel tratto tra Flaminio e Piramide con fermate Ara Pacis (nuova), San Silvestro (esistente, Linea D), Venezia (esistente, Linea C), Bocca della Verità (nuova, con uscite anche in Trastevere), Emporio-Porta Portese. Se si vogliono davvero risolvere i problemi...

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