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MIDNIGHT CLUB #12 : MISTERI MARZIANI ! - Seconda Parte.

Creato il 20 settembre 2019 da Nickparisi
La Prima Parte è uscita QUI.

MIDNIGHT CLUB  #12 : MISTERI MARZIANI ! - Seconda Parte."Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
mettetevi comodi e raccontateci la vostra storia.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
Sentitevi a casa vostra.
Questo è il Midnight Club!
Benvenuti!
I bambini lasciati incustoditi saranno venduti come schiavi"



Ci sono cose e luoghi che, per la loro stessa natura, affascinano i nostri occhi e le nostre menti di esseri umani.
E' sintomatico, perfino normale.
E' la nostra stessa natura che ci porta a questo.
E alle volte è anche un bene perché così siamo portati a farci domande, a cercare di superare i nostri limiti per comprendere cosa ci sia veramente oltre l'orizzonte delle cose che possiamo vedere.
Ecco, Marte è uno di questi luoghi: da ben prima delle osservazioni di Giovanni Virginio Schiaparelli e di Percival Lowell o dei romanzi di Edgar Rice Burroughs molti di noi hanno sempre sperato di trovare tracce di vita su quel pianeta.
Vita intelligente ovviamente.

Le storie che narravano di civiltà antiche e morenti, di rovine perdute tra le sabbie cremisi e di canali artificiali (quest'ultima cosa colpa del sensazionalismo di Lowell e di una traduzione inglese sbagliata degli scritti originali italiani di Schiaparelli) che raccoglievano e facevano circolare la poca acqua rimasta hanno abbondato a lungo. I Film e i fumetti anche.
Oggi ovviamente sappiamo che non è così: se pure in passato c'è stata atmosfera su Marte essa è evaporata milioni di anni fa e con essa ogni promessa di vita. Vita che magari  c'è stata anche ma forse limitata alle forme inferiori dell'evoluzione
In quanto all'acqua, ebbene c'è, difficilmente raggiungibile e sfruttabile, ma c'è,  è questo fa ben sperare per una futura permanenza umana.
MIDNIGHT CLUB  #12 : MISTERI MARZIANI ! - Seconda Parte.
Insomma la possibilità di trovare tracce di microorganismi marziani è altamente probabile ed ogni giorni più vicina, le evidenze ci sono, le prove presunte anche e già questo rappresenterebbe una scoperta epocale, con la prima evidenza di vita oltre il nostro pianeta.
Ma andare oltre a questo, presupporre qualcosa di più evoluto o organizzato oggi come oggi è un discorso quantomeno prematuro.
Eppure nonostante le tante delusioni Marte ci sfida ancora ed ogni tanto osservando le immagini delle varie missioni qualcuno è convinto di trovare prove dell'esistenza di cose che non dovrebbero essere lì.
Capitò lo stesso con la Missione Phobos.
Già, ma perché voler osservare proprio quel satellite?

-FOBOS, STORIA DI UNA LUNA ATIPICA.
In un certo senso Fobos è uno dei tanti particolari che contribuiscono ad alimentare la leggenda di Marte: scoperto ufficialmente nel 1877 dall' astronomo americano Asaph Hall. la sua forma irregolare, le numerose striature sulla sua superficie, l'immenso cratere battezzato Stickney ma anche la sua composizione carboniosa ed il fatto di riflettere poco la luce hanno sempre fatto nascere numerose ipotesi sulla sua natura.
MIDNIGHT CLUB  #12 : MISTERI MARZIANI ! - Seconda Parte.Una delle teorie più probabili è che possa essere stato in origine un asteroide catturato dalla gravità del pianeta rosso, oppure che possa trattarsi di quanto rimane di un corpo celeste più grande impattato in passato su Marte.
Ma ci sono state anche molte ipotesi meno "ortodosse".
Nel 1959 uno scienziato russo, chiamato Iosif Samuilovič Šklovskij, divulgò una controversa teoria che vedeva in Phobos una struttura meccanica, cava al suo interno, una sorta di astronave aliena lasciata a guardia da una scomparsa civiltà aliena.
La Teoria (che fu anche ripresa in alcune opere di fantascienza) nonostante le varie smentite ebbe abbastanza fortuna fino almeno a buona parte degli anni '70 s.
Ovviamente non fu certo per questo che i sovietici decisero di inviare le due sonde Phobos ad osservare i due satelliti marziani, quello che li convinse molto probabilmente fu un' altra peculiarità della piccola luna: tra tutti i Satelliti del Sistema Solare Fobos è quello più vicino al suo Pianeta.
Talmente vicino che un giorno potrebbe precipitare su Marte attratto dalla gravità di quel mondo.
E con questo torniamo al disastro della missione Phobos 2
- UN OMBRA SU MARTE.
Tre mesi dopo la fine ufficiale della sonda russa, l'Agenzia Spaziale Sovietica pressata dai partner occidentali che avevano partecipato all'avventura si decide a rendere pubbliche una gran parte delle immagini scattate dalla nave.
Quello che ne viene fuori farà discutere gli esperti per anni.Tanto per cominciare c'è una foto della superficie marziana scattata da una telecamera ad infrarossi dove si evidenzierebbero tutta una serie di strutture regolari,chiaramente rettangolari,secondo molti emissioni energetiche.

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Immagine in b/n della foto
in infrarossi della presunta città
marziana
.

La seconda foto si rivela ancora più dirompente.
E' la rappresentazione di un ombra, un enorme zona buia che oscura buona parte del terreno sottostante alla sonda, quasi come se ci fosse un altro corpo tra la Phobos 2 ed il pianeta.
Un enorme corpo sigariforme.


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L'Ombra su Marte



Come spesso accade anche stavolta si vocifera che ci siano altre prove tenute nascoste, si parla di altre foto scattate dal veicolo russo poco prima della sua scomparsa perché troppo scioccanti per il pubblico a casa.
Foto che, oltretutto dimostrerebbero che la Phobos 2 sia stata distrutta da qualche forza sconosciuta per aver scoperto qualcosa che non doveva vedere.
I giornali scandalistici, specie quelli statunitensi ed europei, si scatenano per mesi. 
Ma per quanto riguarda l'uomo della strada, il cittadino medio russo...beh, si dimostra distratto da altre cose, cose ben più gravi.
Sono gli ultimi giorni dell' Unione Sovietica ed in un clima da "Ultimi Giorni di Pompei" o da "Fine dell'Impero"  si consuma la dissoluzione di un mondo da molti creduto indissolubile.
Ed è proprio in questo clima di lunghi coltelli e di vendette incrociate che qualcun altro nel 1991 si decide a dire la sua.

- QUANDO PARLANO GLI EROI.

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La conferenza del Colonnello Popovich nel 1991


C'è una donna a Mosca.
Non si tratta di una persona qualunque.
Marina Lavrentievna Popovich è un Colonnello dell' aviazione russa; una vero e propria eroina sovietica. La prima donna ad aver infranto il muro del suono pilotando un aereo militare, migliaia di ore di volo e di record ed onorificenze ottenute ed oltretutto selezionata nel ristretto numero dei cosmonauti della CCCP; anche se poi nello Spazio non ci è mai riuscita ad andare veramente.
"Madame Mig", la chiamavano negli anni '60s.
Nel caos di quel 1991 il colonnello Popovich nel corso di una affollata conferenza stampa dichiara ai media occidentali di aver trafugato numerosi documenti Top Secret che comproverebbero l'esistenza degli Alieni. A sostegno delle sue parole presenta quella che dovrebbe essere una delle ultime foto scattate dalla Phobos 2
Quella di un corpo sigariforme vicino al satellite Fobos


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La presunta astronave aliena vicina a Phobos.

Secondo quanto dichiarato dalla Popovich si tratterebbe di una gigantesca nave madre aliena della lunghezza di almeno 20 km e larga almeno 1,5 km orbitante nei pressi della luna marziana.
Detto questo a molti piacerebbe chiudere così, con la prova pubblica e definitiva dell'esistenza di forme di vita al di fuori del nostro pianeta e di altre civiltà intelligenti oltre alla nostra.
Ma non stavolta, non oggi.
Perché, se è vero che " ci sono più cose in cielo e in terra di quante ne possa sognare la nostra filosofia" è anche vero che dovremmo imparare a dare il nome giusto a tutte queste cose.
Ed anche ad individuarne la reale natura.
Proseguiamo un passo alla volta.
- DIETRO LO SPECCHIO.

Tanto per cominciare quelle presentate erano tutte immagini a bassa risoluzione, tali da indurre spesso nell'errore anche osservatori in buona fede. la prima quella della città marziana -secondo la maggior parte degli studiosi - rappresenterebbe un evidente caso di pareidolia cioè quel fenomeno che spinge la mente umana ad attribuire forme riconoscibili a quegli oggetti che non riusciamo a classificare.
In quanto all'ombra marziana, osservazioni future hanno dimostrato che non è l'ombra di un'astronave aliena bensì dello stesso satellite Phobos.

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Una foto dell'ombra della luna Phobos
scattata nel 2005 da una sonda americana.
Ricorda niente?


Le cose si fanno ancora più interessanti se si va ad osservare la terza foto, quella svelata dal Col. Popovich confrontandola con le altre immagini della stessa sequenza.
Con questa ad esempio:
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Nessuna astronave, semplicemente un difetto dell'immagine, un poco come i disturbi delle trasmissioni che funestavano i nostri cari vecchi televisori analogici. O quando mancavano dei pixel nei videogiochi di primissima generazione.
Ma se non si è ancora convinti del tutto c'è un'altra cosa che possiamo fare.
Torniamo per un istante all'immagine sopra, quella con le scritte in cirillico e proviamo a dare un' occhiata alla data, cosa leggete ?
25.03.1989
Le ultime trasmissioni inviate dallo spazio dalla sonda Phobos 2 risalgono al 29 di marzo.
Ma allora, se è è stata una qualsiasi scoperta a causare la distruzione della navicella sovietica, perché aspettare tre giorni prima di farlo? Che logica ci sarebbe in questo?


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Marina Popovich da giovane.


I
l Colonnello Marina Popovich fino alla sua morte, avvenuta a fine 2017, ha continuato a difendere le sue tesi. La donna è stata davvero una grande eroina dell' Unione Sovietica, secondo molti però, la sua passione per l'ufologia le ha fatto credere di vedere- sia pure in buona fede - qualcosa che verosimilmente non c'era.
Marte però rimane lì al suo posto.
Le sue due lune con esso.
Forse un giorno troveremo le risposte a tutte le domande che il pianeta rosso ci spinge a porci, forse quel giorno sveleremo anche qualcuno dei suoi misteri.
Veri o presunti che siano.
Per farlo però dovremo deciderci ad andarci davvero.
Ed anche a tenere gli occhi e la mente aperta senza lasciarci condizionare dai nostri preconcetti. 
E nemmeno dalle nostre illusioni.
Perché non c'è niente di peggio del voler credere per forza ad un miraggio quando si è soli in mezzo al deserto. 

"La verità è una bugia che non è ancora stata scoperta"
Antico proverbio arabo

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