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Midway

Creato il 04 dicembre 2019 da Lamacchinadeisogni

MIDWAYTITOLO: MIDWAY

GENERE: GUERRA, STORICO

RATING:  * * + +

TRAMA:

4 Giugno 1942: in mezzo all’oceano pacifico, all’altezza delle isole Midway, americani e giapponesi giocano una partita decisiva, l’epica battaglia aero-navale che porterà ad una svolta nella Seconda Guerra Mondiale. Da una parte l’imponente flotta nipponica con il suo incrollabile orgoglio e fiducia nella vittoria, dall’altra la flotta, i soldati e l’intelligence americana, decisi a vendicare la profonda ferita di Pearl Harbor, la cocente e sleale sconfitta che ha portato in guerra gli Stati Uniti d’America.

(Regia: Roland Emmerich – anno 2019)

COMMENTO:

Salgo su quello strano uccello di metallo e mi imbrago al sedile. Il “click” del contatto fa azionare il motore e le pale dell’elica iniziano a girare vorticosamente.

Provo i comandi: la pedaliera fa girare il timone di coda, la cloche i flap alle estremità delle ali e il timone di profondità. Il motore suona come uno strumento ben accordato.

Tutto sembra ancora sotto il dominio della gravità mentre mi sposto rullando sulla pista. Le linee dell’orizzonte sono lì dove le ho sempre lasciate, mentre lo scarno paesaggio aeroportuale mi scorre affianco al finestrino.

Dò manetta e il motore risponde immediatamente ruggendo. Le pale iniziano a mordere l’aria. La materia vibra e sobbalza sulle imperfezioni della pista, mentre il rombo del motore sovrasta gli altri suoni. Il corpo prova sensazioni innaturali per una scimmia che può correre al massimo a  37 km/h e mi sento schiacciare al sedile da una forza invisibile. La macchina ingaggia la sua lotta contro la forza di gravità, che la vorrebbe trattenere incollata a terra, ma è un attimo, e il miracolo si manifesta in tutta la sua grazia, le vibrazioni spariscono di colpo e inizio a galleggiare nell’aria! Il muso punta verso le nuvole e non vedo più l’orizzonte davanti a me.

Libero!

Il cuore batte forte mentre la gioia mi pervade. L’ordine naturale delle cose è stravolto, ora le nuvole sono sotto di me, non sopra. Tutto intorno cambia ed assume percezioni, significati diversi. Dentro non sono più lo stesso perché le priorità, l’importanza, il peso dei pensieri cambia, si trasforma. Non è più un fenomeno fisico, è più una esperienza… spirituale! Quando volo sento di affrancarmi dalla terra e dalle sue miserie, come un essere angelico.

L’esplosione dei colpi della contraerea mi desta bruscamente da quei romantici ricordi dei primi voli e mi riporta alla realtà della guerra. Si perché gli uomini sono riusciti a contaminare anche il miracolo del volo, e dal mondo celeste mi ritrovo sbattuto nuovamente in quello terreno. Ma l’identificazione del mio corpo con quella macchina straordinaria non cambia e percepisco la fusoliera e le ali del mio aereo come prolungamenti delle mie membra.

Butto giù la cloche. Il muso scende dritto in picchiata e sento l’aria urlare nelle orecchie. Il suo grido sinistro mi entra nel petto mentre il mare si ribalta di 90° per venirmi dritto in faccia sostituendosi all’orizzonte.

Lo stomaco ha cambiato la sua sede naturale e mi è salito in gola. Devo azionare gli aerofreni per evitare che il mio aereo si trasformarmi in una massa di metallo ingovernabile per la velocità. Dalla portaerei, che è il mio obiettivo, e da tutta la flotta posta a sua protezione, vomitano fiumi di proiettili rutilanti; paradossalmente io e i miei compagni ci dobbiamo infilare in mezzo a quell’eruzione di lapilli mortali se non vogliamo mancare il bersaglio.

Mentre prima la nave sembrava un francobollo adesso inizia ad ingrandirsi davanti ai miei occhi. Sento l’adrenalina inondare la mente e il corpo vincendo la paura e con essa l’istinto di scappare via, più lontano possibile da quel luogo infernale per tornare a volare come un Angelo. Gli aerei intorno a me, visti da terra, vengono giù come manciate di coriandoli infuocati che odorano di carne bruciata…

Avrei voluto scrivere di questo ed altro nella mia recensione, ma non si possono toccare eventi epici entrati nella leggenda con un budget così inadeguato e Emmerich ha peccato di presunzione. La cattiva recitazione, il doppiaggio non all’altezza, la mancanza totale di immagini di repertorio, hanno ostacolato il mio transfert. Persino la canzone scelta per evocare l’atmosfera retrò del circolo ufficiali non è suggestiva. Il ricorso esasperato alla computer grafica, anziché alle immagini di duelli aerei reali, ha trasformato il film in un videogioco togliendogli il pathos che avrebbe meritato. Fallire la principale magia del cinema, ovvero poter vivere le stesse esperienze ed emozioni proposte dalle immagini, incarnandomi nei protagonisti, non è un peccato veniale, e rimpiango film epici come La battaglia d’Inghilterra, o La battaglia delle aquile, che mi facevano volare assieme a quei coraggiosi piloti sognando un giorno di poterli emulare. Midway di Roland Emmerich, nonostante i progressi tecnologici, fa rimpiangere il film che vorrebbe riproporre, La battaglia di Midway del 1976 diretta da Jack Smight, Ricordo che lo vidi con mio padre che mi faceva sognare con i suoi commenti appassionati. Anche lui avrebbe voluto volare e chissà – pensavo – se io sarei riuscito a realizzare quello che era stato anche il suo sogno da bambino.

Ci ho provato papà, e tu mi hai accompagnato in questo straordinaria avventura, abbiamo volato insieme, ho condiviso con te le mie prime esperienze di volo, ma la vita aveva in serbo qualcos’altro per me. Peccato, è stato un bel sogno. Grazie papà!

Voto: 7 ½


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