Magazine Società

Migranti, la replica di Marchirolo in evoluzione: “Accoglienza a quale prezzo?”

Creato il 18 luglio 2017 da Stivalepensante @StivalePensante

A seguito della scelta di rispondere positivamente alla richiesta inoltrata dal Prefetto di Varese Giorgio Zanzi, finalizzata all'accoglienza di una decina di migranti, portata avanti dall'amministrazione comunale di Marchirolo guidata dal neo eletto sindaco Busti, giunge nella serata di oggi una nota del gruppo di minoranza guidato da Salvatore Parise, "Marchirolo in evoluzione". Parise etichetta la decisione portata avanti dall'amministrazione come non condivisa con la cittadinanza e chiede spiegazioni più dettagliate in merito alle scelte perpetrate. Ecco le sue parole.

" In questi giorni, a Marchirolo, si fa un gran parlare di accoglienza, rifugiati e migranti: la scelta dell'Amministrazione Busti di sostenere l'apertura di uno SPRAR a Marchirolo, in struttura privata, ha preso di sorpresa i cittadini. Nessun confronto su un tema così delicato non pare un buon approccio. Si vuole tuttavia dare un contributo costruttivo e provare a fare informazione corretta: tutti dovrebbero avere un'opinione su questo tema e valutare, al di là delle paure o delle ansie (a noi non piace parlare di xenofobia o di ignoranza dei Marchirolesi), questa scelta. Per farlo bisogna informarsi ed informare. In questo articolo de "ilpost.it" di ieri si spiega in modo molto chiaro e neutro quali siano gli strumenti e la situazione dell'accoglienza in Italia, quindi cosa siano i CAS (Centri di accoglienza Straordinaria) e gli SPRAR (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati), fornendo dati sulla distribuzione e sulle criticità, il tutto per spiegare "come si arriva alle barricate contro i migranti". E' vero infatti che molti, anzi la maggior parte, dei sindaci italiani, di destra e di sinistra, non hanno risposto all'invito dei Prefetti per l'accoglienza ed hanno scelto diversamente. Perché?".

" Innanzitutto perché non è un obbligo, ma soprattutto perché il meccanismo dell'accoglienza è pieno di falle e non mette a disposizione dei Comuni i mezzi per gestire quello che accade dopo il periodo di prima accoglienza. Dopo un periodo presso i centri come quello di Marchirolo, in cui le persone vengono "accompagnate" a spese dello Stato, quando la gestione è fatta da cooperative serie, ed imparano la lingua impiegando in modo utile il tempo, 6-8 mesi, in attesa del riconoscimento dello status, cosa succede? Trascorsi i mesi necessari a avere un titolo per soggiornare in Italia, dove vanno e cosa fanno queste persone? Ce lo dice una ricerca di qualche anno fa di 'Vie di Fuga - Osservatorio permanente sui rifugiati'. Ebbene, solo una piccola parte, se va bene, un quarto, riesce a rendersi autonoma, due su tre non avranno una casa né un lavoro ".

" Riassumendo - conclude Parise -, lo stato finanzia l'accoglienza, sostenendo enti e cooperative, per un periodo ben limitato, poi nulla. Chi deve provvedere ai bisogni essenziali e sacrosanti di queste persone che restano sull'unico territorio che conoscono? La risposta è una: il comune. La domanda è allora: ce lo possiamo permettere oppure si fanno scelte superficiali e a breve termine? Il sindaco Busti, nel sostenere la proprietaria dello spazio e la Cooperativa che gestisce l'accoglienza, ha fatto una valutazione dei costi sociali per i cittadini di Marchirolo? Ha verificato se ci sono casa e lavoro per tutti (marchirolesi e nuovi marchirolesi)? Ha fornito dati e cifre? Ha chiarito le alternative possibili? A queste domande, concrete e pratiche, ci piacerebbe si rispondesse con un confronto diretto e che coinvolga la gente, non con decisioni prese sulla testa dei cittadini e senza spiegazioni reali ".


Potrebbero interessarti anche :

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Possono interessarti anche questi articoli :