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“Miiaau e le piccole sedie” di Sebastien Braun, Bohem Press

Da Federicapizzi @LibriMarmellata

miaauucop“Miiaau e le piccole sedie” di Sebastien Braun non è una novità editoriale ma è già da qualche anno presente nel catalogo della Bohem Press, casa editrice indipendente che vanta tra le sue scelte molti albi di qualità purtroppo poco diffusi nelle librerie.
Avevo avuto modo di leggerlo ad una passata fiera del libro e lo avevo apprezzato molto ritrovandovi diverse caratteristiche interessanti in una pubblicazione per i primissimi lettori; così, quando poco tempo fa ho potuto risfogliarlo, ho pensato che valesse la pena inserirlo tra i miei consigli per i più piccoli.

Innanzitutto è un albo dalla grafica semplice e accattivante: tinte molto nette e decise, figure ben caratterizzate e definite che spiccano su sfondi bianchi e testi essenziali posizionati su pagine colorate.
Sicuramente un’impostazione, questa, che attrae il bambino e lo spinge verso un oggetto che già alla prima vista risulta allegro e gioioso.

I personaggi sono animali, cuccioli direi, leggermente umanizzati dalla posizione su due zampe e da pochissimi oggetti – uno zaino, un libro, una sciarpa – che portano con sé.
Seguendo uno schema chiaro, vengono subito presentati: il protagonista, il gatto Miaauu, e gli amici che sono arrivati per giocare.
Ciascun animaletto è nominato con un parolina che ne richiama il verso –Baau, Quaa, Muu… – e, in tal modo, li caratterizza univocamente e aiuta il bambino a memorizzarli, richiamarli, distinguerli, oltre a divertirlo con l’uso dell’onomatopea.

Altro elemento che viene introdotto è il colore: ogni bestiolina per il gioco porta una piccola sedia, che si differenzia per tinta.
Le seggiole vengono messe in fila – altro concetto logico-cognitivo – ed alcuni personaggi aggiungono alla formazione una bandierina e un fischietto, anch’essi caratterizzati per colore.

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Il bimbo lettore è invitato dalla costruzione dell’albo a seguire lo svolgimento di un’azione che contiene la promessa di una sorpresa: non sa cosa accadrà ma è in grado di comprendere che al termine della preparazione qualcosa verrà svelato.
A cosa servono le sedie poste tutte in successione? E la bandiera verde?
Quando poi Miaauu trova in una borsa un campanello e ne riproduce il suono, gli elementi cominciano pian piano ad andare ciascuno al proprio posto.

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Cosa stanno facendo tutti gli animali seduti sulle proprie seggioline colorate con il gatto in testa armato di campana e la mucca col fischietto alla bocca?
La doppia pagina successiva completa la storia e rivela il gioco grazie, ancora, all’anticipazione del rumore.
“Din-Din, Ciuf-Ciuf”…è un treno quello che i vivacissimi personaggi sono riusciti a riprodurre! Un treno composto da piccole sedie che grazie alla fantasia acquisisce realtà e movimento.
Infatti, nell’ultima facciata, l’unica a non avere lo sfondo bianco perché parte di una dimensione dell’immaginazione, il treno compare davvero con vagoni variopinti, occupati da tutti gli animaletti, e, attorno ad esso, anche alberi e un sole tondo e giallo.

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Cosa di più chiaro per simboleggiare che col gioco i bambini accedono davvero ad una realtà parallela dove anche ciò che viene realizzato con i materiali più semplici, poveri, quotidiani, si anima e, per un po’ di tempo almeno, crea un altro e un altrove?
Non servono congegni super elettronici o giocattoli ipermoderni: ogni bimbo è in grado, se messo nelle condizioni, di creare e immaginare, di trasformare e rinnovare attingendo ad un patrimonio di fondo – quello della fantasia – che è uno di quelli da non lasciare mai privo di nutrimento.

Messaggi a parte, l’albo ha una valenza ricca anche dal punto di vista dell’apprendimento e dello sviluppo cognitivo: colori, forme, suoni…tutti da riconoscere, memorizzare, riprodurre.
E ancora, il gioco degli animali da nominare e mettere in relazione con il giusto verso e perfino un velato gioco del cucù con gli oggetti che saltano fuori dagli zaini.

Probabilmente l’unica pecca del libro è quella di non essere interamente cartonato (solo la copertina lo è) e non avere bordi stondati. Al difetto dei bordi, forse, si potrebbe ovviare.
Per la cartonatura temo invece non ci sia possibilità: troppe sono le pagine e, considerato anche il formato non piccolo, ne risulterebbe un albo troppo pesante e poco maneggevole.
Resta comunque ottimo per la lettura condivisa che, per i piccolini, è sicuramente il miglior modo di incontrare l’oggetto libro e sperimentare il piacere della lettura.

(Stessa costruzione, messaggio, autore, editore e protagonisti anche per “Miiaau e la grande scatola” che vede i simpatici animaletti stavolta alle prese con una versatilissima scatola di cartone…)

(età consigliata: dai due anni)

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(Miiaau e la grande scatola)


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