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Milan, Gattuso: “Dobbiamo dimostrare di avere mentalità e condizione.” Bonaventura: “Sappiamo di poter fare bene.”

Creato il 07 marzo 2018 da Agentianonimi
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Alla vigilia dell’andata degli ottavi di UEFA Europa League, Gennaro Gattuso è intervenuto in conferenza stampa insieme a Giacomo Bonaventura, per parlare della sfida del loro con Milan contro l’Arsenal.

A partire, è il centrocampista rossonero, che ricorda Davide Astori, il capitano della Fiorentina scomparso lo scorso weekend: “Faccio anche io le mie condoglianze alla famiglia, agli amici e ai suoi cari. Siamo ancora tutti scioccati da quello che è successo, faccio le condoglianze e ci mancherà a tutti perché era un ragazzo benvoluto da tutti, sempre positivo e col sorriso. Cercheremo di andare avanti anche per lui.”

Sulla gara con l’Arsenal“E’ una partita di grande fascino ma non penso sia un premio. Ce la siamo guadagnata passando il turno precedente, vogliamo fare bene e cercare di mettere le nostre qualità in campo per cercare di passare anche questo turno.”

Sulla consapevolezza della squadra: “Le ultime due partite sono state giocate contro squadre di livello, penso che anche di livello europeo. Sia Roma che Lazio giocano le coppe europee discretamente bene. C’è la consapevolezza che possiamo fare bene anche per la partita di domani.”

Sul giocare a San Siro e all’Emirates:  “Sicuramente è una partita che dal punto di vista delle motivazioni e della carica agonistica si prepara da sola. Vedremo lo stadio pieno e pensare di affrontare l’Arsenal ha alzato l’attenzione di tutti. Il Mister ci preparerà dal punto di vista del campo, dalle difficoltà che ci potrà creare l’avversario.”

Sull’aver riposato due giorni: “Dal punto di vista fisico è stato positivo, quando si giocano tante partite non giocarne una e allenarsi è rigenerante. Quando si gioca sempre lo stress della partita toglie energie. In questi giorni abbiamo lavorato duro ma ci permetterà di giocare bene contro l’Arsenal.”

Sul giocare mezzala: “E’ un ruolo che mi piace, l’ho fatto anche prima che arrivasse Gattuso quando giocavamo 4-3-3. Mi piace, sono coinvolto sia in fase offensiva che difensiva e sono molto contento.”

Sulla Premier League:  “E’ un campionato affascinante, diverso dal nostro. Da noi sono più sviluppati gli aspetti tattici, da loro prevale quello agonistico. Domani ci confronteremo, e vedremo chi è il migliore.”

La parola, poi, passa al Gennaro Gattuso, che ci tiene a ricordare Astori: “Voglio dire due parole su Astori. Perdiamo un grandissimo uomo di un’umiltà incredibile. Io ero al Milan e lui nelle giovanili. Quando lo vedevo in palestra mi chiedeva sempre se poteva usarla. Alla terza volta gli ho detto che era casa sua e che non serviva chiedermelo. L’ultima volta l’ho incontrato il 30 dicembre a Firenze prima della partita e mi aveva detto che era orgoglioso e contento per me e la mia nuova avventura al Milan. Dev’essere un esempio per tantissimi giovani. E’ sempre stato rispettoso e con grande mentalità. Ci mancherà un grandissimo uomo, non lo dimenticheremo.”

Sul fatto che la vicenda possa influenzare la squadra: “Non penso proprio. E’ vero che la squadra domenica era molto scossa. La tristezza è rimasta, non c’era la solita musica nello spogliatoio. In allenamento, però, non è cambiato nulla. L’Arsenal è in difficoltà, ma ha grandissimi campioni e ha segnato 18 gol in Europa League. C’è grandissimo rispetto, noi dobbiamo fare una grande prestazione. Era da un po’ di anni che il Milan non giocava una partita in Europa con 70mila persone. Tranne Bonucci e Biglia la nostra è una squadra con pochissima esperienza in Europa. Questo ci serve per alzare l’asticella, visto che siamo una squadra giovane.”

Sulla gara:  “Io ho vissuto da giocatore partite del genere, ora è tutto diverso. In confronto a Wenger io sono nella categoria Pulcini. Io ho iniziato da poco e lui è 30 anni che allena. La stiamo preparando, l’Arsenal è una squadra tecnica a cui non piace la transizione difensiva. Noi dobbiamo essere bravi a non subirli e a farli correre quando abbiamo la palla. Non dobbiamo sbagliare a livello mentale. Non dobbiamo spaventarci dei 70mila e giocare con le grandissime qualità che abbiamo, sia tecniche che fisiche. E così possiamo metterli in grandissima difficoltà.”

Su cosa dirà ai giocatori: “Viverla con grande gioia e prepararla bene. La parola attenzione in una squadra di calcio c’è sempre. La tensione ognuno di loro la gestisce in modo diverso, però bisogna viverla ed essere contenti che si giochi una partita così. Ci sono giocatori che sognano per una vita partite così e non le giocano mai. Non bisogna pensare che se si sbaglia un passaggio sia una tragedia, c’è il compagno che ci mette una pezza. Quello è il segreto.  Io devo trasferire la sensazione che io e il mio staff l’avevamo preparata in modo perfetto. Quando giocavo io con Ancelotti avevo questa sensazione in partita. Penso di dare le stesse sensazioni ai miei giocatori. Le chiacchiere le porta via il vento, in campo ci scendono loro e la preparazione tattica deve dargliela lo staff che li allena.”

Su Patrick Cutrone come salvatore della patria: “Cutrone non salva nulla da solo. E’ la squadra che fa lavoro sia in fase offensiva che difensiva. Ogni singolo giocatore si deve mettere a disposizione della squadra. Del singolo giocatore me ne può fregar di meno.”

Sulla condizione psico-fisica della squadra: “In Europa le partite sono molto più aperte. In Italia sono molto più tattiche. Dobbiamo fare attenzione alla qualità loro. E’ vero che anche noi le abbiamo, ma dobbiamo abbinare quantità e qualità e son sicuro che sotto questo aspetto non sbaglieremo.”

Sui ricordi di gare di questo tipo: “Non ne ho avuti in questi giorni. La preoccupazione è come non far segnare l’Arsenal. Quando vado a letto sogno Ozil e Wenger, non quello che ho fatto da calciatore. Quello che ho fatto è passato, oggi è qualcosa di diverso e non si può paragonare.”

Su Arsène Wenger “Non è una sfida con lui, perché in quello non c’è partita. Ha vinto tanto in carriera, sono 21-22 anni che allena la stessa società. Il mio percorso è ancora molto lungo. Sarà una partita interessante, con una mentalità più nuova che è la mia, ma con lui che ha l’esperienza. Gli piace giocare basso con un grande palleggio. Lo saluto e mi metto al mio angolo, ancora i paragoni non si possono fare.”

Sul riposo dovuto al rinvio del Derby“Chiedetelo a Jack. Secondo me mi hanno odiato in questi 2 giorni. Il carico di lavoro che dovevamo fare domenica siamo andati a crearlo su dei lavori che ci mancavano. Ci siamo portati avanti, un blocco di lavoro avremmo dovuto farlo quando c’è la sosta più avanti e invece l’abbiamo fatto ora.”

Sul gap fra Serie A e Premier League: “Le squadre italiane in Europa si stanno facendo valere. Oggi il paragone tra azienda calcio inglese e calcio italiano è 10 a 0. Quello che succedeva da noi 10 anni fa ora succede da loro. I campioni vanno da loro. Ci sono più nomi in Inghilterra che in Italia. Facendo così, però, si possono far crescere i nostri giovani ed è una cosa che mi piace. Non è un caso che oggi si parli di Cutrone e Calabria. Se gli viene data la possibilità e se son bravi possono mostrare le loro qualità. Non solo i nostri, ma ci sono tanti giovani italiani che stanno venendo fuori.”

Su Giacomo Bonaventura in Premier League “Lascialo stare. Jack, non rispondere. Sta bene al Milan, fa gol. Che deve andare, in Premier League a prendere mazzate? Lascialo stare qua. Adesso mi hai creato un problema. Adesso c’è Raiola che si è già messo in moto. Stai buono, ma fatti gli affari tuoi (ride, n.d.r.).”

Sul diventare il Wenger del Milan: “Mi piacerebbe molto. Vorrei fare questo lavoro per tantissimi anni. Siccome lo so fare solo in un modo e ci metto tutto me stesso. Arrivo a sera che sono cotto veramente. O mi do una calmata o lo posso fare per pochi anni. Mi piacerebbe costruire qualcosa di lunga durata.”

Sul fare paura ai Gunners“Al momento sono chiacchiere, dobbiamo dimostrarlo sul campo. Oggi per come ci arriviamo oggi tutti dicono che possiamo metterli in difficoltà. Sicuramente siamo una squadra che a livello mentale, tecnico e tattico è migliorata tantissimo. Domani affrontiamo una squadra che ha dei problemi, ma sulla carta più forte di noi. Noi ci arriviamo con grande mentalità e grande condizione fisica. Dobbiamo dimostrarlo.”

Sulla possibilità di vedere Andrea Conti in Primavera il prossimo weekend: “Ne parlo oggi con lui. Più tardi abbiamo una riunione con lui e con i dottori. Non so se giocherà, il campo di Solbiate non è in perfette condizioni e non dobbiamo rischiare nulla. Dobbiamo leggere i numeri correttamente, valutando attentamente tutto. L’importante è non aver fretta. Siamo a 30, non capisco tutta questa fretta di fare 31. Ci ho sbattuto i denti vivendolo sulla mia pelle. Dopo 4 mesi e mezzo sono andato alla Confederation Cup, perché ho voluto fare il fenomeno. E poi per un anno e mezzo ho passato le pene dell’inferno e un giorno stavo bene e un giorno male. Siccome ho un po’ di esperienza su questo aspetto.”

Andrea Fabris (@andreafabris96)

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