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Milan, spunta il nome di Thomas Ricketts come possibile azionista

Creato il 22 giugno 2018 da Agentianonimi
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Il soccorso a Yonghong Li potrebbe arrivare dall’America. Il nuovo obiettivo della dirigenza del Milan sarebbe convincere Thomas Ricketts, patron della squadra di baseball dei Chicago Cubs, a investire in quote societarie.

Mancano infatti all’appello 32 milioni di euro all’aumento di capitale, che devono arrivare entro domani alle 17. Se mister Li non riuscirà a trovare i fondi, avrà comunque tempo fino al 28 giugno per rimborsare Elliott, che verserà la cifra in anticipo. Nel caso in cui i soldi non dovessero arrivare nemmeno a luglio, il fondo assumerebbe il controllo del club.

Domani arriverà un’altra sentenza chiave per la stagione 2019: l’Adjudicatory Chamber dell’Uefa emetterà la sanzione per il mancato rispetto del Fair Play Finanziario, che sarà multa, blocco del mercato o esclusione dalle Coppe a vantaggio di Fiorentina (accesso diretto ai gironi) e Atalanta (dal terzo turno preliminare).

Ricketts controlla i Cubs dal 2009, quando li pagò ben 875 milioni di dollari. L’ingresso di un nome di peso nel board del Milan, con notevole capacità finanziaria, potrebbe servire anche da garanzia nei confronti di future decisioni dell’Uefa. Secondo Forbes, la famiglia Ricketts possiede un patrimonio che vale ben 2,4 miliardi di dollari: controlla infatti, oltre al team di Chicago, anche la banca d’investimento Chicago Incapital e la società di trading TD Ameritrade.

Sembra che Ricketts, che ha scelto le banche Morgan Stanley e Goldman Sachs come intermediari (e forse futuri soci nell’affare), non abbia nessuna intenzione di trattare con l’attuale presidente: meglio che il fondo Elliott prenda le redini del club e poi si parlerà, forse per diventare socio di maggioranza. David Han, braccio destro di Yonghong Li, sarebbe volato a New York per incontrare i potenziali investitori.

L’obiettivo dei cinesi, ora in evidente difficoltà, è quello di cedere il 75% delle quote agli americani, conservando un importante pacchetto azionario e i ricavi del mercato cinese. Se le cose dovessero peggiorare ancora, nel giro di due anni anche il restante 25% passerebbe di mano. Ma il prezzo per la maggioranza subito è 500 milioni di euro, giudicato troppo dalla cordata Usa per un club dalla situazione finanziaria traballante e dal rendimento sul campo non elevato.

Stefano Francescato

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