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Milano arte – GAM Manzoni inaugura con la mostra DIVISIONISMO Da Segantini a Pellizza

Creato il 20 luglio 2012 da Milanoartexpo @MilanoArteExpo

GAM Manzoni Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea, Milano expo mostre

DIVISIONISMO Da Segantini a Pellizza - GAM Manzoni (MAPPA). In quella che fu sede della Galleria del Naviglio – fondata nel 1946 da Carlo Cardazzo – apre un nuovo spazio espositivo a Milano: GAM Manzoni Centro Studi per l’Arte Moderna e Contemporanea. La mostra inaugurale è dedicata al Divisionismo italiano, con 35 dipinti dei principali interpreti del movimento quali Giovanni Segantini, Giuseppe Pellizza

Giovanni Segantini, Alpe di Maggio, Olio su tela, 54,5 x 86,5 cm, Collezione privata, GAM Manzoni Milano arte

Giovanni Segantini, Alpe di Maggio, Olio su tela, 54,5 x 86,5 cm, Collezione privata, alla GAM Manzoni Milano

da Volpedo, Emilio Longoni e altri. > c. stampa CLP Relazioni Pubbliche > La rassegna, a cura di Francesco Luigi Maspes e Enzo Savoia, è in programma dal 19 ottobre al 23 dicembre 2012 (con inaugurazione giovedì 18 ottobre 2012) e ripercorrerà gli sviluppi in terra lombarda del Divisionismo, movimento artistico che nasce a cavallo tra Ottocento e Novecento in piena autonomia rispetto al Neoimpressionismo francese e che ha proprio a Milano il suo centro propulsore  a partire dalla prima esposizione del 1891 alla Triennale di Brera. >> 

Il percorso si apre con Alpe di Maggio di Segantini (1894), dipinto assai rappresentativo della sua produzione e della  spiccata tendenza all’allegoria e al simbolismo.

Il tema delle montagne, infatti, è un leitmotiv nelle opere del pittore, che nel 1886 lascia l’Italia per trasferirsi a Savognino, nel cantone Grigioni, e da lì nel 1894 sceglie poi l’Engadina come dimora sino al giorno della sua morte, che lo coglie sulle vette del rifugio Schafberg – poi ribattezzato Capanna Segantini – dove si era spinto per dipingere il celebre Trittico della Natura, rimasto incompiuto.

Le testimonianze raccontano che poco prima di esalare l’ultimo respiro Segantini abbia chiesto di essere portato vicino alla finestra gridando “voglio le mie montagne”, a prova di quanto queste rappresentino per lui un simbolo quasi religioso, un tempio rassicurante in cui rifugiarsi.

Giuseppe Pellizza da Volpedo, L'amore nella vita, Olio su tela, 94 x 93 cm, Collezione privata, , GAM Manzoni Milano arte

Giuseppe Pellizza da Volpedo, L’amore nella vita, Olio su tela, 94 x 93 cm, Collezione privata, , GAM Manzoni Milano

Altra opera chiave della produzione divisionista è il pannello sinistro del pentittico L’Amore nella vita (1901-1902) di Pellizza da Volpedo. Realizzato nel periodo successivo al compimento e alla prima esposizione pubblica de Il Quarto Stato ma rimasto incompiuto, costituisce uno dei punti di arrivo delle ricerche del pittore sulla luce e sulla scomposizione dei colori ed esprime l’attenzione di Pellizza per la compenetrazione tra uomo e natura.

L’itinerario prosegue con L’ultima battuta del giorno che muore e Varenna vista da Fiumelatte di Grubicy de Dragon, pittore, teorico e mercante a cui si deve la diffusione del movimento all’estero attraverso i suoi scritti.

Per la prima volta verrà presentata la grande tela Il presagio di Carlo Fornara il cui soggetto, quasi un omaggio al Trittico della Natura di Segantini, è appunto quello della continua rinascita della natura, che si rigenera nel suo ciclo interminabile.

La rassegna continua con opere di Emilio Longoni e Angelo Morbelli, tra cui Inverno al Pio Albergo Trivulzio, dove l’artista alessandrino raffigura i vecchi emarginati, ricoverati in ospizio in condizioni di degrado, soggetto su cui ritornerà più volte a partire dal 1883, quando i temi pittorici di Morbelli si orientano verso l’interpretazione della realtà.

Angelo Morbelli, Meditazione, Olio su tela, 80 x 55 cm, Collezione privata, , GAM Manzoni Milano arte

Angelo Morbelli, Meditazione, Olio su tela, 80 x 55 cm, Collezione privata, , GAM Manzoni Milano

La tecnica divisionista, definita proprio da Morbelli “la prospettiva dell’aria”, nasce dall’esigenza di rappresentare gli effetti della luce del sole attraverso l’accostamento dei colori puri non mescolati sulla tavolozza e applicati sulla tela a piccoli tratti, in modo filamentoso.

Secondo tale principio, sarà poi l’occhio dell’osservatore a dover ricomporre tonalità e sfumature con l’acquisizione “naturale” delle tinte a livello retinico.

Per Gaetano Previati, “compito dell’artista non è quello di copiare letteralmente tutto ciò che si vede, ma è una  funzione intellettiva sulle forme e i colori del vero”.

Questa ricerca prende spunto dalle teorie ottiche di Michele Eugene Chevreul (1786-1889), scienziato che studiò i rapporti reciproci dei colori e la loro classificazione influenzando fortemente la storia dell’arte.

I valori formali divisionisti daranno all’arte italiana un contributo fondamentale, poiché da questi muoveranno giovani artisti come Balla, Boccioni, Carrà, Severini che daranno poi origine al Futurismo, adottando la separazione del colore come mezzo per esprimere la dinamica del movimento.

Il Divisionismo costituirà un passaggio obbligato non solo per i futuristi, ma per molti altri pionieri della pittura che agli inizi del XX secolo saranno impegnati in diverse esperienze d’avanguardia.

Milano, luglio 2012

Carlo Fornara, Ultimi raggi, olio su tela, 70 x 100 cm, Collezione privata, , GAM Manzoni Milano arte

Carlo Fornara, Ultimi raggi, olio su tela, 70 x 100 cm, Collezione privata, , GAM Manzoni Milano

DIVISIONISMO

Da Segantini a Pellizza

GAM Manzoni

(via A. Manzoni, 45 – 20121 Milano)

a cura di Francesco Luigi Maspes e Enzo Savoia

19 ottobre – 23 dicembre 2012

Orari: da martedì al sabato 10-13 e 15-19

Ingresso libero

Info: tel e fax 02.62695107; [email protected]

www.gammanzoni.com

Catalogo: Antiga Edizioni, Treviso

Emilio Longoni, Alba in alta montagna, Olio su tela, 69 x 95 cm, Collezione privata

Emilio Longoni, Alba in alta montagna, Olio su tela, 69 x 95 cm, Collezione privata

Ufficio Stampa

CLP Relazioni Pubbliche

tel. 02 36 755 700 – fax 02 36 755 703

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MAE Milano Arte expo ringrazia Anna Defrancesco di CLP Relazioni Pubbliche per il comunicato stampa.

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