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Milano in piazza

Creato il 02 agosto 2011 da Fabiosiena @alternativadem

Immersioni milanesi nella politica che parte dal basso e proposta d’incontro

MILANO IN PIAZZA

a cura di Shirin Chehayed

Il flash mob di mercoledì in piazza affari, ci ha permesso di mettere assieme le sensazioni, gli umori e le volontà dei diversi gruppi di persone, che in un qualche modo vogliono essere presenti e attivi nella lotta politica, per dare un proprio contributo a un cambiamento profondo dell’Italia. Tutti siamo d’accordo nell’affermare, che è necessaria Unione per non disperdere energie e arrivare il prima possibile a dei risultati concreti. Questo è il momento di organizzarsi e strutturare un’azione di piazza, continua ed efficace, sulle problematiche concrete e generalizzate, che non hanno nomi, partiti o comitati, ma sono questioni che riguardano tutti come singole persone. Da questo punto di vista è necessaria una rivoluzione culturale dei singoli: dobbiamo focalizzarci sui punti comuni e combattere uniti, le sottigliezze sono troppo lontane per poterne parlare in questo momento. La priorità consiste nel costruire un sistema sano, in cui Libertà, Meritocrazia, Pari Opportunità e Giustizia siano i principi fondanti della Politica e del vivere quotidiano. Nell’ultimo ventennio siamo stati governati da una dittatura economica e culturale, che si è accanita tentando di sopprimere la dignità dei cittadini liberi e onesti. Siamo stati privati di quei diritti fondamentali e questa sarà la Forza che ci condurrà alla vittoria. Noi Pacifici Partigiani, di questo nuovo millennio, siamo stati messi alle strette: o abbassare la  testa e soccombere o combattere con tutta la nostra grinta. Salvo fraintendimenti quando parlo di “guerra” o “combattere” non parlo di bombe o azioni violente, la guerra è culturale e si combatte con la verità e con azioni di protesta alla Gandhi. Noi dobbiamo liberarci del sistema corrotto che ci governa, con una coscienza collettiva responsabile, che non permette la disgregazione. La prima battaglia è vincere il nemico interno, che consiste nella competizione tra personalità, che disperdono tempo ed energie: nell’ affermazione personale, nell’ostentazione della propria bravura o intelligenza. A volte si arriva anche al sabotaggio o boicottaggio dei compagni. Cose del genere non devono più succedere, non dobbiamo permettere che succedano! Non abbiamo bisogno di radical chic e prime donne! Abbiamo bisogno d’idee concrete, di strategie e d’Impegno. I partiti, i sindacati, i comitati e le associazioni devono scendere in prima linea, come cittadini e non come affermazione di un gruppo. Dobbiamo presentarci come adulti responsabili che lottano, per l’affermazione di un’ideale comune e non di un’appartenenza. Bisogna trovare il coraggio di metterci la faccia come cittadini! L’energia che finora è stata investita per organizzarsi in piccoli gruppi, occorre spostarla sui fini comuni. Occorre suddividerci il lavoro e trovare i canali di apertura alla Comunicazione e al Sostegno reciproci. Di volta in volta, occorre scegliere la strada migliore, seguendo il principio della “massima resa con la minor spesa”. Cambiare un sistema, richiede molti sforzi e sacrifici, non si può sprecare tempo ed energia per sottigliezze che ora rasentano la metafisica. L’economia e gli ideali stanno crollando: bisogna stabilizzare le fondamenta e ristrutturare quest’Italia che cade a pezzi. Il lavoro è pesante e lungo, c’è tanta polvere e  sporco: le femminucce paurose, schizzinose,  pessimiste e lamentose, quelle che non si scompongono, non si sporcano e non si mettono in discussione: sono pregate di allontanarsi per non essere d’intralcio.  Se lo vogliono potranno comunque essere d’aiuto al cantiere, in altri modi, ora bisogna essere agili e prendere in mano la situazione prima che sia troppo tardi. Ovviamente quando parlo di femminucce non sto parlando di sole donne. Per valutare le nostre risorse è necessario che ognuno comunichi quanto può dare ora. E’ normale che, per un motivo o l’altro, le disponibilità cambino, ma se con trasparenza si riesce a comunicare cosa e quanto si può dare, saremo più consapevoli delle nostre forze e potremo indirizzarle nel modo più efficace, in base alla battaglia che, di volta in volta, occorre combattere. I pigri devono finirla di fare i furbi: i pesi non possono portarli sempre gli stessi!   Alcuni dei punti che ci trovano tutti d’accordo sono: -   Cambiare la legge elettorale -   Liberarci dai bavagli -   Ridurre o dove è possibile eliminare: le spese, i privilegi e gli sprechi della politica   Abbiamo bisogno di compagni con competenze tecniche e che conoscono il sistema giuridico. Si deve collaborare simultaneamente  sui due  piani della Protesta e della Proposta. Scendendo in piazza dobbiamo coordinarci con i comitati, che fanno partire le raccolte firme. Ognuno nel proprio piccolo deve cambiare lo stile di vita, che il marketing economico e culturale, ci ha imposto negli ultimi venti anni. Cultura ed economia sono strettamente legate e sono componenti fondamentali della politica. Politica è anche divertimento e socialità. Occorre includerla nel proprio quotidiano, come il nutrirsi, il riposarsi e pulirsi. Nella società bisogna rinforzare il Pensiero Pulito che porterà ad Azioni Pulite. Una svolta nello stile di vita del popolo sarà un forte segnale, che innescherà darà una scossa all’economia. I compagni esperti di finanza dovranno aiutarci a comprendere come canalizzare i nostri segnali, affinché la reazione dell’economia abbia l’impronta dell’Equità e della Sostenibilità. Dobbiamo riappropriarsi della nostra coscienza e del tempo necessario per coltivarla.

Il 10 e 11 settembre a Roma si torna in piazza.

Perché non scendiamo in piazza negli stessi giorni a Roma, Milano e nelle principali città?  La crisi ha colpito le classi più deboli, per cui anche 10-20 euro di treno fanno la differenza. Scendere in piazza per manifestare il proprio dissenso, dovrebbe  accessibile a tutti. L’efficacia di tante piazze piene è uguale o maggiore di una sola piazza strapiena. Siamo in campagna elettorale e il nostro candidato è la “Voce dei Cittadini”. La Spagna ci ha mostrato che le piazze devono farsi sentire molto spesso, se si vogliono ottenere dei risultati. Per non disperdere tempo ed energia, occorre che ogni città lavori sul proprio territorio. Muovere le truppe richiede mezzi e rifornimenti che ora non abbiamo. Il nemico è troppo furbo e riesce sempre a creare dei disordini, in mezzo alle grandi folle che provengono da città diverse. Agli eventi in piazza della campagna elettorale di Pisapia, non ci sono mai stati disordini e alle serate in Duomo eravamo tantissimi e stretti stretti. Se per voi va bene ci si può incontrare di persona lunedì 5 settembre alle 21.00 all’arci bellezza. Basta qualche rappresentante di ogni gruppo, bisogna lavorare sulle questioni strategiche, operative e organizzative, servono persone naturalmente dotate di almeno una di queste caratteristiche, perché dobbiamo solo suddividerci il lavoro e agire. Ogni rappresentante riferirà al proprio gruppo cosa è necessario fare e ci metteremo a lavorare subito uniti nella stessa direzione.


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