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MILANO. Maullu (FI): "Legge vergognosa. Si cerca di cancellare la storia. La UE intervenga". E intanto interviene anche Israele.

Creato il 01 febbraio 2018 da Agipapress
MILANO. "È davvero stupefacente che l'Europa abbia assistito senza batter ciglio all'approvazione della legge sull'Olocausto da parte della Polonia: la legge, approvata dal senato polacco prevede fino a 3 anni di carcere per chiunque osi definire "polacchi" i campi di sterminio nazisti che sorsero in Polonia durante la seconda guerra mondiale. È un atto vile e vergognoso" ha commentato l'europarlamentare di Forza Italia Stefano Maullu riferendosi all'approvazione della legge in base alla quale la Polonia proibisce di definire "polacchi" i campi  di Treblinka, Auschwitz-Birkenau, Chelmo, Belzec, Sobibor e Maidanek, i lager della Polonia occupata dal Terzo Reich. Lo scopo è quello di difendere l'immagine della Polonia ma il provvedimento, in base al quale si arriverà a comminare fino a 3 anni di carcere o una multa a chi definirà "polacchi" i campi di sterminio posizionati dai nazisti sul territorio della Polonia, e che è stato approvato da 57 voti favorevoli e 23 contrari e 2 astenuti, deve essere ancora firmato dal presidente Andrzei Duda ed è già valsa una pesante critica da parte di Israele che ha accusato Varsavia di voler riscrivere la storia. Netanyahu ha infatti commentato che "Non tollereremo che la verità venga distorta e la storia riscritta o l'Olocausto negato".  A confermare la reazione alla decisione polacca è la notizia che proprio ieri sera sarebbe stata presentata alla Knesset una proposta di legge sostenuta per ora da 61 deputati su 120, e firmata Itzik Shmuli dell'Unione sionista, che introdurrebbe la pena di 5 anni di carcere a chi riducesse o negasse il ruolo di coloro che hanno aiutato i nazisti nei crimini contro gli ebrei". "E' un tentativo meschino di cancellare la storia con un rapido colpo di spugna - ha commentato ancora Maullu -. Dalla Polonia ci aspettiamo un passo indietro, perché si tratta di una legge sconsiderata e davvero inopportuna. I rappresentanti delle istituzioni italiane devono chiedere spiegazioni ai loro omologhi polacchi e dall'Ue mi aspetto una ferma condanna per quello che, a tutti gli effetti, appare come un maldestro tentativo di inquinare la storia". E intanto a Varsavia una lettera aperta a firma di un centinaio fra artisti, giornalisti e politici polacchi chiede un emendamento per eliminare la criminalizzazione delle espressioni offensive per la Polonia
Un gruppo di ebrei polacchi ha anche pubblicato una lettera aperta contro la nuova legge che "può portare a penalizzare chi dice la verità sugli informatori polacchi e sui cittadini polacchi che hanno assassinato i loro vicini ebrei". (mpa) 
COMUNICAZIONE ISTITUZIONALE


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