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MILANO: mostra L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano | Ex-Fornace, alzaia Naviglio Pavese

Creato il 22 aprile 2014 da Amedit Magazine @Amedit_Sicilia

“L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano.”

8-21 maggio 2014 – Ex-Fornace, alzaia Naviglio Pavese,16 – Milano

opere di

Giulia Alberti

Momò Calascibetta

Fabrizio Garghetti

Claus Joans

Stefano Zucchi

 Cosimo Barna

MILANO: mostra L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano | Ex-Fornace, alzaia Naviglio Pavese

“La nicchia del rinoceronte” Opera di Momò Calascibetta

La mostra “L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano” ,grande festa alla ex-Fornace, desidera essere un momento collettivo di riconoscimento della nostra identità di cittadini delle ”terre d’acqua”: festeggiare con l’arte, la musica ,la danza, l’acqua  della città di Milano e della sua pianura, gli abitanti di Milano e in particolare della zona 5 e 6 dei Navigli,  gli organizzatori , tutti i visitatori che desiderano essere coinvolti in questa azione di riconoscimento in vista di Expo 2015.

Acqua che non è più visibile come quando correva nei Navigli interni ad anello dentro la cerchia, ma che rimane l’anima di Milano,  rimane come “via d’acqua” che ha permesso la sua costruzione, che ha trasportato i prodotti della terra per nutrire la città.

La mostra crea un percorso attraverso diverse forme artistiche :

-Trenta immagini fotografiche di grande dimensione, a colori, stampate su tela pittorica di Fabrizio Garghetti, che raccontano del paesaggio della risaia seguendo le tracce lasciate da Leonardo da Vinci alla Sforzesca di Vigevano,raccontano delle conche del Naviglio Pavese , dei ponti in granito  sul Naviglio Grande a Cuggiono  e tanto altro ancora. Il critico d’arte Pierre Restany, ha scritto di queste immagini: “La dimensione delle immagini esalta la distesa delle risaie su l’orizzonte basso del cielo e il profilo allusivo dei reinterrati alberati, sottolineando le lineari prospettive dei canali con le cascatelle dei mulini e delle chiuse….Il risultato delle peregrinazioni della camera ispirata di Fabrizio Garghetti è favoloso: la serie di fotografie a colori tutte dello stesso grande formato stampato su tela pittorica, costituisce un panorama sbalorditivo della Pianura Padana.”

-Tredici opere di Giulia Alberti tra sculture in vetro massiccio colato di Murano e “sculture-impronta” in pasta di cellulosa. Le sculture in vetro sono la cristallizzazione di movimenti d’acqua incapsulati nelle strutture di arcaici manufatti idraulici. “La materia vetro è attraversata da forme circolari e a spirale…… Con uno sguardo ravvicinato vediamo arterie e vene, verdi come linfa vitale. E’ come se un intero paesaggio fluviale con le sue memorie acquatiche ed arboree scorresse dentro quel limpido corpo luminoso…”…scrive Stefania Carrozzini. E le sculture-impronta, descritte da Gillo Dorfles : “ Giulia Alberti ha dato vita ad una serie di affascinanti ”bassorilievi” cartacei che ospitano le “impronte” che vi sono state impresse e che si estroflettono sulla grezza superficie rugosa, creando una rete di segni, di rilievi, di avvallamenti, che offrono  all’insieme del contesto una loro lirica identità. Le grandi carte sono, dunque, gli equivalenti, tanto d’una pittura che d’una scultura, che vivono di “assenze” e che pertanto sono colme di magiche “presenze”.

-Dieci sculture luminose di fantastici animali acquatici di Claus Joans,”genio primordiale e totemico come un uomo di domani” come lo descrive Philippe Daverio, creatore di sculture in acciaio e in policarbonato, percorse da segni, incisioni , graffiature che raccontano di luoghi fluviali e marini,  raccontano  delle correnti e dei movimenti d’acqua che essi hanno percorso. Claus Joans, marinaio dei mari del mondo , navigatore da sempre, che alterna il suo percorso nell’operare artistico a viaggi nelle acque dell’oceano.

-Cinque sculture di pietra lavorate dall’acqua di Stefano Zucchi, raccontano del contatto primordiale tra acqua e roccia ,dove lo scorrere e scavare dell’acqua, trasforma il duro materiale in forme arrotondate che narrano di questo percorso di trasformazione. Non a caso le opere di Zucchi arrivano dalle montagne del marmo di Candoglia e dalla sorgente del Lago Maggiore e fiume Ticino.

-Sette opere di Momò Calascibetta che Philippe Daverio descrive

….come una carezza la linea nera segue un disegno e lo modella, la linea nera dell’artista segue il colore e il tessuto della carne, disegnando tra luce e ombra, un chiaroscuro, un palpito nella notte della Fontana che è metafora della notte degli uomini. E la luce non filtra più dagli occhi ma dalla carne, l’acqua si erge e la sua forza invade come  per i Greci e i Latini l’acqua invade e simboleggia i misteri della vita, dove nascita e morte, passato e futuro si intrecciano. Nella Piazza della Vergogna di Momò  Calascibetta sgorgano le sorgenti dove i nuovi  spiriti dell’acqua hanno il potere di profezia e  l’opera di Momò crea i suoi nuovi oracoli attraverso i quattro  fiumi che percorrono la Fontana….Nell’opera si evidenzia lo stereotipo grottesco che tutti noi abbiamo costruito nella nostra e nell’altrui immaginazione negando la possibilità di colpi di scena di meraviglia, di bello e di buono, sempre possibili  all’uomo ma mai realizzati in questo luogo. Gli attori di questo dissennato carnevale sono politici e criminali, dame dell’alta società, nobili decaduti e prelati, intellettuali e artisti che tessono rapporti inconsistenti dentro una babilonia disperata che si agita tra i vortici dei giochi dell’acqua; un’ umanità vacua e disfatta, verminosa e potente, un carnevale di annoiati, vitelloni e nobili a noleggio….

-tre opere di Cosimo Barna.

Cosimo Barna racconta delle correnti marine e dei branchi di pesci i cui movimenti a spirale trasformano  l’acqua in un caleidoscopio di colori , racconta della vita dell’acqua e delle sue correnti attraverso fantasmagoriche pennellate di colore da cui guizza fuori la luce.

Associazione Arte e Memoria del Territorio- via N.d’Apulia,12- 20125 Milano

tel. 02 2828419 – cell. 3391451917

[email protected]

 www.artememoria.it

Ufficio stampa Cristina Pariset

[email protected]

EVENTI COLLATERALI

- musica :“Il ritorno dell’acqua “ concerto e danza -Sanesi e Sala: sabato 17, ore 17

- performance : ”La grande lemniscata, l’acqua si rigenera”,Gia Van Akker

-  visite al Naviglio Pavese: con la guida Francesca Petroccitto.:sab. 10 dom. 11 merc. 14 dom.18 (da prenotare)

-  mostra scuole : la Mappa, i Disegni, l’Esplorazione  scuola Brunacci zona 5, scuola Pestalozzi zona 6.

-  visite ai Navigli Pavese e Grande con la guida dei bambini della 5° Pestalozzi e della 5° Brunacci

-  Laboratori per bambini con scultori :

1) Osservare e disegnare il Naviglio Pavese ;

2) Creazione marchingegni galleggianti

sab.10,dom.11,sab.17,dom.18,( da prenotare);

-  agricoltura e paesaggio  nel Parco Agricolo Sud Milano:  Mercato agricoltori Bio zona 5 e zona 6

-  proiezioni : 1)Le acque del Naviglio Pavese,

2) Le acque del Naviglio Grande

3) L’origine e del Naviglio Grande: l’acqua  del fiume Ticino a Pan Perduto

4)Le acque del Naviglio della Martesana

conferenze : 1) Conferenza : Villoresi e Agricoltori

2) Conferenza : Riaprire i Navigli a Milano ?

3) Valorizzare il Naviglio Pavese

Orario 18-20;

Per prenotazione VISITE GUIDATE al Naviglio Pavese per adulti e LABORATORI DI CONOSCENZA E LABORATORI ARTISTICI per bambini dai 7 ai 12 anni, nei giorni di sabato 10 e domenica 11e sabato 17 e domenica 18 telefonare al N° 338 8822937. Per le scuole è possibile prenotare per attività infrasettimanali allo stesso numero. Consultare per il programma completo , le date e gli orari ,sul sito: www.artememoria.it

Titolo: L’acqua di Leonardo, l’oro di Milano

Luogo : ex Fornace Naviglio Pavese-

opening : 8 maggio 2014  dalle ore 18.30

durata : dal  8 Maggio al 21 Maggio 2014

orari: dal lun al sab dalle 10:00 alle 13:00 e dalle 15:00 alle 19:00

produzione: Arte e memoria del Territorio

ufficio stampa: Cristina Pariset


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