Magazine Cultura

Mitilene, trovato un tempio dedicato a Nemesi

Creato il 15 giugno 2019 da Kimayra @Chimayra

Mitilene, trovato un tempio dedicato a Nemesi

Mitilene, vista degli scavi del tempio nella parte sud del teatro
(Foto: Sto Nisi)

Un antico tempio greco dedicato alla dea Nemesi è stato scoperto tra le rovine di un antico teatro a Mitilene. I resti sono tornati alla luce nell'entrata sud (pàrodos) del teatro, sotto una serie di blocchi di calcare di grandi dimensioni.
Gli archeologi che stanno conducendo gli scavi nella zona ritengono che il teatro sia stato completato in due fasi diverse di costruzione: durante l'epoca ellenistica (III secolo a.C.) e in epoca romana (I secolo d.C.). La sua notevole dimensione porta a credere che potesse contenere più di 10.000 spettatori.
Il tempio dedicato a Nemesi risale anch'esso al I secolo d.C. ed è stato identificato grazie alla presenza di un altare per le offerte in pietra e ad una serie di iscrizioni dedicatorie di sacerdoti e persone di spicco dell'epoca. Pavlos Triantafylledes, archeologo capo dell'Eforato di Lesbo, ha fatto notare che la posizione stessa del tempio, a sud del pàrodos, non è arbitraria, poiché venne costruita, in epoca romana, un'arena per i combattimenti gladiatori proprio là dove un tempo vi era l'orchestra. "Dal momento che queste gare dovevano concludersi con un omaggio alla giustizia e l'assegnazione della vittoria al miglior gladiatore, l'esistenza di un tempio dedicato a Nemesi era praticamente obbligatoria", ha dichiarato Triantafylledes.
Lo scavo sta procedendo con il contributo dell'Università di Bari e della sua scuola di ingegneria civile. Nemesi, alla quale era dedicato il tempio appena scoperto era una divinità greca che richiedeva un tributo da coloro che cedevano alla hybris, il peccato di orgoglio estremo, sciocco e pericoloso che si concretizzava in un'eccessiva sicurezza di sé al punto da sconfinare, a volte, nell'arroganza. Il nome di questa divinità deriva dal verbo greco "némein", che significa "dare ciò che è dovuto".
Fonte:
greece.greekreporter.com

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog