Moby Dick e altri racconti brevi - Alessandro Sesto

Creato il 30 marzo 2014 da La Stamberga Dei Lettori
Può la letteratura influenzare la routine quotidiana? Cos’hanno in comune le vite di un impiegato e di un poeta maledetto? Perché non bisogna mai dire Adios, Scheherazade? Qual è il vero significato della manzoniana espressione vile meccanico? Come mai Leopardi rimpiangeva la vita prima di Facebook, pur vivendo prima di Facebook? Sono solo alcuni dei quesiti a cui cercherà di rispondere l’eroe di questi racconti: un irriducibile amante dei Classici che proverà a “vivere secondo Letteratura”, cacciandosi suo malgrado in situazioni surreali ed esilaranti. Una guida dissacrante e arbitraria alle opere dei grandi della letteratura. 

Recensione

Una delle cose che colpiscono maggiormente di questo libro di racconti -34, per la precisione- è la cultura letteraria dell’autore che mette a confronto personaggi e avvenimenti di autori tanto diversi come Melville, Tolstoj, Kafka, Westlake, Seneca, Chandler, Dostoevskij, Proust, Verlaine, Mark Twain, Vonnegut, Leopardi, Auster, Baudelaire, Kundera, Stoker, Wodehouse, Murakami, Bulgakov, Rimbaud, Russel, Saramago, Manzoni, Asimov, Dante, Wallace, Murakami Harukie, Bukowski, Houellebecq, Orwell, Huxley, Bradbury, Henlein, Thackeray, Anna Frank, Hemingway, Shakespeare, Solzenicyn, Dickens, Wilde, Drieu La Rochelle, Marlowe, per finire con E.L. James, autrice della serie delle Cinquanta Sfumature.

Alessandro Sesto, nel citare questi autori a sostegno dei suoi caustici ragionamenti, riporta con spirito dissacrante episodi delle loro opere.
Prendiamo ad esempio uno dei più grandi capolavori letterari in assoluto: Guerra e Pace. Tolstoj nel romanzo racconta che Sonia Aleksandrovna Rostova, avendo scelto come travestimento per una festa in maschera quella da Ussaro, con un tappo di sughero appositamente bruciato si era disegnata baffi e sopracciglia e, sottolinea, i baffi e le sopracciglia le donavano straordinariamente. In un'altra occasione descrive come molto carina una ragazza che aveva una leggera peluria sul labbro. Da precisare che il personaggio lo aveva inventato Tolstoj e pertanto non doveva giustificare al lettore una peluria esistente. Da quanto detto, ad Alessandro Sesto rimane il sospetto che a Tolstoj piacessero le donne baffute ed è quindi questa la peculiarità che gli rimane più impressa, anche se il fine di Tolstoj, nella visione religiosa che aveva del mondo, era dimostrare che a guidare gli eventi storici era il Destino e non Napoleone. Per quanto sia grato all'autore di aver segnalato una peculiarità che nelle oltre 1200 pagine del libro di Guerra e Pace mi era sfuggita, l'asserzione mi sembra piuttosto azzardata. Di fatto una singolarità maschile in un volto di donna potrebbe far risaltare la femminilità del personaggio, come quando, parlando di strabismo di Venere, si vuole indicare un'imperfezione che accresca anziché sminuire la bellezza. Ma ciò sta a dimostrare, come suggerisce Sesto, che talvolta i particolari, inseriti per rendere più realistici fatti o persone, riescono a monopolizzare l’attenzione del lettore più di quanto non fosse nelle intenzioni dello scrittore.

In un altro racconto Sesto mette a confronto le cosiddette società distopiche. Sostanzialmente per lui, pur con le diverse sfumature del caso, esse sarebbero di due tipi: quelle anarchiche, in cui le strutture sociali vengono meno come dopo eventi catastrofici (vedi Mad Max, Survivors, Waterworld, La strada, eccetera), e quelle totalitarie in cui viene imposto un ordine troppo oppressivo. Fra queste ultime viene inserito il romanzo Fahrenheit 451 di Bradbury. In questa società lo Stato vieta e distrugge i libri e tutti guardano la televisione controllata da chi sta al potere. Riporto il commento ironico di Alessandro Sesto:

Pochissimi ininfluenti e nascosti leggono, mentre tutti gli altri stanno davanti alla televisione, ma qualcuno riesce ad immaginare un mondo simile?

L’autore riesce a cogliere in opere letterarie dei particolari che spesso sfuggono anche ai lettori più attenti. Mette a confronto personaggi e situazioni fra i romanzi più noti, traendone considerazioni che, se pure estremamente ironiche, inducono a riflettere. Sarebbe facile fare dell’umorismo sulla serie delle Cinquanta Sfumature, ma Alessandro Sesto fa nascere dal rapporto sadomaso dei protagonisti delle deduzioni che trascendono il ridicolo e, nel suo modo scanzonato, fanno riflettere sull’evoluzione di un rapporto di coppia.
Nel racconto Alieni l'autore analizza il contenuto di romanzi di fantascienza e, mettendo a confronto situazioni similari, estrapola considerazioni generali. Vengono pertanto distinte due categorie di romanzi: quelli in cui l’interesse principale sono le vicende umane e gli alieni fanno in pratica solo da sfondo e quelli in cui l’interesse principale sono gli alieni stessi. Per quanto riguarda le storie del primo genere,

caso tipico è quello dei marziani che hanno consumato tutte le risorse del loro pianeta perché non facevano la raccolta differenziata. Di solito la trama è quello dello scontro, con attacco marziano alla terra e successiva ricerca del punto debole alieno da parte dell’eroe terrestre.
In queste storie
la civiltà aliena segue le linee delle società occidentali moderne totalitarie, oligarchiche o monarchiche (mai visti alieni votare) o di qualche animale terrestre o entrambi. Senza andare nel dettaglio, diciamo che il modello classico è un regime autoritario di rettiloni bipedi con interessi militari sulla terra.....(omissis). In una popolare variante, gli alieni si confondono con gli esseri umani mimetizzandosi fra loro, ma li si può riconoscere perché non hanno veri sentimenti. I marziani infatti sono esseri interamente ed esclusivamente razionali, o almeno razionali quanto riesce ad esserlo l’autore della storia. Ciò che rende umani gli umani, secondo i produttori o i fruitori di queste opere, sono le emozioni e non il raziocinio. Difatti il tipico volto alieno è a triangolo rovesciato, testa grossa e mandibola sottile, a indicare molto cervello ma carenza di quello spirito indomito che rende noi terrestri così speciali. L’intelletto, insomma, è cosa aliena. Parlando di sentimenti invece, può capitare in queste opere che extraterrestri e umani si accoppino, il che, ove si consideri che una mucca Hereford ci è molto più filogeneticamente vicina di quanto mai possa essere qualsiasi specie aliena, dà la misura dello spessore della storia stessa. In questo caso, ad ogni modo, la coppia è quasi sempre maschio umano/femmina aliena. Difatti il sogno di andare in giro per lo spazio spupazzandosi avvenenti principesse marziane che poi spariscono nelle nebbie interstellari dove i telefoni non prendono più è tipicamente maschile.

Come si può evincere anche dalle brevi estrapolazioni dai suoi scritti, Alessandro Sesto si esprime con spirito critico e mordace, riuscendo a carpire l'attenzione del lettore. Per quanto non tutti i racconti del libro abbiano lo stesso spessore, in essi si nota una capacità di analisi e sintesi piuttosto rara, unita ad un’ironia altrettanto fuori del comune.

Giudizio:

+4stelle+

Dettagli del libro

  • Titolo: Moby Dick e altri racconti brevi
  • Autore: Alessandro Sesto
  • Editore: Gorilla Sapiens
  • Data di Pubblicazione: settembre 2013
  • Collana: Caramella Acida
  • ISBN-13: 9788890719769
  • Pagine: 165
  • Formato - Prezzo: Brossura - Euro 12,90

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