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Monster Hunter: World e la scommessa vinta da Capcom e Ryozo Tsujimoto - Notizia - PS4

Creato il 06 marzo 2018 da Intrattenimento

I risultati di Monster Hunter: World hanno forse superato le previsioni più rosee da parte di Capcom, che ha annunciato proprio oggi di aver venduto 7,5 milioni di copie del gioco in tutto il mondo, rendendolo non solo il capitolo più venduto dell'intera serie ma anche il gioco Capcom in assoluto più venduto nella storia del publisher di Osaka, superando il record detenuto in precedenza da Resident Evil 5 con 7,3 milioni di copie. C'era grande aspettativa per il nuovo capitolo della serie ma a dire il vero anche parecchi interrogativi: Monster Hunter arrivava da un lungo periodo di "esilio" sulle console portatili dove si era costruito un vero e proprio culto con vendite anche importanti, ma senza raggiungere mai lo status di blockbuster internazionale, dunque il passaggio ad un capitolo sulle console domestiche (e PC, oltretutto) costruito con una produzione di questo calibro ha rappresentato comunque un investimento importante e rischioso per Capcom.

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Ora si può dire che la scommessa sia stata vinta ma il risultato non era affatto scontato e richiede un minimo di approfondimento: Monster Hunter ha venduto circa 40 milioni di copie nella sua storia poco più che decennale, partita con il capitolo del 2004 su PlayStation 2, ma il suo successo in passato è rimasto quasi sempre limitato all'interno dei confini del Giappone. Molti capitoli (non tutti) sono giunti sui mercati occidentali e il gioco è ovviamente noto e ha un buon seguito anche in nord America ed Europa, ma nulla di paragonabile ai numeri fatti registrare in patria, né con quelli visti di recente con World, dunque si trova una demarcazione netta tra il pre e il post-Monster Hunter: World, anche se la filosofia del gioco è rimasta sempre piuttosto fedele alle origini.

Monster Hunter: World e la scommessa vinta da Capcom e Ryozo Tsujimoto - Notizia - PS4


Monster Hunter: World è stato studiato fin dall'inizio per essere un titolo indirizzato al pubblico mondiale, e a rimarcare questa idea c'è anche il lancio worldwide stabilito fin dalle prime fasi di progettazione da Capcom: questa caratteristica ha fatto temere in un primo momento per uno snaturamento delle sue caratteristiche di base, ma gli sviluppatori sono riusciti a mantenere intatto lo spirito classico aggiungendo però caratteristiche al passo coi tempi e appetibili a tutti come il gioco online, le mappe ampie e liberamente esplorabili e i combattimenti di vasta scala con approcci variabili. Tuttavia, Monster Hunter: World riprende anche i complessi meccanismi tipici della serie tra gestione dei personaggi ed equipaggiamento, ricerca del loot e progressione dei combattenti inserendo tutto all'interno di un ecosistema più ampio e vivido.

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"Volevo veramente tornare a quella tecnologia originale", ha spiegato il producer Ryozo Tsujimoto in un'intervista pubblicata dal Guardian, "non solo dare una spolverata a quello che c'era e aggiungere qualcosa, ma ripensare a cosa rendesse Monster Hunter quello che è e tornare al suo design originario, ma utilizzando le nuove tecnologie per avere anche un ricco, vibrante e vivido ecosistema, non solo un giocatore e un nemico in uno scenario". Anche sulla stessa figura di Ryozo Tsujimoto, il vero e proprio volto della serie Monster Hunter, ci sarebbe da spendere due parole: terzo figlio del fondatore e presidente di Capcom, Kenzo Tsujimoto, è rimasto sempre legato allo sviluppo videoludico vero e proprio, anche mentre il fratello maggiore, Haruhiro, ha scalato i ranghi diventando presidente e COO della compagnia. "Sono il tipo di persona che non sarebbe mai capace di portare avanti un normale lavoro in ufficio", ha riferito nella stessa intervista suddetta, "dunque ho sempre voluto rimanere nell'industria creativa". Per questo motivo, nonostante il nome altisonante, Ryozo ha sempre preferito rimanere allo sviluppo, ma con Monster Hunter: World il suo contributo alla causa Capcom si è definitivamente consacrato.

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