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Monti al contrattacco: “Sui drammi umani si interroghi chi ha causato la crisi”

Creato il 09 maggio 2012 da Nicola Spinella @ioparloquantomi

Il premier reagisce alle continue critiche al suo operato, colpevole secondo l’opinione pubblica di generare malumori sociali, che inducono i cittadini divorati dalla crisi a lasciarsi pendere da un lampadario o a farsi esplodere la testa con una pallottola. Prova a giocare a scaricabarile, indicando in chi lo ha preceduto il vero regista della crisi. Dimenticandosi che è lo stesso che gli permette di farsi bello agli occhi dell’Europa…Monti al contrattacco: “Sui drammi umani si interroghi chi ha causato la crisi”

Ha reagito: all’ennesima domanda sul clima di tensione sociale che si respira nel paese, SuperMario passa al contrattacco. Evidentemente la coscienza comincia a batter cassa, è indispensabile addossare ad altri le colpe delle politiche socialicide di un governo che mette al primo posto l’interesse delle banche: roba da consiglio di amministrazione, non certo da esecutivo di uno stato che ha ormai ben poco di sociale.

Non più uno stato che segue il cittadino dall’inizio alla fine dei suoi giorni, ma una creatura non meglio identificata, per metà banca e per metà loggia massonica, che si impegna non più “Cradle to Grave”, ma solo a condurre i cittadini alla tomba con una pressione fiscale insostenibile e una politica del lavoro che non lascia speranze per il futuro.

Adesso Monti non le manda a dire, prova a pulirsi la coscienza: sui drammi umani provocati dalla crisi dovrebbe interrogarsi chi ha portato l’Italia sull’orlo del baratro. L’esecutivo che lo ha preceduto, insomma. Berlusconi, per chi non avesse ancora capito. Lo stesso ex premier che fugge in Russia dall’amico Putin per non subire l’onta della sconfitta elettorale,lo stesso Schettino che abbandona la nave che sta affondando. Un vigliacco.

Non ha tutti i torti: venti anni di indisturbato governo Berlusconi hanno provocato danni ingenti al paese. L’abolizione dell’Ici ha costretto i comuni alla dieta forzata, la credibilità internazionale si è sempre più rarefatta e l’Italia è stata fagocitata dalle manie di dominio economico della Germania euroegemone.

Tuttavia è anche ammissibile una lettura diversa degli eventi: Berlusconi ha demolito una nazione, Monti sta cercando di portare in salvo soltanto il tesoro. Depredandolo ai poveri, si intende.

Non basta una dichiarazione del genere a far risorgere l’ottimismo tra coloro i quali ogni giorno decidono di farla finita perché sono stati, o temono di essere, privati del lavoro, della casa, della dignità.

Da più parti si invoca una presa di coscienza da parte della stampa e della rete, che secondo alcune opinioni non dovrebbero dare risalto agli episodi di disperazione che quotidianamente scuotono l’opinione pubblica.

Suicidatevi in silenzio: non disturbate i tecnici che lavorano per la comunità di cui fanno parte. Quella bancaria o, se preferite, quella della loggia di riferimento.


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