In “Moonrise Kingdom” accade allora che due dodicenni amici di penna e segretamente innamorati fuggono, lei da casa e lui dall’accampamento boy scout, per stabilirsi in un bosco ed avviare la loro storia d’amore mai cominciata. La sparizione costringe genitori e squadriglie a mettersi sulle loro tracce e a progettare una bizzarra caccia ai fuggiaschi volta a scompigliare le vite di chiunque né prenderà parte.
E’ una commedia a leggere tinte drammatiche “Moonrise Kingdom” rappresentata con il solito umorismo di fondo tratto indistinguibile del regista de “I Tenenbaum”; un racconto coming of age semplice ed emozionante, dove due ragazzini emarginati sentono la necessità di allontanarsi dal loro mondo e di esplorare la crescita verso l’età adulta. Anderson in questo senso dimostra di possedere una delicatezza invidiabile nei loro confronti costruendo momenti magici e disarmanti (la scena del primo bacio è da antologia) e alternandone altri più ingenui e divertenti, riassumendo così in pochissime scene lo stato effettivo dei piccoli Sam e Suzy.
Ogni elemento diventa tuttavia indispensabile per la riuscita perfetta della pellicola, come un mosaico ammaliante perché simmetrico in ogni suo pezzo. “Moonrise Kingdom” è toccante e spiritoso nel modo giusto e al momento giusto, e Wes Anderson dimostra per l’ennesima volta quanto il suo sguardo e il suo interesse nel trattare famiglie bislacche e allargate produca sempre degli effetti piacevoli ed emozionanti.
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