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Morata si confessa in un’intervista fiume.

Creato il 30 ottobre 2017 da Agentianonimi
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Un Alvaro Morata inedito parla di tutto sulle pagine della Gazzetta dello Sport, in un’intervista fiume. Non solo calcio, ma anche le passioni della sua vita. Affidiamoci però alle sue parole.

In primis il giocatore spagnolo racconta del suo ambientamento in Inghilterra: “Come ho fatto? C’è stata una serie di situazioni favorevoli. La prima l’allenatore: conoscevo Conte e non ho avuto problemi a ritrovarmi nelle sue idee di calcio. La seconda l’ambiente: sono stato accolto benissimo dai compagni. La presenza di un’enclave spagnola, con Azpilicueta, Alonso, Fabregas e Pedro, ha reso più semplici le cose. La terza è mia moglie Alice Campello: mi ha seguito a Londra“. Dedica anche qualche parola alla città di Londra: “Sto bene. Vivo in centro, in zona Chelsea. Di Londra mi affascinano la multietnicità, la convivenza di culture e religioni, ma non ci vivrei a lungo. Troppa grandezza, troppo stress, troppa metropoli“.

Seguono poi solo elogi per uno degli allenatori che più lo ha formato nella sua carriera, Antonio Conte, vero motivo del suo sbarco in Inghilterra, sponda Chelsea: “Sono venuto qui perché c’era un allenatore come Antonio Conte. Abbiamo cominciato a parlare di un mio eventuale trasferimento la scorsa primavera e alla fine sono sbarcato davvero a Londra“. Continua poi parlando di Conte: “È esigente, ma valorizza al meglio le doti di un calciatore. Si vede che ha respirato l’aria di un grande club, prima da giocatore e poi da allenatore“.

L’attaccante spagnolo parla anche delle squadre di Premier che lo hanno più impressionato: “Sarebbe facile rispondere il Manchester City o qualcuno dei suoi campioni. Io dico invece il Watford e il mio ex compagno di squadra Pereyra“.

Spende anche qualche parole verso la Roma, avversaria di tante battaglie in Italia quando il ragazzo militava alla Juve ed ora di nuovo rivale in Champions League: “La Roma mi ha impressionato nella partita di Londra. Avrebbe meritato di vincere. Ci è andata bene. Stavolta però si riparte da zero e dopo queste tre vittorie di fila penso che il Chelsea sarà più carico“. Continua poi parlando di Edin Dzeko, autore di una doppietta straordinaria contro il Chelsea: “Dzeko mi è sempre piaciuto. Un campione. Migliore in campo a Stamford Bridge? È stato straordinario. Il primo gol è stato un capolavoro“. Chiude poi il discorso Roma con dei grandi elogi per Francesco Totti: “Non è più la Roma di Totti? Per me è stato un onore giocarci contro. Totti è una leggenda. In un Juve-Roma fummo sorteggiati insieme per l’antidoping. Ricordo una star alla mano e con la battuta pronta“.

Non potevano mancare i confronti con gli altri campionati che ha giocato: “La Spagna predilige la tecnica. In Italia domina la tattica, ma deve essere sostenuta dalla qualità. In Inghilterra l’aspetto più rilevante è la forza fisica. Nazione più difficile? L’Italia: squadre organizzate e difensori molto bravi“.

Un Morata un po’ nostalgico parla così dell’Italia: “Cosa mi ha dato oltre al calcio? Mi ha dato la compagna della vita, Alice, veneziana, figlia di una città meravigliosa. Mi ha permesso di vivere un’esperienza fondamentale: le due stagioni alla Juve sono state fantastiche. Sono arrivato che ero un ragazzo, sono andato via che ero un giocatore vero. L’Italia per uno spagnolo è il Paese migliore per viverci. Avete tutto: bellezza, storia, arte, cucina, moda. Non sarei mai andato via dall’Italia e dalla Juve“. Conclude con un’altra dichiarazione di stima e affetto verso i bianconeri definendola forgiata da: “Una mentalità vincente e una grande professionalità“.

Versa poi parole amare per il ritorno al Real Madrid: “Perché? Perché c’erano accordi contrattuali da rispettare. La delusione è stata enorme: mi sono ritrovato al punto di partenza. Mi hanno trattato come il ragazzo che ero prima delle due stagioni italiane“.

Il campione spagnolo si apre anche discutendo della situazione politica del suo paese: Sono spagnolo e mi dispiace che la situazione sia arrivata a questo punto. Penso che però alla fine si troverà la soluzione migliore: un compromesso potrebbe accontentare tutti“.

Parole forti e decisamente chiare, da parte di un ragazzo straordinario, che ha davanti a se un avvenire decisamente promettente.

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