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Morioka, Hiraizumi e Kitakami

Creato il 15 febbraio 2017 da Alessio Sebastianelli @bastianatte

Il quartiere intorno alla stazione (nella quale c'è un bell'ufficio informazioni turistiche dove trovare una cartina-opuscolo in inglese con cui organizzarsi un giro turistico) è come al solito commercialmente rilevante, ma per raggiungere il centro vero e proprio bisogna attraversare il fiume Kitakami, dai cui ponti si apre tra l'altro una bella panoramica sull'Iwate-san. Proseguendo si arriva a A pochi minuti a piedi l'uno dall'altro si possono infatti incontrare tra gli altri la sede della O-dori, la principale via commerciale della città, contraddistinta da un piacevole movimento di persone e da moderne coperture a portico, nonché da una fila ininterrotta di negozi, bar e ristoranti che fanno della zona il fulcro della vita cittadina sia pomeridiana che serale. Il sito storico più importante del centro è sicuramente l' Iwate-koen, il parco che sorge dove una volta c'era il castello.
Dell'imponente maniero rimangono solo alcune rovine, le ciclopiche cinte murarie in pietra e i terrapieni fortificati dove sorgevano le costruzioni più importanti, oltre a qualche monumento e qualche stele, tuttavia trovandosi come di consueto in cima a una collinetta si ha la possibilità di godere di alcune vedute panoramiche. Tutta l'area è comunque ricca di alberi e di sentieri dove passeggiare piacevolmente nel verde. Alle spalle del parco scorre il piccolo fiume Nakatsugawa, sulle sponde del quale si trova il polo museale di Storia e Cultura cittadina e una bella passeggiata lungofiume. Il quartiere sulla sponda orientale invece è quello che nasconda la maggior parte degli edifici storici.
Bank of Iwate, tutta in mattoni rossi, la casa-mercato Gozaku/Morikyu, in stile tradizionale del periodo Edo appartenuta anticamente a un facoltoso mercante, e la Konyacho Banya, un edificio in legno del primo novecento che una volta era la sede dei vigili del fuoco. Tornando indietro lungo il viale Oshu, l'arteria principale che taglia il centro di Morioka, si fa in tempo a passare davanti al portale monumentale del santuario Sakurayama, alle cui spalle ricomincia il parco Iwate, e all'attrazione più curiosa della città, un ciliegio secolare cresciuto su una roccia che le radici hanno ormai spaccato in due, prima di rituffarsi verso O-dori e la zona più vivace.

Questa cittadina al momento è poco più di un villaggio di provincia ma tra il IX e il XII il suo splendore e la sua importanza erano tali che veniva considerata come una delle rivali più accreditate di Kyoto e parte del suo patrimonio storico e culturale si è conservato fino a oggi ottenendo nel 2011 l'inserimento nella lista mondiale dei siti protetti dall'UNESCO. L'attrazione di maggior richiamo è il Da qui parte un bellissimo percorso in salita dentro un bosco di alte criptomerie che permette di toccare la maggior parte dei padiglioni e costruzioni varie che costituiscono il complesso templare più importante del Tohoku e in alcuni punti di ammirare un bel panorama sulla valle del Kitakami. In realtà degli oltre 40 templi (con qualche centinaio di altri edifici di contorno) che impreziosivano l'area nel momento di massimo splendore solo 2 sono scampati agli incendi e alle distruzioni del periodo Qui sorgono appunto i due edifici originali rimanenti: il
Morioka può ben ricoprire il ruolo di base per l'esplorazione della regione e riempire qualche ora di visita o una serata in maniera abbastanza soddisfacente ma non rappresenta tuttavia un motivo imprescindibile per fermarsi da queste parti; la località storicamente e turisticamente più rilevante della prefettura è invece Hiraizumi.
Chuson-ji, fondato per volere della potente famiglia degli Oshu-Fujiwara nell'850, il cui ingresso si trova lungo la strada principale, in parte scandita da due file di ciliegi ai lati, poco più di un chilometro a nord della stazione ferroviaria (per chi non vuole camminare c'è un loop bus che parte di fronte alla stazione stessa, dove c'è anche un ufficio informazioni turistiche). Sengoku, ma anche quelli ricostruiti più di recente sono parecchio scenografici grazie anche all'ambientazione silvestre. La quasi totalità del percorso è gratuita, compreso l'accesso al grandioso Hondo, il padiglione principale, e si paga il biglietto solo per accedere alla parte più interna del complesso. Konjikido, ovvero uno spettacolare padiglione dorato (ospitato ora in un padiglione più grande e tenuto sotto vetro senza la possibilità di scattare fotografie) che ricalca in piccolo il famoso Kinkaku-ji di Kyoto, e il Kyozo, dove venivano conservati gli antichi sutra. Il biglietto permette inoltre l'accesso al museo dove sono conservati parecchi interessanti reperti e di seguire un bel percorso tra alberi, boschetti di bambù e giardini nell'area recintata, per cui vale sicuramente la pena spendere questi soldi. In generale comunque, il Chuson-ji è sicuramente uno dei templi più affascinanti di tutto il Giappone.

Il viale che parte di fronte alla stazione però, dopo aver incrociato la strada principale, si trasforma anch'esso in una scenografica via fiancheggiata da abitazioni tradizionali e porta al secondo dei due importanti siti templari della cittadina: il La collinetta boscosa del
Tornando indietro, un consiglio è quello di seguire il percorso che passa a est della ferrovia, passando prima vicino a una piccola sorgente e poi tra i campi dove si può individuare qualche rovina, piuttosto povera in verità, che testimonia la passata grandezza di Hiraizumi, prima di rientrare nel villaggio seguendo una delle vie dall'aspetto più caratteristico.
Motsu-ji. Questo tempio, coevo del precedente e suo antico rivale in splendore, si distingue al momento più che per gli edifici (ma non manca qualche antico padiglione in legno e la costruzione principale è comunque grandiosa e sontuosa) per il suo meraviglioso giardino nel quale piante e alberi di diverse specie fanno da contorno a un grande stagno con due isolette creando un insieme davvero scenografico.
In realtà gli stagni sono due, ma quello più orientale, altrettanto bello del precedente, si trova fuori dal recinto del tempio (da notizie trovate in rete sembra sia il sito di un altro antico tempio con giardini); la passeggiata intorno a quello interno però, ammirando la bellissima flora e il paesaggio romantico intervallato da qualche piccolo padiglione in legno, è davvero accattivante e da consigliare senz'altro.
Kinkei-san con un piccolo museo gratuito sulla storia della cittadina alla base e un curioso santuario dedicato a Bishamonten parzialmente scavato nella roccia situato qualche chilometro fuori dal centro completano l'offerta culturale di Hiraizumi (qualche informazione in più sul sito in inglese della cittadina), mentre per quello che riguarda il cibo o lo shopping la situazione è piuttosto povera ma comunque nel piazzale antistante la stazione e lungo la stradina subito a destra uscendo da questo qualcosa si trova.

Questa località si trova infatti più o meno a metà strada tra Morioka e Hiraizumi, alla confluenza del fiume che le dà il nome con il suo affluente Waga, e la sua stazione è anche una fermata dello Per questo motivo e anche perché è un discreto centro affaristico, vi sorgono diversi alberghi e, se non è la stagione dei ciliegi in fiore, non è difficile trovare qualche buona offerta come è successo a me con l'
Morioka, in quanto città abbastanza grande e centro di sport invernali, ha un panorama ricettivo più che discreto, mentre a Hiraizumi ci sono poche strutture e tutte del tipo tradizionale piuttosto costose. La città vera e propria più vicina al villaggio è Ichinoseki, appena una trentina di chilometri più a sud e ben collegata ai siti storici, ma una buona soluzione si è invece rivelata quella di alloggiare a Kitakami città.
shinkansen: quindi il capoluogo si raggiunge in un attimo, mentre per lo storico villaggio ci si può affidare a un treno normale per un viaggio di poche decine di minuti. La città è grandicella (circa 100000 abitanti) ma non ha niente di particolarmente pittoresco o interessante, tuttavia il parco Tenshochi sulla riva opposta del fiume Kitakami rispetto al nucleo urbano principale è ritenuto uno dei migliori 100 siti del Giappone per l' hanami. Hotel Shirayuri: un moderno palazzotto rosso a poca distanza dalla stazione con camere confortevoli sia in stile occidentale, con bagno, che tradizionale giapponese. L'aspetto del centro è quello tipico dei quartieri residenziali giapponesi, con edifici bassi e l'aria tranquilla e rilassata.
Chiaramente la vitalità sia di giorno che di sera non è particolarmente elevata, ma si può passeggiare respirando l'atmosfera tipica della provincia giapponese rispondendo ai sorrisi degli abitanti tutt'altro che abituati a vedere facce occidentali. Per quello che riguarda la vita notturna comunque, qualche centinaio di metri a nord-ovest della stazione c'è il classico quartiere dei divertimenti con parecchi ristoranti e taverne tradizionali in fila e qualche club; preso dalla voglia di cambiare dopo un mese in Asia sono però finito a cenare con un ottimo hamburger in un pub in stile caraibico sempre nella stessa zona gestito da un simpatico rasta giapponese.


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