Il periodo trascorso a Mougins fu particolarmente intenso anche da un punto di vista artistico. Anni fa, nel 2007, presso il prestigioso museo Kunstsammlung Nordrhein-Westfalen di Düsseldorf la mostra “Picasso – Malen gegen die Zeit” (Picasso – dipingere contro il tempo) voleva evidenziare le opere e la vitalità dell’anziano Picasso proprio negli anni trascorsi a Mougins. Le sue tele erano cariche di furore ed erotismo quasi a voler contrastare l’avvicinarsi della morte. La moglie Jaqueline che gli fu accanto sino alla fine e che Picasso chiamava affettuosamente “la spagnola” fu la sua Musa e rappresentò per l’artista un ritorno alle origini. Se non fosse stato per il regime franchista probabilmente Picasso sarebbe tornato alla sua Malaga, ma a Mougins riuscì a trovare l’ambiente ideale per proseguire nella sperimentazione, la luce influenzò le sue scelte cromatiche e si dedicò soprattutto ai temi del tempo, dell’amore e della pittura. Risale per esempio al 1963 l’opera Il Pittore e la modella in cui analizzando il rapporto che intercorre tra modella e artista è il cavalletto a rappresentare la separazione fra questi due mondi così lontani. Con il suo sperimentare, la velocità delle pennellate e i colori in acceso e forte contrasto vogliono rappresentare quella forza e vitalità interiori che Picasso avvertiva dentro sé come se tutto fosse ancora da costruire e compiere, del resto l’artista aveva dichiarato: «Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi».