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Movimenti artistici contemporanei : "La nuova arte sincretica"

Creato il 01 aprile 2011 da Controcorrente





Angelo Mazzoleni: "il cavaliere inesistente"

IL MANIFESTO

Con il presente Manifesto, sulla base della comunanza di alcuni elementi di fondo della nostra indagine poetica, intendiamo porre le basi per un progetto di sperimentazione di nuovi percorsi artistici  , attraverso la fondazione del gruppo ”nuova arte sincretica" : una ricerca di sintesi e rielaborazione personale  dei linguaggi della storia umana ,sia in senso diacronico che sincronico, in chiave interculturaleed interetnica ,con il  fine della  creazione di una opera globale ed universale .
Ci accomuna il viaggio interiore attraverso il tempo e la storia, tra passato e presente,tra le diverse culture del mondo,alla riscoperta delle nostre origini e radici e intendiamo percorrerla per scelta consapevole in modo piu’ ampio rispetto a quanto già è stato realizzato in passato.
Come artisti, riteniamo inoltre  di dover dare il nostro contributo ad una difficile iniziativa  contro il degrado culturale , dell'
arte  e il conformismo mediatico presente nella nostra società globalizzata...


L’arte sincretica, pur ponendo al centro della sua dinamica operativa la sperimentazione e l’innovazione, vuole perseguire senza schemi precostituiti o mercantili , in modo libero ,istintivo e nel contempo meditato, un’arte “totale” e interiore, basata sul recupero di ciò che oggi e' andato perso, a causa di alcune degenerazioni prodotte da un certo mercato oligopolistico: valori espressivi,simboli ancestrali ,problematiche del mondo contemporaneo viste dall’interno ed in prospettiva storico-universalistica. Cio’ significa anche: un continuo confronto tra contemporaneità ed il mondo delle nostre origini e dei valori più alti espressi dalla storia, quindi la riscoperta di un nuovo umanesimo contro la decadenza di valori artistici ed umani prodotti da una certa cultura mediatico-tecnologica .Proponiamo in forme nuove una ricerca ispirata al recupero del concetto di bellezza ed universalità dell’opera d’arte trasposto nel mondo attuale.
Proponiamo il ritorno, in modo nuovo, ad un processo creativo che riporti però l’uomo e le sue emozioni al centro dell’universo-opera, ai suoi valori profondi, riportando l’arte nei luoghi che le competono: case, chiese, antiche dimore ecc., in modo che le opere accompagnino nel tempo la vita di chi le abita. Non a caso utilizziamo, accanto a quelli tradizionali, materiali che abbiano la caratteristica di essere il più possibile “naturali”, "vecchi", per poter raccontare una storia o infinite storie accanto alla nostra ed a quella di chi ci ha preceduto.
Speriamo che le nostre opere sappiano evocare, con le emozioni, anche la riscoperta della humanitas oggi parzialmente perduta e possano ricondurre l’osservatore verso le fonti sorgive istintuali dell’essere , della nostra storia e del nostro presente. L’ arte sincretica non può essere più di tanto definita né spiegata ma solo vista attraverso la continua evoluzione delle nostre opere come un continuo libero processo dinamico-creativo da noi stimolato e prodotto ed è perciò, solo una delle tracce di passaggio del gruppo,una cornice comune di riferimento nella quale ognuno possa operare liberamente , in continua ricerca evolutiva verso altri orizzonti e nuove sperimentazioni.

BERGAMO 3-Novembre-2004

 I fondatori del gruppo-movimento "Neosincretico": Angelo Mazzoleni, Marco Ceravolo, Tommaso Cocco, Carlo Oberti, Alfonso Rocchi.

ARTICOLO_INTERVISTA


Nuovi gruppi e movimenti artistici contemporanei: la 'Nuova Arte Sincretica'


Pubblicato il 30/04/2009 |


Intervista di Emanuela Dho al Maestro Angelo Mazzoleni , cofondatore del gruppo -movimento della "Nuova Arte Sincretica".


In ogni epoca, c’è un tempo per creare e un tempo per distruggere, un tempo per agire e un tempo  per  riflettere, un tempo per giudicare ed un tempo per ascoltare.



"Irak" periodo del sincretismo contemporaneo

In ogni epoca, ci sono eventi che travolgono gli uomini e uomini che scrivono la Storia, in un divenire incessante per cui nulla cambia e nulla è mai uguale, tutto torna sotto forme diverse e irriconoscibili, reminescenze distinte e inconsapevoli, memoria ancestrale di un passato comune che si fa strada attraverso le ombre del subconscio. Così, nel ciclico ingranaggio del tempo, l’Arte si muove senza vincoli, benigna divinità dispensatrice di bellezza, luminosa depositaria dei segreti dell’essenza. Nel suo linguaggio universale, in continua evoluzione, molteplici sono i simboli, illimitate le chiavi interpretative, ma una sola è la ricerca di un significato superiore, in un cammino senza soluzione di continuità dove il particolare si dissolve in una visione più ampia dell’esistenza, dove le ere si accavallano e s’intrecciano, lasciando vecchie risposte e nuovi interrogativi, dove l’innato anelito dell’uomo verso il sacro conduce ad un più profondo livello di saggezza.

È il respiro dell’assoluto che si ritrova nell’arte di Angelo Mazzoleni, ideatore e co-fondatore del Gruppo-Movimento “Neosincretico”, sintesi concettuale di stili e tecniche diverse, provenienti da epoche ed esperienze distinte ma assimilabili in un processo di creazione che guarda oltre i confini del tempo e dello spazio, arrivando alla scintilla vitale dell’Io. Ma come nasce questo movimento, che pare attingere tanto dall’arte, quanto dalla storia e dalla filosofia, proponendo e rielaborando concetti e teorie, spalancando le porte della percezione e della conoscenza? Lo chiediamo al Maestro Angelo Mazzoleni, cofondatore ed autore del manifesto del gruppo.

“Anni fa, in una lettera pubblicata da Stefano Zecchi su arte Mondadori, sulla base di una mia osservazione dell’accentuarsi di tendenze sincretiche nell’arte contemporanea e naturalmente alla luce della mia ricerca artistica personale, ebbi già modo di anticipare sinteticamente i motivi della mia idea di fondare il gruppo artistico della “Nuova Arte Sincretica”.

Pare incredibile, quasi un caso di empatia o telepatia, ma allora ancora non sapevo che, l’anno prima, in un suo libro “Capire l’arte”, Stefano Zecchi aveva già parlato del crescente diffondersi tendenze sincretiche nell’arte contemporanea. In questo suo libro, che lessi solo in seguito, Zecchi sosteneva la tesi, da me oggi condivisa, che queste tendenze erano legate essenzialmente alla mancanza di idee nuove e ad una certa confusione in certe ricerche artistiche contemporanee.

La fondazione del gruppo ”Nuova Arte Sincretica” nasceva tuttavia proprio dalla necessità , da un lato di rendere palese e programmatica questa tendenza presente nell’arte contemporanea, cercando però di svilupparne i motivi positivi di fondo, uscendo dall’ambiguità e dalle contraddizione sottolineate giustamente da Zecchi e di cui noi stessi eravamo consapevoli, dall’altro di condurre una sperimentazione in grado di trovare nuovi percorsi di ricerca cercando di proporre un arte sincretica nuova, capace di andare oltre lo stesso concetto sincretico di partenza.

Dal confronto tra i vari artisti del gruppo, già allora accumunati da un tipo di sperimentazione affine, era emerso chiaramente che uno dei modi per andare oltre, evitando il rischio di rielaborazioni confuse o di scadere nella semplice imitazione del passato, era quello di ripercorrerlo in modo consapevole, attraverso l’approfondimento interno e lo studio delle arti e delle culture nel tempo. In altri termini, il nostro intento artistico e filosofico era quello di ridare nuovo spessore e valore ai nostri sentimenti ed alla nostra ricerca esplorando più a fondo, nel cuore della dimensione storica per poi reinterpretarla in forme del tutto nuove, alla luce della realtà del nostro presente.

E’ quello che ognuno di noi, secondo la propria sensibilità, sperimentando modi e percorsi diversi, ha cercato di fare in questi anni. “

Al di là delle impressioni immediatamente suscitate da opere come “Memorie sincretiche” o “Memorie sacra”, manifesti viventi del movimento, dove la lezione dell’arte rinascimentale dialoga liberamente con le grandi avanguardie del ‘900, senza dimenticare le proprie origini primitive, quali sono gli elementi portanti del progetto neosincretico, quali sono i suoi fondamenti filosofici e, soprattutto, in che modo li interpreta il suo fondatore?

"Della filosofia di fondo ho già in parte risposto sopra, posso aggiungere sinteticamente che la nostra arte  sincretica si bassa sostanzialmente su una difficile ricerca di sintesi interculturale, storica ed interetnica, volta a produrre un opera universale, capace di parlare al nostro tempo .

Personalmente ho cercato di sviluppare la mia sperimentazione a tuttotondo, cioè esplorando arte, storia e culture partendo dalle origini (arte primitiva ) fino ai nostri giorni per poi reinterpretala sia interiormente che nella dimensione storica attraverso tre cicli sperimentali :

il sincretismo storico,contemporaneo e spirituale. Come dire, dal passato al futuro attraverso il presente. Aggiungo che ,da questa mia esperienza ho tratto la convinzione che, a patto di una grande operazione di rielaborazione originale del passato , sia possibile produrre artisticamente qualcosa di nuovo e nel contempo controcorrente rispetto alla confusione ed alle contraddizioni prodotte oggi da un certo sistema di mercato dell’arte .

Sono convinto che questa operazione non sarebbe stata possibile se non gettando un ponte tra passato e presente, operando, ripeto, “per scelta consapevole”, una faticosa ricerca di sintesi e conciliazione dei linguaggi nel tempo.



"Templi dell'anima"fase del sincretismo spirituale



Nelle ultime mie opere ,al di là del giudizio estetico che ognuno può darne, spero di essere riuscito nel mio intento, volando oltre, o, forse, entrando nell’anima stessa del concetto sincretico di partenza, creandoun mio linguaggio che spero possa ridare ed evocare emozioni nel nostro presente. "

Dunque, dopo decenni di rifiuto apparente del passato, di rottura dei legami con tutto ciò che è già stato detto e scritto, il Gruppo-Movimento “Neosincretico” segna un’inversione di tendenza, una sorta di riabilitazione della tradizione artistica di ogni epoca, una presa di coscienza dell’innegabile bagaglio di umana esperienza, che costituisce il retaggio irrinunciabile di ogni generazione, poiché “chi dimentica il proprio passato è condannato a riviverlo”. Solo dalla conoscenza nasce la vera libertà: è proprio questa finalità catartica che si intuisce nell’arte neosincretica, arte totale ed essenziale insieme, colta ed istintiva, per questo destinata ad attraversare il tempo, senza mai esserne schiacciata.

Emanuela Dho, giornalista.


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