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Mozartiani per dovere e commercio, jazzisti per piacere. La Salisburgo “di contrabbando”

Creato il 10 dicembre 2012 da Cremonademocratica @paolozignani

Jazz in piazza e anche gratis, sì, a Salisburgo e alla faccia di Mozart e del suo ritmo anchilosato, rattrappito, geometrico, euclideo, da tedesco crucco (è Austria ma in realtà è culturalmente Germania, un po’ come la provincia di Belluno).

Nessuno può mettere in discussione Mozart, che in occasione del bicentenario della morte è stato deificato con grandissimi affari e notevole vendita di dischi, concerti a non finire e ossessione senza paragoni. Addirittura il cosiddetto “immaginario collettivo” è cambiato: Mozart a distanza di oltre 150 anni dalla morte di Beethoven lo avrebbe addirittura superato e sarebbe stato considerato il “più grande musicista di tutti i tempi”. Affari affari, mercato, musica da vendere, opinioni colonizzate, occupazione militaresca della coscienza musicale europea.

Possibile strumentalizzare Mozart così? Eccome.

Però c’è chi non ne può più. Si può bigiare anche a Strasburgo. Jazz in piazza gratis per tutti e questo è il programma che ci siamo persi nell’ottobre di quest’anno, come spiega il fondamentale sito “Salisburgo: città della musica”, dove di Mozart ci sarà forse una casa ma non importa più di tanto. Ma che violini, oggetti materiali, feticismo storicistico e filologico: la potenza della musica è nell’animo umano, non dentro il legno del violino, scrisse polemicamente l’autore pensando al museo del violino, nato già vecchio e da mettere in un bel museo dei musei, visto che di musica non si parla ma solo di politica, affari, spese, chi gestisce, chi non gestisce e cose che non interessano a nessuno tranne che ai politicanti bramosi, ai giornalisti di turno e ai rompiscatole dei medesimi.

Ben più popolare appunto la musica che volteggia e rimbalza nell’aere oesterreich, e dove il jazz porta una ventata clamorosa di libertà ritmica dagli schemi matematici odiosi della musica settecentesca che Mozart applicava con facilità sbalorditiva e arrivava anche a mettere in crisi. La libertà del jazz, la passionalità del jazz, l’umanità del jazz: Mozart avrà stancato? Ci sono troppi americani che non possono più dell’overdose di disciplina austriaca? O in fondo anche gli austriaci… si stanno stancando? Idee che nell’animo Mozart sguazzavano libere e felici, e che probabilmente tornano in modi assai diversi. Il demone della musica esige anche queste rivoluzioni. Poi fu Ludwig van Beethoven. Anticipò persino il jazz, nella sonata n. 32, op. 111, secondo movimento. Un fiume carsico dalla Germania al delta del Mississippi (cliccare qui).

10/10/2012 – 14/10/2012

Ottoni roventi, ritmi scandenti e melodie strambe

Per l’ennesima volta il centro storico si riempie delle note gementi del jazz, di suoni tonanti e bisbiglii sommessi, di note stridule e strambe.
Il programma propone world music, jazz e musica elettronica, musicisti di fama internazionale e nuove leve promettenti.

Nei club, nei ristoranti ed osterie, nei caffè e nelle gallerie stracolme di Salisburgo vi attendono delle vere delizie per l’udito!

Cento concerti in cinquanta luoghi – una passeggiata musicale attraverso il centro storico di Salisburgo assolutamente degna di nota! Ed il tutto è persino ad ingresso gratuito.


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