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Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good movies

Creato il 22 febbraio 2020 da Mik_94
Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesCosa succederebbe se in seguito a un blackout ci svegliassimo tutti in un mondo senza Beatles? Soltanto un cantante di belle speranze sembra tenere a mente le migliori canzoni del quartetto. Perché non spacciarle per proprie pur di ottenere la spasimata notorietà? Dirige Danny Boyle. Scrive Richard Curtis, di solito in equilibrio tra romanticismo e magia. L’idea alla base, semplice e brillante, purtroppo si rivela uno specchietto per le allodole: con uno spunto presto accantonato – pensate a quanti equivoci e alla portata del potenziale comico, se nel frattempo sono sparite anche le sigarette, gli Oasis, la saga di Harry Potter –, per parlare della solita scelta tra successo e amore; con uno sviluppo telefonato e un finale stucchevole. A sorprendere sono soltanto la regia, sottotono alle prese con la leggerezza del genere, e una cotta improvvisa per una Lily James splendida come non mai. Passato in sordina e al centro di slittamenti contini, Yesterday aveva tutto – la colonna sonora da cantare a squarciagola, la sceneggiatura di una firma amatissima – per diventare il film del cuore. Invece gli si vuol bene, per poi scordarlo l’indomani. (6) Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesUn altro ragazzo prigioniero della vita di provincia. Un altro straniero, questa volta pachistano. Altra musica: non i Beatles ma il Boss a salvare il nostro eroe da tempi amarissimi: una crisi economica che somiglia preoccupantemente alla nostra, da cui fuggire in maniera letterale e metaforica con le cuffiette del walkman premute nelle orecchie. Prendete l’ambientazione di Pride, aggiungete la musicalità di Sing Street. Il risultato, una tipica storia di conflitto generazionale e bullismo, con canzoni famose a far da collante, finisce più per somigliare a Un’avventura che ad Across the universe. Le colpe spettano a una scrittura e a un montaggio troppo televisivi. A toni incerti, sospesi tra il musical e la commedia adolescenziale. A una colonna sonora a puntino, che coinvolgerà soltanto i fan di Bruce Springsteen e annoierà i profani come il sottoscritto. Romanzo di formazione pretestuoso e un po’ smielato, somiglia all'invito a una festa in cui non siamo invitati. Nell’angolo, annoiati, ci limitiamo a battere il rimo con il piede. (5,5) Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesSiamo già nell’Inghilterra agrodolce della Brexit, diffidente verso il prossimo. La protagonista – altra aspirante cantante, altra straniera, altra fangirl: però del compianto George Michael – è una pasticciona con gravi problemi di salute e di autostima. Vittimista e disfattista, abile a rinnegare tanto origini etniche quanto sogni, sfoggia un sorriso forzato in un negozio di articoli natalizi. Fino all’arrivo di un ragazzo misterioso, che si muove a passo di danza e salta fuori sempre all’improvviso. Meno sbrilluccicante e brioso del previsto, per fortuna anche meno stucchevole, Last Christmas funziona come percorso di maturazione di una convincente Emilia Clarke e trampolino di lancio per il bel Henry Golden, già visto in Crazy Rich Asians, con tanto di colpo di scena a effetto – per quanto intuibile. La partecipazione amichevole di Michelle Yeoh ed Emma Thompson dà colore al tutto.  Commedia romantica nevosa e interraziale, con una novella Fleabag a bordo, è l’ennesima variazione sul tema del classico di Charles Dickens. Trasognata e romantica, magica il giusto, non è l’erede di Love Actually ma nemmeno un film da evitare nei pomeriggi di Canale Cinque. Odiando il Natale, sarebbe potuta andare peggio. (6,5) Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesLei, annoiata da un matrimonio lungo quindici anni, desidera la maternità e divide la casa con un secondo uomo: l’idolo di un marito ossessivo e distratto, la cui fama è iniziata e finita negli anni Ottanta. Il cantante in questione, nel frattempo invecchiato, ha figli sparsi nei quattro angoli del mondo e risponde con curiosità all’email di lei: non una fan ma una detrattrice, che però tra le righe lo diverte e lo seduce. Si incontrano a Londra, durante una riunione di famiglia. Si innamoreranno mica? Da uno spunto fiabesco nasce una commedia tanto verosimile da sovvertire piani e cliché. All’apparenza, infatti, è tutto sbagliato. Il triangolo sentimentale si scioglie in fretta; tra Rose Byrne ed Ethan Hawke non c’è una canonica storia d’amore, con un bimbo che scombina pure le carte in tavola. Un po’ amicizia di penna, un po’ vendetta, Juliet Naked è un delizioso colpo di fulmine con un cast di bravissimi e ritmi invidiabili. Abbondano le riflessioni sui postumi della fama, sulla genitorialità, su un passato che imprigiona. E, a sorpresa, trionfa una morale femminista, con una donna che all’occorrenza ha il coraggio di scegliere. Garantisce Nick Hornby. (7) Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesFissati per quel giorno hanno entrambi appuntamenti importanti. Lui ha un colloquio presso un’università prestigiosa, lei con l’ufficio immigrazione. A farli conoscere, coincidenze o il destino? Prima la metropolitana in ritardo, poi i reciproci incontri slittati, infine una scritta sulla giacca di lei che casualmente riporta il titolo dell’ultima poesia di lui. Da un lato abbiamo un ragazzo asiatico con l’animo poetico. Dall’altro, una ragazza giamaicana affezionata alla razionalità scientifica. Belli in modo imbarazzante, passeggiano verso un amore maledetto dalle stelle – lei sarà rimpatriata il giorno successivo. Boy meets girl di quelli che piacciono a me, freschi e puliti, con la parlantina fluente e gli hobby peculiari, è stato un successo inferiore rispetto a Noi siamo tutto, sempre della stessa autrice. Più lineare del romanzo, la trasposizione perde la sua coralità per concentrarsi sui problemi della coppia, ma non la serendipità di fondo. Melodramma metropolitano dai toni agrodolci, è un inno agli instant-love e alla città di New York; un Prima dell’alba al tempo di Donald Trump. Forse il vero antagonista nelle relazioni a distanza nei film sentimentali di oggi. L’anima gemella si fermerà davanti alle sue leggi, ai suoi muri? (7) Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesÈ una fiaba a lieto fine. Una commedia romantica a ruoli invertiti, che nella trama somiglia vagamente a una stagione di Scandal in salsa scollacciata. Nonostante la durata eccessiva e qualche inutile volgarità di troppo, Non succede ma se succede sta discretamente al passo fra femminismo, scandali sessuali, battute sui multiversi Marvel e le serie HBO da guardare in binge watching. L’intreccio, consolidatissimo, parla di opposti che si attraggono e di una strana coppia di innamorati: in realtà, la sola ragion d'essere di una pellicola godibile ma poco memorabile. Seth Rogen e Charlize Theron sono infatti ottimi e affiatati. A ben vedere, neanche troppo male assortiti: lui fa la sua bella figura in smoking; lei rinuncia all’aura da diva per un ruolo leggerissimo, che a sorpresa ne mette in risalto gli sconosciuti tempi comici. Avrebbero comunque il mio voto. Questa è la politica che piace a noi profani. È la favola che noi maschietti sogniamo. È un’altra stupida commedia americana, sì, ma con un duo che fa straordinariamente sul serio. (6,5) Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesPotrebbe fare da anonima spalla comica alla protagonista carina di un film qualsiasi: felicemente in sovrappeso, sopra le righe. Ma Brittany beve, fa sesso occasionale, si trascura con amicizie e lavori non all’altezza. Bisogna perdere venti chili per trovare la giusta leggerezza. Non ne va soltanto del look, ma della salute. Ispirato a una storia vera, Brittany non si ferma più è una commedia sulla forza dell’ostinazione. Jillian Bell, all’apparenza novella Rebel Wilson, regala infatti un’interpretazione bellissima in una fiaba energica e propositiva, sbucata a tratti da un episodio di Modern Love. A fare la differenza è proprio la caratterizzazione di una protagonista non sempre amabile, ma per questo profondamente umana, che ha paura dei chili che tornano; dell’ansia da prestazione; del confronto con il prossimo; dei traguardi che slittano. Ora esilarante, ora patetica, ma sempre emozionante, la sua vicenda è una seduta di cardiofitness. Fa bene alle arterie intasate, e al cuore. (7) Mr. Ciak: Yesterday, Blinded By the Light, Last Christmas e altri feel-good moviesÈ la storia vera della wrestler Paige, ma sembra una fiaba scritta a tavolina. Ecco una Cenerentola sul ring, mai messa al tappeto. Da sfigatella a campionessa: senza vie intermedie, senza allenamenti, senza muscoli o fatica. La lanciatissima Florence Pugh, somigliante all’originale ma sprovvista del fisico adatto al ruolo, è qui al centro di fatiche unicamente psicologiche: l’acredine con il fratello maggiore, suo beniamino tagliato fuori dalla competizione all'ultimo; le aspettative dei genitori; la competizione con le altre campionesse, al contrario di Paige sbucate da una rivista di moda. Non mancano i figuranti graditi – Headey e Frost –, né i cameo che mi hanno fatto tornare all’epoca in cui il wrestling lo seguivo. Oltre al look rock ‘n’ roll, nella biografia di Paige, c’era ben più da indagare: uno scandalo sessuale a cui si allude soltanto in una battuta; l’infortunio che brucerà prestissimo la sua carriera. Gli si preferisce il lieto fine. Con un bel cast, un bell’umorismo nella prima parte e una trasferta, a metà, dove si perdono la grinta e l’interesse. Colpa della fama, che dà alla testa. Colpa della banalizzazione dell’orgoglio femminile, al tempo dell’intrattenimento per famiglie. (6)

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