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Murgia, esordiente a chi?

Creato il 01 febbraio 2017 da Agentianonimi

Chi si immaginava un Murgia spaesato, alla prima da titolare con l’aquila sul petto, si è dovuto ricredere. Chi se lo immaginava così però, forse, non lo conosce bene, non ne ha seguito la (giovane) carriera. Predestinato è forse una parola di cui si abusa nel calcio moderno. Soprattutto perché chi emerge e diventa un campione non è solo colui che ha talento. Bensì è colui che, baciato dalla fortuna che ha voluto madre natura così generosa, sa custodire gelosamente quel tesoro, coltivarlo, farlo fruttare con lavoro, impegno e serietà. Chi conosce Murgia sa che risponde esattamente a questa descrizione. “Devo continuare a lavorare per migliorarmi” frase ricorrente in ogni sua intervista e dichiarazione. Alessandro, per tutti Ale, questa stagione ha coronato i suoi sogni. Esordio in serie A con l’aquila sul petto. Quell’aquila cucita prima sulla pelle e poi sulla maglia. Tradizione di casa Murgia. Il papà che continua ad andare allo stadio, stesso posto di venti anni fa, quando Alessando nasceva. Questione di DNA. Questione di passione. Questione di feeling con il calcio per Alessandro che ha anche un cognato speciale. Sua sorella Nicole è infatti sposata con Bertolacci. E se lo dovessi incontrare “Un fallo posso farglielo dai. Lo sa che gli voglio bene“. Ora papà Murgia su quello stesso seggiolino da cui tifava per Signori e Casiraghi ci vede giocare il figlio, e si commuove come quando in Pescara-Lazio ha fatto l’esordio. “Emozionato? Un emozione indescrivibile” dichiara a fine partita. E ieri ? Altro giro, altra corsa, altra emozione. Titolare, per la prima volta, e alla scala del calcio. La prestazione però, è stata da veterano. Una presenza nel campo che va ben oltre i venti anni che la carta d’identità segna. Corsa, pressing, geometrie e, per non farsi mancare proprio nulla l’assist per Immobile che ha portato al rigore trasformato da Biglia. Lucas, idolo e punto di riferimento “Per me è un onore poterlo studiare da così vicino“. Idee chiare, testa ben salda sulle spalle. E con Cataldi al Genoa? Sarà dura separarsi dal suo compagno di stanza. Romani e laziali, fino al midollo. Ma ora è il tuo momento Ale, il tuo e di tanti giovani italiani che forse, questa stagione, si stanno riprendendo la serie A. Sfrutta l’occasione Murgia, e non preoccuparti che tra un po Danilo torna in stanza con te a Formello e, chissà, magari anche a Coverciano.

Stefano Gaudino (@stefanogaudino)

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