Magazine Viaggi

Museo Virtuale delle Carte Geografiche d’Italia

Creato il 26 aprile 2020 da Viaggimarilore

Attraverso di esse, da sempre, l'uomo ha mappato, disegnato, misurato il mondo che lo circondava e che lo circonda. Ha descritto il mondo. Ha dato nomi ai luoghi, ha disegnato regioni della terra, ha inventato (eh sì, spesso ha inventato) luoghi mirabili oltre che meravigliosi.

Ci sono dei luoghi in Italia in cui le Carte Geografiche sono molto più che una descrizione geografica: sono opere d'arte. In questo post accolgo tre luoghi in cui le Carte Geografiche sono assolute protagoniste.

Roma, Musei Vaticani, Galleria delle Carte Geografiche

Per me la Galleria delle Carte Geografiche dei Musei Vaticani è il luogo più affascinante dei Palazzi Vaticani. Adoro il fatto che su un lato e sull'altro, mentre si attraversa questo lungo corridoio, si distendano tutte le regioni italiane rappresentate com'erano tra il 1580 e il 1585, anni in cui esso fu realizzato. Il corridoio, voluto da papa Gregorio XIII, è lungo 120 m. Nel percorso dei Musei Vaticani si trova nell'ala che conduce fino alla Cappella Sistina, dunque è un passaggio obbligato per tutti coloro che vogliono vedere il grande capolavoro della storia dell'arte mondiale.

In totale, lungo i 120 metri si dispongono 30 carte geografiche che illustrano le regioni italiane più la Corsica e Malta. Alcune di esse hanno anche la raffigurazione della città principale: Genova, Venezia, Ancona, Firenze, per esempio; infine due carte illustrano una l'Italia antica e l'altra l'Italia moderna.

Questa rassegna di geografia della fine del XVI secolo è importantissima per chi voglia studiare la storia della rappresentazione del mondo. Il curioso invece può andare a cercare, nella mappa che ritrae la sua regione, se i luoghi che conosce ci sono e se sono nominati in altro modo, magari con un nome latino oppure antico, rispetto all'attuale. Ad osservare per bene troverete delle perle, parola mia!

Firenze, Palazzo Vecchio, Sala delle Carte Geografiche

La Sala delle Carte Geografiche si trova quasi al termine del percorso di visita di Palazzo Vecchio, oltre la grande Sala dei Gigli, dove si trova il Marzocco, ovvero il leone in pietra simbolo di Firenze (la copia sta nella sua posizione originaria, all'ingresso del Palazzo su Piazza della Signoria). Entrare nella Sala delle Carte Geografiche significa però lasciarsi alle spalle tutto il resto e immergersi completamente nella Geografia e nel mondo conosciuto nel XVI secolo.

Se ai Vaticani le grandi mappe sono affrescate alle pareti, qui le mappe sono in formato ridotto e dipinte a olio sugli armadi di quella che era inizialmente la Sala del Guardaroba, ovvero dell'Istituzione che inventariava e contava tutti i beni di proprietà della Signoria di Firenze. Siamo nella seconda metà del Cinquecento; la sala viene arredata con armadi sui quali per impulso di Cosimo I e raffigura tutto il mondo conosciuto, Americhe comprese.

Il centro della sala è occupato da un enorme mappamondo. Le carte dipinte raffigurano il mondo noto all'epoca con i nomi geografici noti all'epoca. Certi nomi come Mare Congelatum in quello che noi oggi chiamiamo Circolo Polare Artico restano impressi, e senza dubbio è curioso soffermarsi a guardare in che modo sono indicati i toponimi delle terre più "esotiche" e come sono rappresentate. Curiosità, ma anche interesse verso nuove terre e verso nuovi commerci animava l'interesse geografico di Cosimo I.

Tra l'altro, Ferdinando I, successore di Cosimo, accarezzò per un certo periodo di poter compiere un'impresa verso le Americhe fondando un emporio commerciale laggiù. Il progetto fallì miseramente con la sua morte prematura, ma io mi immagino Ferdinando I proprio in questa sala, mentre fantastica guardando la mappa - ancora alquanto erronea - di quel nuovo continente appena scoperto e dal quale però arrivavano oggetti meravigliosi, oggi conservati per la maggior parte al Museo di Storia Naturale, Antropologia ed Etnologia di Firenze (alcuni furono esposti anche al Museo Archeologico Nazionale di Firenze qualche anno fa in occasione della mostra Il mondo che non c'era).

Curiosità: non tutti gli armadi sono veri armadi: uno ad esempio è una porta segreta che conduce in un'altra ala del palazzo, riservata all'epoca a Bianca Capello dalla quale poteva spiare indisturbata ciò che avveniva nel Salone dei Cinquecento.

Le mille e una storia che Palazzo Vecchio può raccontare sono davvero fenomenali. Amo Palazzo Vecchio e amo Firenze. Ma voi lo sapevate già, vero?

Roma, Pineta di Castel Fusano, Villa Sacchetti-Chigi, Sala delle Carte Geografiche

Villa Sacchetti Chigi, nella pineta di Castel Fusano (vicino al mare di Ostia) è ancora oggi una villa privata, al centro di una tenuta privata, di proprietà della nobile famiglia Chigi. Ho avuto l'opportunità di visitare Villa Sacchetti Chigi e, come sempre, la cosa che più ha colpito la mia immaginazione è stata la Galleria delle Carte Geografiche, che replica in piccolo la più grande Galleria dei Musei Vaticani, ma che è ugualmente affascinante. Alle pareti sono affrescate le carte dei continenti, più alcuni territori più nel dettaglio tra cui, ovviamente, il litorale laziale nel quale la villa sorge.

Entrando nella sala, per prima cosa si osserva la mappa dell'Asia. Al di sotto di essa è raffigurato il fiume Eufrate; segue l'Europa con il Danubio al di sotto; tocca poi all'Africa con il fiume Nilo rappresentato al di sotto. La cosa buffa è la rappresentazione di elefanti, giraffe e altri animali della savana: una sorta di fumetto inserito all'interno di una raffigurazione geografica che vorrebbe essere precisa. Del resto queste carte sono innanzitutto opere d'arte alle pareti e rappresentazioni di un preciso programma ideologico, non soltanto decorativo, di celebrazione della famiglia Sacchetti all'epoca (1630) proprietaria della Villa. Dopo l'Africa è il momento dell'America. Nella carta dell'America gli oceani sono solcati da velieri e caravelle, mentre l'Amazzonia e la Patagonia sono abitate dagli Indios, le cui descrizioni certo dovevano aver colpito l'immaginazione di artisti e committenti in Europa e quindi in Italia.

Si passa poi alle singole regioni europee: la Spagna, la Francia, l'Italia e la Germania. Fin qui abbiamo visto le carte geografiche sulle due pareti lunghe, ma anche le pareti corte sono sfondo per carte geografiche: accanto alla Britannia sta il Litorale laziale, mentre sulla parete di fronte sta il territorio di Firenze e la Sicilia. Queste carte di dettaglio ci parlano dei legami di affari più stretti che la famiglia Sacchetti aveva in Italia e in Europa. Ritorna il motivo celebrativo in questo atlante raffigurato sulle pareti della Galleria.

Io mi sono persa nei dettagli di queste carte e raffigurazioni al tempo stesso geograficamente ineccepibili e artistiche. Ho fantasticato in particolare sulla carta del Litorale laziale, che è dove vivo e lavoro io oggi. Vedere come era raffigurato il territorio nel XVII secolo, come era percepito e come appariva è davvero importante per ricostruirne la storia. Per esempio, se si osserva la pianta di Ostia, si vede molto ampia la zona degli Stagni e delle Saline, oggi non più evidente, si vede ancora l'ampia ansa del Tevere che fino a pochi decenni prima bagnava il borgo di Ostia antica col Castello di Giulio II ma che in seguito ad un'alluvione aveva modificato il suo percorso. E si vede il Lago di Traiano a Fiumicino, anche se non si percepisce la forma esagonale, che all'epoca forse doveva essere nascosta dalle paludi. Interessantissimo dunque guardare questa mappa con gli occhi di chi si approccia al territorio in una prospettiva storica.

Per questo questa Galleria di carte geografiche è importante tanto quanto quella dei Musei Vaticani, anche se è decisamente meno facile visitarla.

Con questo post voglio dare il mio modesto contributo alla campagna del @Mibact " Viaggio in Italia" in particolare nella giornata dedicata proprio a mappe e carte geografiche, domenica 26 aprile 2020. Sono fiera del mio Paese e del suo Patrimonio che non è solo culturale, ma è anche paesaggistico, umano e immateriale. Anche su questo blog cerco di fare la mia parte trasmettendo contenuti che spero possano portare qualche elemento di conoscenza in più a chi legge. In questo momento storico, poi, mi sembra particolarmente doveroso.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog