Magazine Economia

Mutui a tasso variabile in crescita rispetto a quelli a tasso fisso

Da Stefanohely
Sono dati un poco a sorpresa, quelli che l'Osservatorio di mutuiOnline.it ha reso noti riguardo all'andamento del mercato dei finanziamenti. Infatti i mutui a tasso variabile sono in netta crescita, mentre quelli a tasso fisso sono in calo.

I dati sul mutuo a tasso variabile

Mutui a tasso variabile in crescita rispetto a quelli a tasso fissoDa inizio di quest'anno le richieste di finanziamento a tasso variabile sono infatti passate dal 13,8% registrato a dicembre scorso, al 17,1% di marzo. Il tutto a svantaggio del fisso, che scendono dall’84,3% all’80,6% pur rimanendo largamente la quota più richiesta dai clienti (sia per l'accensione di nuovi contratti di finanziamento, sia per le surroghe). Se si considera il mutuo acceso da 120mila euro per una casa, la differenza tra la rata fissa (più alta) e quella variabile (più bassa) è tra i 35 euro per il ventennale e i 60 euro per il trentennale.

Le ragioni della scelta

Ma perché c'è questo rinnovato appeal per la rata variabile? La spiegazione più logica va ricercata nell'andamento dei tassi di interesse. L'Euribor - che è il riferimento per la maggior parte dei mutui a tasso variabile - è fermo sotto zero da diverso tempo  (da oltre 1.000 giorni tanto l’Euribor a 1 mese quanto il 3 mesi sono rispettivamente a -0,37% e a -0,33%). Inoltre non c'è una concreta prospettiva di rialzo imminente. Tanto a gennaio quanto a marzo infatti, la Banca centrale europea ha fatto capire che nell’anno in corso non ci sarebbe stato alcun rialzo. Dal momento che le aspettative sui tassi sono il primo fattore che induce a optare per il mututo a tasso fisso oppure quello variabile, è chiaro che quando i tempi di un rialzo si allungano si tende a crescere la platea del variabile, benché teoricamente più rischioso.
Oggi il miglior mutuo a tasso variabile costa intorno allo 0,6% mentre i fissi più competitivi oscillano intorno all’1,6%.

Mutui ibridi e surroghe

C'è poi un discorso da fare a parte riguardo alle forme ibride di mutuo, oppure quelli a rata costante o i varabili con il CAP. Questi tipi di finanziamento sono praticamente scomparsi visto che il gap tra l'una e l'altra tipologia pura di mutuo è ridottissimo, cosa che di fatto rende meno appetibile una forma di finanziamento che si collochi addirittura a metà strada. Va infine aggiunto che le surroghe, ovvero il trasferimento del mutuo residuo ad altro istituto che pratica condizioni migliori, sono in frenata. Chi poteva aprrofittarne infatti, lo ha fatto senza indugi.

Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog