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Napoli, il mercato di gennaio è una maledizione: 77 milioni in 6 anni. Tutti i flop!

Creato il 27 dicembre 2017 da Vesuviolive

Napoli, il mercato di gennaio è una maledizione: 77 milioni in 6 anni. Tutti i flop!

E’ inutile arrampicarsi sugli specchi, il mercato di Gennaio del Napoli, il cosiddetto mercato riparatore, non ha mai riparato niente, se non in rari casi.

Ma la percentuale della buona riuscita degli investimenti di inizio anno, è così inferiore a quella negativa, che statisticamente e con la calcolatrice alla mano, ne esce fuori un dato abbastanza demoralizzante per una squadra che quest’anno, ambisce con maggiore convinzione allo scudetto, cioè:

A gennaio si spende troppo e inutilmente!

Senza azzardare voli temporali esagerati, anche perchè il risultato non cambierebbe o meglio non migliorerebbe la statistica in negativo, negli ultimi sei anni il Napoli a Gennaio ha guadagnato un nonnulla negli acquisti, confermandosi il club, che più di altri, non è mai riuscito a dare un vero ed effettivo rinforzo umano di qualità alla rosa.

Insomma, per dirla in breve il mercato di Gennaio del Napoli è sempre(o quasi) stato un flop!

Soffermandoci ora nel dettaglio e con una breve full immersion, analizziamo, dal 2012 al 2017, quelli che sono stati i giocatori riparatori approdati in azzurro, e quanto siano stati poco utili o poco utilizzati.

Nel 2012, a Napoli approdava il nuovo Diego Armando Maradona Edu Vargas, giovane cileno di prospettiva, osannato come il nuovo gioiellino del calcio mondiale, pagato ben 12 milioni. In un anno in azzurro sigla solo tre reti e si rivela un “tutto fumo e niente arrosto”.

Nel 2013, con una spesa complessiva di 7 milioni, il Napoli apre le porte di casa ad Armero, Radosevic, Rolando e Calaiò. Unico degno di nota è proprio Calaiò, non per il contributo della stagione analizzata, ma perchè fu uno di quegli eroi, che portarono il Napoli, dalla C1, in Serie A. Quando ritornò nel 2013, con sole 9 presenze, non riuscì a contribuire alla crescita della squadra, e in questo caso, possiamo dire che “la minestra riscaldata…non è mai buona”

Nel 2014, qualcosa di buono arriva. Con una spesa complessiva intorno ai 14 milioni, senza considerare i 5 milioni spesi tra Andujar e Henrique, giocatori passati in pieno anonimato nella storia azzurra, arrivano a Napoli Jorginho e Ghoulam, calciatori che con una crescita progressiva e in prospettiva, ad oggi sono considerati due pedine essenziali non solo per il gioco di Sarri ma soprattutto due giocatori tecnicamente invidiabili e corteggiati da tanti club.

Nel 2015, è il Gennaio di Gabbiadini, Strinic e Uvini. Tre giocatori, che nelle singolarità non erano e non sono al di sotto della sufficienza, ma in quel Napoli, sono stati inutilizzati e troppo spesso snobbati. Più di tutti, Gabbiadini, gestito malissimo, spesso mortificato e troppe volte messo in discussione, che solo quando decise di andare via dal Napoli è riuscito a esternare le sue vere doti di attaccante.

Nel 2016, invece arrivano Grassi e Regini, con una spesa di 9 milioni. Decisamente non pervenuti

Nel 2017, è la volta di Leandrinho, attualmente nella Primavera del Napoli, costato solo mezzo milione, e Pavoletti, pagato 13 milioni al Genoa. Ma anche in questo caso, il Pavoletti del Genoa, con si conferma il Pavoloso nel Napoli. E anche in questo caso, non c’è eccezione che confermi la regola.

Tra pochi giorni, si darà inizio, di nuovo, al mercato di Gennaio, con un Inglese, già acquistato, che con molte probabilità si trasferirà in azzurro, e tanti nomi allettanti che stuzzicano le fantasie calcistiche dei tifosi.

Ma la verità è che quest’anno non si scherza, perchè in palio c’è uno scudetto. Quindi quest’anno niente errori.

Si compra si, ma lo si deve fare bene!


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