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Napoli: novanta…quattro anni di Storia

Da Antonio

Il 1 agosto 1926 non è l’anno di fondazione del Napoli. Ma solo l’anno in cui la società cambiò denominazione.

Il Napoli, infatti, era già nato nell’agosto del 1922, quando si realizzò la fusione tra il Naples Foot-Ball Club e l’U.S. Internazionale Napoli e si costituì l’Internaples Foot-Ball Club, che elesse come presidente Emilio Reale (presidente anche della vecchia U.S. Internazionale).

Nel 1925, la precaria situazione finanziaria dell’Internaples convinse Emilio Reale a cedere il club al facoltoso commerciante, di origine ebraica,  Giorgio Ascarelli, più adatto a garantire sicurezza al club. Ascarelli, quindi, fu il secondo presidente della storia del club, non il primo come si racconta.

Nel 1926 I mondo del calcio fu “stravolto” dalla Carta di Viareggio che intendeva riformare in toto il campionato italiano. La carta era ispirata a principi xenofobi e fascisti che prevedevano tra le altre cose una “italianizzazione” del foot-ball a partire dall’eliminazione degli anglicismi che permeavano la cultura calcistica italiana. Nell’ambito di questa ventata di autarchia il Regime impose alle squadre di “italianizzarsi” non solo nella sostanza ma anche nelle forma, così il Milan diventò Milano, il Genoa si trasformò in Genova 1893, l’Internazionale club dal nome troppo “sovversivo” fu costretta a fondersi con l’U.S. Milanese dando così vita all’Ambosiana-Inter e lo stesso Internaples divenne semplicemente Napoli.

Il primo giorno di Agosto del 1926, al ristorante D’Angelo, sulla collina del Vomero, l’assemblea dei soci formalizzò semplicemente un cambio di nome di una società che era stata fondata nel 1922: da Internaples Foot-Ball Club ad Associazione Calcio Napoli.

Con la fine del regime i club che avevano cambiato denominazione ritornarono al nome che avevano prima di questo cambio forzoso, tutti tranne il Napoli che restò tale.

Quindi sono 94 e non 90 gli anni di storia del “nostro” Napoli.

Auguri...! Partenopei



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