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Napoli Velata: il nuovo film di Ferzan Ozpetek in una una città sospesa tra magia e sensualità, con Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghi

Creato il 27 dicembre 2017 da Taxi Drivers @TaxiDriversRoma
Napoli Velata: il nuovo film di Ferzan Ozpetek in una una città sospesa tra magia e sensualità, con Giovanna Mezzogiorno e Alessandro Borghiplay video

In una Napoli sospesa tra magia ed erotismo un delitto sconvolge l'esistenza di Adriana, protagonista di Napoli Velata, il nuovo film di Ferzan Ozpetek, al cinema dal 28 dicembre

comincia con l'inquadratura di una scala, in un'immagine che ruota su se stessa, fino a confondere la vista. Poi un colpo di pistola e lo sguardo di una bambina. Fin dalla prima inquadratura, Ferzan Ozpetek dona allo spettatore tutti gli elementi del suo nuovo film, ma non li svela completamente e sceglie di celarli dentro altre suggestioni, per lasciare allo spettatore il tempo di comporre da solo il suo quadro.

Una sera a una festa, Adriana (Giovanna Mezzogiorno), un medico legale, incrocia gli sguardi seducenti e provocatori di Andrea ( Alessandro Borghi), un giovane attraente e sicuro di sé. I due trascorrono la notte insieme, ma fin da subito non sembra essere solo un'avventura di una notte. Arriva presto una svolta, che diversamente da come si aspettava Adriana, cambierà per sempre la sua vita. È l'inizio di un'indagine poliziesca e psicologica che condurrà la protagonista nel cuore di Napoli e dei suoi problemi, nascosti in un passato rimasto celato per troppo tempo.

Arte, noir, erotismo e surrealismo: sono questi gli elementi che il regista sceglie per raccontare una storia a più sfumature, caratteristiche che in Napoli Velata diventano il miglior pregio e il peggior difetto. Se da una parte Ozpetek decide di mostrare tanto (la bellezza della città, rappresentata soprattutto nei suoi angoli più ricercati e meno riconoscibili), insieme ai corpi e al sesso, in un erotismo che raramente viene mostrato con una tale efficacia; dall'altra il regista lavora per sottrazione, girando un noir che non viene mai sviluppato e un'indagine psicologica che non si conclude fino alla fine. Un'indecisione che disinnesca anche la scintilla iniziale scatenata tra Adriana e Andrea, lasciando quella passione fisica e artistica solo alla prima parte del film, che, come tale, neanche gli attori riusciranno più a riprodurre.

Napoli - raccontata come una vera e propria protagonista del film - sospesa tra arte e criminalità, in una storia tra il giallo e il surrealismo, per un film che finisce col dare tantissimo allo spettatore, concretizzando, però, pochissimo. Delle sue tante promesse, solo una viene mantenuta fino alla fine, quello del racconto di una donna, Andriana, e delle diverse protagoniste che attraversano la storia; di diverse età e carattere, ma tutte ugualmente capaci di mostrare la loro superiorità e la loro vicinanza alla perfezione e all'arte. Come i suoi personaggi femminili, anche la città di Napoli è, nell'immaginario di Ozpetek, donna, e come tale mostra solo una parte di sé ai suoi amanti. Ma solo ai suoi uomini più fedeli svela la sua vera essenza: per qualcuno un'estasi eterna e inafferrabile, per altri - come recita il famoso detto - " vedi Napoli e poi muor i".

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