Natura: gli squali posseggono sette sensi, due in più dell’uomo

Creato il 16 maggio 2013 da Alessiamocci

Il lettore rimarrà stupefatto nell’apprendere che gli squali possiedono gli stessi sensi dell’uomo, più altri due a noi sconosciuti. Oltre al gusto, al tatto, all’udito, all’olfatto ed alla vista, essi sono dotati anche della capacità di percepire campi elettrici e le onde di pressione diffuse in acqua.

Un’analisi dettagliata di queste capacità tipiche degli squali, permetterà di capire in che modo essi utilizzato i loro organi di senso.
Gusto: Il senso del gusto negli squali è presente ed assicurato, nella bocca, ma anche sulla superficie della loro pelle, da papille gustative simili a quelle umane. Essi possono quindi utilizzare questo senso con il semplice contatto della superficie corporea. Gli squali riescono a distinguere i loro cibi preferiti: la bocca e la gola sono bordate di piccole papille, visibili a occhio nudo, contenenti molti ricettori del gusto.

Accettano il cibo dopo che è stato approvato da questi ricettori e rifiutano qualsiasi oggetto indesiderabile dopo averlo assaggiato. Poiché quasi tutte le specie di squali sono marine, è probabile che abbiano sviluppato un modo per misurare il calo di salinità se entrano in un estuario o in contatto con l’ acqua dolce. Forse possiedono un sistema sensoriale adatto, o forse percepiscono la caduta di salinità sulle branchie o su altri tessuti. Ad ogni modo, è assai probabile che, per fare questo, essi utilizzino anche il senso del gusto.

Tatto: Lungo il corpo degli squali sono presenti cellule sensoriali che si trovano in stretta relazione con le papille gustative e che fanno capire all’animale quando avviene un contatto fisico. Di questo campo sensoriale noi umani non abbiamo esperienza, poiché la nostra “sensibilità meccanica” è assai ridotta, e si manifesta solo con il contatto diretto. Noi non sentiamo la presenza degli oggetti intorno e raramente li percepiamo attraverso il movimento d’aria che essi compiono.

L’esempio può essere dato da ciò che si verifica quando un’auto ci passa vicino e siamo investiti dallo spostamento d’aria, che ci dà delle informazioni sulla sua vicinanza, velocità e direzione. Gli animali che vivono in acqua, invece, sono costantemente circondati da un fluido denso, che fornisce molte nozioni sull’ambiente, riuscendo a captare anche i movimenti e le vibrazioni più impercettibili. Una sorta di “tatto a distanza”, formato da un sistema di ricettori distribuiti su tutto il corpo dello squalo. Il ramo principale di questo sistema di canali è la linea laterale, che corre lungo i fianchi ed è sensibile alle più piccole vibrazioni, dando all’animale la capacità di percepire le onde di pressione dovute ai movimenti dell’acqua. Più semplicemente, qualsiasi oggetto in movimento in acqua provoca sia uno spostamento dell’acqua stessa, sia onde di compressione.

Lo spostamento delle molecole d’acqua provocato dall’oggetto in movimento viene analizzato dal sistema dei meccanorecettori e può guidare lo squalo verso la fonte del moto. Mentre nuota lo squalo “sente” la presenza e la posizione di un oggetto in movimento nelle vicinanze. Si sta ancora studiando l’ampiezza effettiva del campo entro il quale questo sistema sensoriale può operare, ma la sua estrema sensibilità suggerisce che arrivi anche ad una certa distanza dalla fonte. Oltre al “tatto a distanza” gli squali possiedono anche il senso del tatto vero e proprio, la capacità di sentire la temperatura e forse il dolore, grazie a terminazioni nervose e a corpuscoli cutanei. Tali recettori servono anche allo squalo per sentire i movimenti delle pinne e delle diverse parti del corpo, comprese le mascelle.

Udito: Gli squali non hanno orecchie esterne visibili, bensì in loro è presente un orecchio interno, con la capacità di percepire soprattutto suoni di bassa frequenza (nell’intervallo tra 20 e 300 Hz), come quelli emessi da animali feriti, e quindi potenziali prede. Vi sono in pratica tre canali semicircolari perpendicolari tra loro che servono per sentire il movimento e orientare l’animale. Zone di questo orecchio interno, dette macule, contengono cellule nervose specializzate che rispondono alle vibrazioni sonore. Sulla parte alta della testa dello squalo due minuscoli pori segnano le aperture esterne dei canali verso la superficie cutanea. Gli esperti di acustica restano stupiti dalle notevoli capacità degli squali di dirigersi su una fonte sonora assai distante. Sembra che la spiegazione possa essere data da una quarta macula, ovvero la macula neglecta, che pare possa fornire loro l’informazione istantanea direzionale sulla fonte dei suoni nel campo sonoro.

Olfatto: Le narici degli squali, ben visibili sulla parte inferiore del muso, sono costituite da due canali a fondo cieco, con al termine delle cellule olfattive che analizzano la presenza di sostanze odorose disciolte in acqua. La sensibilità olfattiva degli squali è molto sviluppata, si pensa che possano individuare 1 parte di sangue in 100 milioni di parti d’acqua. I pescatori sanno da tempo che questi pesci hanno un senso dell’odorato assai fine, infatti, quando viene utilizzata la pastura per attirare gli squali, essi possono sentirla a distanza di miglia e giungere sul posto in brevissimo tempo.

Vista: Contrariamente al pensiero popolare, la vista degli squali è molto sviluppata. La pupilla può restringersi o allargarsi in base alla quantità di luce, ed in molti squali è presente, dietro alla retina, il tapetum lucidum, una serie di placche riflettenti che amplificano la luce e permettono la vista anche di notte. In condizioni di forte illuminazione il tapetum lucidum viene oscurato, per non abbagliare la retina e provocare danni anche irreversibili. In molti squali è presente la membrana nittitante, cioè una palpebra che si chiude per proteggere l’occhio. 

Un discorso a parte, meritano le Ampolle di Lorenzini, ovvero, degli organi che prendono contatto con l’esterno attraverso piccoli e numerosi forellini, scoperti da Stefano Lorenzini alla fine del ‘600. Presenti soprattutto nella regione del capo, pieni di una sostanza gelatinosa conduttrice, in comunicazione con terminazioni nervose, tali organi di senso vengono utilizzati dallo squalo per dirigersi verso la preda negli ultimi metri durante l’attacco. In questo modo lo squalo ha la possibilità di percepire i campi elettrici generati dagli animali, quindi individuare anche prede sotto la sabbia, e probabilmente riconoscere la propria posizione rispetto al campo magnetico terrestre.

Come dicono Irene Bianchi e Marco Affronte, due dei maggiori studiosi ed esperti italiani di squali, nella loro opera Il mondo sensoriale degli squali (Parte I), “Il mondo silenzioso è tale solo per noi : per gli squali invece è un mondo ricco di informazioni, percepite attraverso almeno sei canali diversi. E solo da pochi anni noi, alieni invasori dei mari, riusciamo a intravvedere le eccezionali capacità sensoriali di questi predatori. Un tempo ritenuti solo nasi in movimento, per l’elevato sviluppo del senso dell’olfatto, oggi gli squali sono considerati piuttosto computer subacquei”.

Gli squali dunque hanno organi sensoriali ben sviluppati, e l’idea che essi siano animali primitivi con un cervello minuscolo, abbiamo visto che è stata ampiamente confutata.

Written by Cristina Biolcati


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