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NBA, passato l’ASG si accendono i riflettori sul mercato

Creato il 17 febbraio 2015 da Basketcaffe @basketcaffe

Passato l’All-Star Weekend, anche quest’anno tutt’altro che indimenticabile se non fosse stato per qualche schiacciata di LaVine e tiro di Curry e per i 41 punti segnati da Westbrook nella partita della domenica, l’NBA torna a concentrarsi sulla regular season che storicamente cambia marcia dopo la pausa per l’ASG (quest’anno più lunga del solito e che si chiuderà nella notte di giovedì, poco dopo la trade deadline) e ovviamente sul mercato. Nelle ultime ore i motori hanno iniziato a scaldarsi, così come gli smartphone dei General Manager e degli agenti, che rincorrono la sera del 19 febbraio (seguite live con noi le ultime ore per non perdere tutte le news e i rumors che ci saranno) per cercare di trovare un nuovo assetto alla propia squadra a livello tecnico o salariale o una nuova sistemazione ai propri assistiti.

Come detto si è partiti subito forte perché è di poche ore fa la notizia che Amar’e Stoudemire ha trovato l’accordo con i New York Knicks per rescindere il proprio contratto rinunciando a circa 2 milioni di dollari e di fatto trovando immediatamente l’accordo con i Dallas Mavericks (preferendoli a Clippers, Suns e Spurs), che gli hanno offerto un contratto fino alla fine della stagione al minimo salariale per un veterano. Una scelta quella di Stat che va vista come la volontà di puntare al titolo NBA in una squadra ambiziosa (che con lui aumenta ancora la pericolosità offensiva e la profondità del roster) ma anche di andare in una squadra che possa garantirgli un po’ di spazio in campo e un modo di giocare che ricorda vagamente i Suns o i primi Knicks di D’Antoni. L’accordo è stato trovato e l’ala dovrebbe già debuttare giovedì sera contro i Thunder (in diretta su Sky Sport 2) quando l’NBA riaprirà le porte.
Chi invece ha un po’ gelato Mark Cuban e i Mavs è Jermaine O’Neal che ha allontanato l’ipotesi di un suo ritorno in campo dichiarando: “Non sono pronto per tornare in NBA” dopo essersi allenato duramente per tornare dall’operazione al ginocchio effettuata in Germania. Il lungo era l’altro obiettivo dei texani che stanno cercando disperatamente un vice Chandler che possa proteggere il ferro e riempire l’area.

Come spesso è accaduto in questi ultimi anni i rumors di mercato che precedono la deadline sono tantissimi ma poi le trattative che si chiudono sono veramente poche. Quest’anno più che mai ci si aspetta tantissimi tagli (come successo con Stoudemire) più che trade e quindi tanti free agent che potranno accasarsi in squadre che puntano al titolo anche nei giorni successivi la chiusura del mercato. Uno di questi è Tayshaun Prince che i Celtics stanno cercando di piazzare per ottenere qualcosa in cambio (contratto da 7.7 mln in scadenza) ma che è molto probabile finirà per trovare l’accordo sul buyout e diventare free agent. I biancoverdi inoltre sono sulle piste di DeMarcus Cousins (difficile che i Kings lo lascino partire) e Enes Kanter (lui è scontento e vorrebbe andarsene mai Jazz vogliono una contropartita importante).
Altro caso complicato è quello dei Milwaukee Bucks e Larry Sanders: il giocatore, sospeso dall’NBA per 10 partite per aver violato il regolamento antidroga ma già prima non stava più giocando per “problemi personali”, la dirigenza dei Bucks è stufa dell’atteggiamento del lungo e sta ottenendo buoni risultati anche senza di lui, tanto che sarebbe pronta a tagliarlo, anche se i 44 milioni di dollari in 4 anni di estensione firmata lo scorso anno pesano molto sulla scelta. Dovesse diventare free agent e dimostrare di essere a posto mentalmente, Sanders potrebbe avere la fila di squadre di alto livello a fargli la corte.

Capitolo giocatori “on trade block”: il nome più caldo un po’ a sorpresa è quello di Goran Dragic che i Phoenix Suns sarebbero pronti a cedere per non rischiare di perderlo da free agent in estate; la dirigenza preferirebbe cedere Isaiah Thomas e nelle prossime ore si incontrerà con l’agente del play sloveno per capire il margine di trattativa sulla firma del nuovo contratto. Non dovesse esserci un accordo le telefonate inizeranno ad arrivare, soprattutto da Houston Rockets e Los Angeles Lakers che sembrano le più interessate. Altro nome caldo è quello di Terrence Ross che ha perso minuti nelle rotazioni di coach Casey ai Toronto Raptors iniziando a uscire dalla panchina da metà gennaio. Il GM Ujiri ascolta tutte le offerte che gli arrivano, con un occhio di riguardo a Pacers e Nets che hanno due obiettivi della franchigia canadese ovvero David West e Kevin Garnett, veterani a fine carriera da sfruttare per la corsa nei prossimi playoff.

Situazione differente per Brook Lopez che i Nets stanno cercando di cedere ormai da vari mesi: sfumata la prima trattativa con i Thunder la franchigia di Brooklyn sta cercando di intavolare altri accordi ma il suo stipendio (15.7 mln quest’anno e 16.7 il prossimo) non piace a molti e non è facile da assorbire in una trade. Ci si attende comunque un secondo tentativo di OKC che sta cercando di liberarsi di Perkins e Jackson per cercare di rinforzarsi per cercare la rincorsa all’ottavo posto a Ovest.
Infine situazione Denver Nuggets: un’altra stagione difficilissima e che molto probabilmente in estate costerà il posto a Brian Shaw e che mette a rischio anche la posizione del GM Connelly; per questo si sta cercando di fare qualcosa a livello di trade per cercare di preparare un terreno migliore per la prossima stagione sia a livello tecnico sia salariale. Dai rumors sembra che l’unico giocatore incedibile sia Kenneth Faried (che ha firmato da poco un’estensione di contratto importante) mentre sugli altri c’è interesse da parte di molte squadre: su Lawson ci sono i soliti Boston Celtics, su Arron Afflalo l’interesse è alto soprattutto da parte di Thunder, Kings, Bulls e Clippers, mentre su Wilson Chandler ci sarebbero i Portland Trail Blazers alla ricerca di un giocatore di livello per aumentare le rotazioni in ala vista la situazione fisica complicata di Batum.

 

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