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NECESSITA’ DELLA METAFISICA, in U. Spirito, “Giovanni Gentile”: L’eredità dell’attualismo, p. 207-208

Creato il 10 settembre 2019 da Paolo Ferrario @PFerrario

L'antimetafisica di moda, l'antimetafisica di cui si compiacciono le cosiddette scienze analitiche, nelle loro varie denominazioni, è quanto di più puerile, di più grossolano, di più inconsapevole, di più stupidamente metafisico si possa immaginare. Esse sono tutte al di qua e non al di là del problema e perciò lo lasciano affatto insoluto.
[...]
Il problema non si può eliminare e neppure ignorare, e, se si cerca di eliminarlo, ingenuamente e velleitariamente, con semplici parole, esso non solo rimane in piedi, ma vanifica tutti i tentativi speculativi che ne prescindono. Occorre convincersi che non può avere senso rifiutare ciò che della metafisica costituisce il principio essenziale: il principio dell'unità, del tutto, dell'assoluto. Gli analisti di oggi si affannano a dire ch'essi non si occupano di questi concetti astratti, anzi che non si occupano neppure della verità, bensì delle verità. Poi aggiungono che anche le verità sono propriamente fuori della loro ricerca, perché verità è termine equivoco, ed essi preferiscono parlare di validità, di verificabilità. Così essi si illudono di minimizzare ed addirittura di far scomparire il problema, e non si accorgono che il problema non può finire, perché non è solo della metafisica nel senso tradizionale, ma anche della scienza concepita come scienza particolare. Che significato, infatti, potrebbe mai avere la parte senza che in essa fosse implicito il concetto di unità e di tutto? Che significato potrebbe avere il relativo, il sistema delle relazioni, senza il concetto di assoluto?

Chi ragiona in questa maniera non si è dato mai la briga, evidentemente, di leggere Kant o Hegel o Gentile.

U. Spirito, "Giovanni Gentile": L'eredità dell'attualismo, p. 207-208

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