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Nel giardino delle scrittrici nude (P. Pallavicini)

Creato il 28 marzo 2019 da Stefania
Un'accelerazione dalla metà del libro in avanti con un finale che mi ha dato il batticuore: proprio non me l'aspettavo dal libro Nel giardino delle scrittrici nude!Lo ammetto: nella prima parte del libro ho fatto fatica a leggere in modo spedito come avrei voluto perchè ho avuto l'impressione che la storia non ingranasse.
Mi sono trovata davanti periodi lunghissimi, che sembravano non finire mai e che, lo ammetto, mi stavano scoraggiando!
Nel giardino delle scrittrici nude (P. Pallavicini)Poi, però, l'accelerazione e la decisiva svolta. Ora posso dirlo: con la storia di Sara Brivio e degli strampalati personaggi che le gravitano a torno mi sono divertita ma ho anche sofferto, mi sono innervosita ed arrabbiata.Il libro mi è piaciuto ed ha colpito nel segno con la sua originalità.Stile particolare, ironico, a tratti irriverente, l'autore è stato capace di catturarmi nel momento in cui stavo per perdere le speranze. 
Sara è una donna non più giovane che si è ritrovata improvvisamente ricca dopo essere stata nominata erede del patrimonio di un padre che chiama, in modo molto emblematico, mio padre escrementizio. Chiaro, no, quale possa essere stato il rapporto con suo padre!!
Eppure, il suo immenso patrimonio - e quando dico immenso intendo immenso - è andato a lei che, da una vita non certo agiata quando faceva fatica a tirare avanti, si è trovata a navigare letteralmente nell'oro e a staccare assegni con molti zeri senza troppa fatica.Sara è una scrittrice che ha un passato da raccontare ed un presente fatto di tutto ciò di cui ha voglia, quando ne ha voglia, come ne ha voglia. E' una donna che si gode la vita ma che, a ben guardare, è profondamente sola.Vive con due amiche con le quali condivide, oltre al sole integrale preso nel giardino di casa, anche una particolare esperienza: per il secondo anno ha indetto un premio letterario che porta il suo nome - o meglio il suo cognome - e che si svolge in modo alquanto discutibile anche se nessuno lo sa. E' un premio messo in piedi per portare qualcuno alla gloria ma anche per punire qualcun altro in modo del tutto discrezionale.Il tutto, ovviamente, sotto la parvenza di un premio serio, dove ci sono lettori che votano e scelgono il migliore. 
Questo il filone principale di una storia che, però, riserva delle sorprese.
Perchè Sara non è affatto quella donna poco interessante che sembra essere nella prima parte del libro: all'inizio non mi è sembrata proprio una protagonista empatica, capace di creare un certo feeling con il lettore ma mi sono ricreduta strada facendo.
Ho scoperto una Sara fragile, che si rende conto che con i soldi non può comprare quell'affetto e quel calore che le mancano, una donna che porta sulle spalle il peso di un passato che l'ha profondamente segnata e di un presente che non aveva esattamente immaginato in questo modo. Pian piano la protagoniesta si svela e se, da una parte, l'autore racconta come va avanti l'organizzazione del premio, dall'altra mette insieme parecchie tessere di un particolare mosaico che ha proprio Sara per protagonista.
Sul fronte del premio devo dire che Pallavicini descrive ambienti che ben conosce, non ci pensa due volte a scoprire qualche altarino e descrivere un quadro non troppo esaltante.A ciò aggiunge la storia personale di Sara che, secondo il mio parere, è narrata con garbo anche quando alcune situazioni avrebbero potuto essere rese in modo molto più forte di quanto non sia effettivamente avvenuto.Lo stile di Pallavicini è particolare, le descrizioni efficaci. Scrive in modo incisivo e la caratterizzazione dei suoi personaggi mi è piaciuta.
Viene raccontata l'amicizia nella sua accezione più ampia, quella che porta a perdonare, a sostenere, a comprendere anche quando i fatti farebbero propendere per altro.Viene raccontato un rapporto familiare difficile, un rapporto tra madre e figlia che appare irrecuperabile ma rispetto al quale la porta non è del tutto chiusa.
E si apre un discorso in merito all'organizzazioni dei premi letterari rispetto al quale trovo che l'autore sia stato coraggioso nella scelta di parlare di un mondo di cui fa parte in quanto scrittore. Senza dubbio coraggioso. Perchè se è vero, come dice Sara, che gli scrittori traggono dalla propria vita le esperienze di cui parlano nei propri libri, c'è da pensare che anche l'autore lo abbia fatto... Seguendo la logica di Sara sono portata a pensare ciò.
Il mio personaggio preferito? La Gianna, la cuoca che mi ha subito trasmesso simpatia e che riesce a dimostrare di sapere il fatto suo anche senza padelle o piatti in mano. Somiglia molto a qualcuno che conosco e il suo modo di prendersi cura di Sara e delle due sue amiche - Fanny ed Elena - mi ha anche fatto sorridere proprio pensando a questa somiglianza.
Ma mi è piaciuta anche la figlia di Sara: da un ruolo di secondo piano, quasi una figura a margine, emerge con forza e lascio ai curiosi scoprire perchè.
In conclusione, un libro che mi ha saputa stupire e che è andato oltre ogni mia iniziale aspettativa.
Con questa lettura partecipo alla Challenge Dalle tre Ciambelle in quanto libro suggerito.
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Il giardino delle scrittrici nude
Piersandro Pallavicini
Feltrinelli Editore
240 pagine
16.00 euro

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