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Niente è insopportabile all’uomo quanto di essere in un completo riposo

Creato il 11 aprile 2020 da Andreapomella

E sempre da Pascal: "Niente è insopportabile all'uomo quanto di essere in un completo riposo, senza passioni, senza faccende, senza divertimento, senza un'occupazione. Avverte allora il proprio nulla, il proprio abbandono, la propria insufficienza, la propria dipendenza, il proprio vuoto. Subito saliranno dal profondo dell'animo suo la noia, l'umor nero, la tristezza, il cruccio il dispetto, la disperazione". E più avanti la famosa affermazione che "l'infelicità degli uomini deriva da una sola causa, dal non sapere starsene in pace, in una camera". Da ciò si deduce che l'uomo, nella sua assoluta essenza e nudità, è infelice, e che tutte le occupazioni, le agitazioni, i dimenamenti, le ansie del fare, sono semplici distrazioni dall'infelicità, e quindi un uomo felice è solo un uomo molto impegnato, o solo un uomo in perpetuo movimento, o solo un uomo con molte camere a disposizione. Ma la vita dell'uomo nel suo compiersi ora per ora è piena di noia, la non-noia è un'eccezione in quella stessa vita. "Da ciò deriva che il piacere della solitudine sia una cosa incomprensibile", dice ancora Pascal. Perciò chi invece generalmente gode della solitudine è un individuo che ha scoperto una camera segreta, è un infelice felice, uno che trova nell'infelicità di natura una possibile e dolorosa felicità, ed è per questo che spesso è considerato dagli altri individui un alienato. Quaranta giorni dopo non mi manca niente, questo significa che per il mondo mi sono di nuovo ammalato.


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