"Niente foto: non possiamo rischiare di essere copirati!"
Nella Galleria milanese di via Monte di Pietà 1/A, dove attualmente è in corso la mostra "Il tridimensionalismo di Massimo Meda", personale del pittore-pianista, che è anche diplomato al Conservatorio "Giuseppe Verdi" (e ha svolto per qualche anno attività concertistica con repertorio romantico), l'ossessione dell'essere imitati da scaltri colleghi privi di idee è enorme.
Nella brochure si legge ancora: "... continuando a sperimentare, anche con la chimica, mette a punto un colore unico, di qualità superiore, che reagisce alla luce del sole svelando una luminescenza e un'intensità cromatica senza pari. Di notte la reazione avviene con la luce agli ultravioletti, creando un'atmosfera ed una visione ancora più viva ed entusiasmante". Ma non è nemmeno questa la chiave dell'originalità di Meda.
Ma il prof. Massimo Meda certo non penserà di aver scoperto l'America, basti pensare ai molteplici esempi di "tridimensionalismo" dell'arte romana e in quella tardo-romana, come questo superbo esempio espresso nella Colonna Antonina.
La tecnica del Meda viene definita "modernissima" e "inimitabile" nel cataloghino in Galleria. E anche se la mostra rimane assai gradevole a guardarsi, la fobia del pittore-pianista (che forse sarebbe più corretto chiamare pianista-pittore) sembra piuttosto quella di non essere particolarmente originali.
Piccola chicca senza arzigogoli dal pittore triestino autodidatta Livio Mozina, questo "Girasoli, Gatto e Ape".