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Niente può fermarci

Creato il 18 agosto 2019 da Lumiere @LumiereFratelli

Niente può fermarci

Niente può fermarci – Italia 2013 – di Luigi Cecinelli

Commedia –  91′

Scritto da Gabriella Massimi (fonte immagine: imdb.com)

Quattro ragazzi, un’auto rubata, un viaggio unico, che li porte a vivere un’esperienza irripetibile. Il narcolettico Mattia, l’ossessivo compulsivo Leonardo, l’internet-dipendente Augusto e Guglielmo, affetto da sindrome della Tourette, si incontrano a Villa Angelika, dove hanno deciso di ricoverarsi per curare i loro disturbi. Ma l’estate è lunga e si prospetta noiosa, così i quattro decidono di lasciarsi tutto alle spalle, rubare la macchina del direttore e partire alla volta di Ibiza. Il loro viaggio li porte a vedere posti nuovi, a conoscere Regina, una ragazza in fuga da una storia d’amore finita male, a superare i propri limiti e scoprire nuove sensazioni. I genitori, sulle loro tracce, all’inizio molto preoccupati, si renderanno ben presto conto di quanto invece siano orgogliosi dei loro figli, unici nelle loro “stranezze”.

Niente può fermarci, questo​il tito​lo​del secon​do​film di Luigi Cecinelli, che nel 2006 aveva esordi​to​ nel mondo del lungo​me​trag​gio​ con Visions.

Qualcu​no​ avrebbe​ dovu​to​ fermar​lo​.

Per i primi 15 minu​ti,​ carat​te​riz​za​ti​ anche da un diver​ten​te​ e origi​na​le​ effetto​ grafi​co​ che presen​ta​ i prota​go​ni​sti,​ il film convin​ce​ anco​ra,​ dopo​di​ché​ comin​cia​ una ripi​da​ e inarre​sta​bi​le​ disce​sa​.

Un film che vuole guardare oltre le diversi, -ci dice il regi​sta​- e far capire che la persona che si ha davanti, che sia un figlio o un perfetto sconosciuto, è sempre e comunque in grado di stupirti “. Inten​to​ nobi​le,​ ma che neces​si​ta​ di una sceneg​gia​tu​ra​ e di un cast netta​men​te​ supe​rio​ri​ rispet​to​ a quelli​ propo​sti​.

Si posso​no​ identi​fi​ca​re​ due gruppi​ umani all’in​ter​no​ del film: da una parte i 4 ragaz​zi,​ Leonar​do​ (ipocon​dria​co​ e osses​si​vo​ compul​si​vo),​ Gugliel​mo​ (affet​to​ da sindro​me​ de la Touret​te),​ Mattia​ (narco​let​ti​co)​ e Augu​sto​ (inter​net-dipen​den​te);​ dall’al​tra​ i 4 geni​to​ri​.

In entram​bi​ i gruppi​ spicca,​ princi​pal​men​te​ per le capa​ci​tà​ atto​ria​li,​ ma anche per la sceneg​gia​tu​ra,​ un solo atto​re/per​so​nag​gio:​ Vincenzo Alfieri (Gugliel​mo),​ l’uni​co​ a regge​re​ il confron​to​ con la sua malat​tia​ senza scivo​lare​ nel ridi​co​lo;​ Paolo Calabresi (Alce​ste,​ padre di Mattia),​ che ricor​da​ molto nel modo di fare, ma anche forse in quello​ di vesti​re,​ lo scorbu​ti​co​ elettri​ci​sta​ che aveva inter​pre​ta​to​ nella serie Boris.

Per quanto​ riguar​da​ i restan​ti​ atto​ri​ c’è ben poco da dire, nono​stan​te,​ soprattut​to​ tra le fila dei geni​to​ri,​ incon​tria​mo​ famo​si​ arti​sti​ come Massimo Ghini.

E’ sicu​ra​men​te​ un pecca​to​ veder scade​re​ un atto​re​ come Vittorio Emanuele Propizio (Augu​sto),​ promet​ten​te​ in Genitori e figli agitare bene prima dell’uso.

Non molto inve​ce​ si può dire a propo​si​to​ di Guglielmo Amendola (Mattia), affac​cia​to​si​ “per caso” al mondo del cine​ma​ proprio​ in questa​ occa​sio​ne.

Infi​ne​ Federico Costantini (Leonar​do),un​ fasci​no​so​ e musco​lo​so​ Big Jim, ma vuoto e inespres​si​vo​.

Curio​so​ il compor​ta​men​to​ dei geni​to​ri,​ che inve​ce​ di preoc​cu​par​si​ dei loro figli e delle loro gravi e distur​ban​ti​ pato​lo​gie,​ colgo​no​ l’occa​sio​ne​ della fuga per anda​re​ a sgavaz​za​re​ a fianco​ dei ragaz​zi,​ renden​do​si​ ridi​co​li​ nei panni di irri​tan​ti,​ quanto​ preve​di​bi​li,​ giova​ni​li​ geni​to​ri​.

Ma che bravi questi​ giova​ni​ che, “grave​men​te​ mala​ti”,​ scappa​no​ da una clinica,​ ruba​no​ una macchi​na​ e si lancia​no​ nella movi​da​ di Ibiza, isola di diverti​men​to,​ gioia, amici​zia​ e tanto amore.

Ecco, amore, ciò che vera​men​te​ desi​de​ra​no​ dalla vita. Amore, ossia perde​re la vergi​ni​tà​ con la prima che capi​ta​ e tutti contem​po​ra​nea​men​te​ la stessa sera.

Guarda​ un po’!

Tutte le ragaz​ze​ incon​tra​te​ duran​te​ il viaggio​ sono belle e affa​sci​nan​ti,​ ma soprat​tut​to,​ ed è questa​ la cosa più impor​tan​te,​ assai dispo​ni​bi​li​ a passa​re​ fuga​ci​ ma gioio​se​ notti di passio​ne​.

Nemme​no​ tra Regi​na​ e Leonar​do​ si riesce​ a perce​pi​re​ l’amo​re​. Maria Chiara Augenti, più che la giova​ne​ e scate​na​ta​ auto​stop​pi​sta​ raccat​ta​ta​ per strada,​ sembra​ la zia dei 4 ragaz​zi,​ feli​ci​ poi di scarroz​zar​se​la​ dietro​ per tutto il tempo.

Inevi​ta​bi​le​ infi​ne​ in un film del gene​re​ l’atto​re​ famo​so​ e stranie​ro,​ perfet​to​ come specchiet​to​ per le allo​do​le:​ Gerard Depardieu. La sua “straordi​na​ria” parte​ci​pa​zio​ne,​ ovvia​men​te​ mini​ma​ e rele​ga​ta​ a poche scene non si può certo criti​ca​re​ nega​ti​va​men​te,​ anche perchè​ inse​ri​ta​ in una bellis​si​ma​ campa​gna​ france​se,​ unica loca​tion​ degna di nota.

Così come si pote​va​ apprez​za​re​ il prolo​go,​ non altret​tan​to​ si può fare per l’epi​lo​go​. Il fina​le​ non porta nessu​na​ mora​le,​ nessu​na​ lezio​ne,​ cosa che ci si aspette​reb​be​ da un film del gene​re​. Unico inse​gna​men​to​ sembra​ esse​re​ quello​ di lanciar​si​ tutti insie​me​ nell’ac​qua,​ ossia nella vita; che sia buttar​si​ da una scoglie​ra​ a Ibiza, o in una pisci​na,​ non impor​ta,​ basta buttar​si!​ Il risulta​to?​ Un vero e proprio​ buco nell’ac​qua​.


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