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Niki Lauda aveva la sua barzelletta

Da Hombre @LaLineadHombre
Niki Lauda aveva la sua barzellettaE faceva anche di molto ridere.
Di notte un coniglio e un serpente corrono nel bosco e finisce che sbattono l'uno contro l'altro. Il serpente dice: "Chi sei?" Il coniglio risponde: "Indovina..." Il serpente allunga la lingua e dice: "Orecchie grandi e pelose, denti sporgenti...sei un coniglio!"
Il coniglio risponde: "Bravo! Adesso vediamo chi sei tu!", allunga le zampe e dice: "Dunque...pelle squamosa, senza orecchie, tu venivi come una sassata... tu sei Niki Lauda!".
Mi posso permettere di riportarla perché io Niki l'ho amato proprio.
Negli anni infami della mia adolescenza quando le ragazze mi terrorizzavano (non sono cambiato molto sotto quest'aspetto) e il mio secondo sfogo favorito era lo sport in tivù il mio io politeista aveva non uno ma bensì quattro idoli.
Di Gigi Riva abbiamo ampiamente disquisito sulla Linea, gli altri tre erano Thoeni, Panatta e giustappunto Lauda.
E sulle mie scarpe da ginnastica supertarocche in tela ci avevo fregiato a biro le loro iniziali: LPRT.
Se ne va Niki, ma io voglio cogliere l'occasione di mandare un pensiero ad Arturo Merzario, uno che di coraggio ne aveva da vendere, uno che ha osato correre su una Formula 1 sponsorizzata da un'impresa di pompe funebri (ma non ora, allora quando i morti tra i piloti erano un paio a stagione) e soprattutto, l'ardire di buttarsi nel rogo del Nurburgring e tirare fuori Niki Lauda, o ciò che ne restava.

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