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Nile // Hate Eternal // Vitriol // Omophagia @Slaughter Club, Paderno Dugnano (MI), 19.09.2019

Creato il 21 settembre 2019 da Cicciorusso

Nile // Hate Eternal // Vitriol // Omophagia @Slaughter Club, Paderno Dugnano (MI), 19.09.2019

Nonostante io abbia saltato la cena per arrivare il prima possibile, purtroppo mi ritrovo allo Slaughter Club che gli OMOPHAGIA hanno già finito la loro esibizione. È un peccato perché la band sembrava interessante, e viene dal Brasile, quasi un marchio di fabbrica per piccoli gruppi death metal di culto. Le prime note che sento sono quindi quelle degli americani VITRIOL mentre prendo un hamburger allo stand/griglia fuori dal locale.

Non avevo mai sentito il gruppo, che solo quest’anno ha pubblicato il suo primo LP. Tuttavia apprendo dal web che la formazione era già attiva con un altro nome sin dal 2005, e lo si nota sul palco, dall’esperienza e dalla pulizia con cui eseguono i loro brani. A quanto pare quando si chiamavano Those Who Lie Beneath erano dediti ad un deathcore melodico; quello che si può ascoltare stasera è invece un death metal molto tecnico e corposo. E per fortuna che hanno cambiato genere perché dopo il concerto dei Destrage, per quanto a suo modo gratificante, non andrò ad altri concerti di generi che finiscono in -core per molto tempo ancora.

Sebbene più famosi e blasonati, mi hanno fatto un’impressione peggiore i loro connazionali Hate Eternal. Ammetto di non averli mai seguiti troppo assiduamente, ma le canzoni degli ultimi album, col loro stile epico e marziale, avevano quantomeno un grande potenziale live. Il vero problema è che, esibendosi sempre come trio, si percepisce la mancanza delle chitarre aggiuntive registrate in studio. Questo soprattutto durante gli assoli, che sono assolutamente ben eseguiti, particolari e originali, ma che risultano sempre un po’ vuoti poiché come base rimangono solo basso e batteria (e l’unico gruppo che mi viene in mente dove questa cosa funzionava per davvero erano i Pantera). Se assumessero qualche turnista per i loro tour sarebbe sicuramente meglio.

Arriva infine il turno dei Nile, uno dei gruppi se non addirittura il gruppo metal estremo più famoso. Purtroppo credo concordiamo tutti sul fatto che la qualità dei loro lavori è calata drasticamente con le ultime uscite, almeno da Those Whom the Gods Detest. Forse sarà anche per questo che lo Slaughter non sembra riempirsi più di tanto rispetto agli Hate Eternal. La loro scaletta comprende canzoni estratte bene o male da tutti i periodi della loro carriera, dagli esordi di Amongst the Catacombs of Nephren-Ka, all’ultimo What Should Not Be Unearthed. Suonano pure tre nuove canzoni che verranno pubblicate col nuovo album, Vile Nilotic Rites – di queste però se ne salverà forse mezza. Nel complesso è stata comunque una bella esibizione, dove i Nile hanno dimostrato di essere ancora in forma e di poter suonare ad oggi tutte le canzoni del loro repertorio (cosa non scontata in certi generi dopo venticinque anni di carriera). Peccato che ormai la loro vena creativa sembra definitivamente e irrimediabilmente esaurita. (Edoardo Giardina)


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