Magazine Cultura

Nnedi Okorafor: Binti

Creato il 13 dicembre 2019 da Martinaframmartino

Nnedi Okorafor: BintiNnedi Okorafor è una scrittrice di colore. Non dovrebbe essere importante e invece lo è. Non dovrebbe essere importante perché il talento, l'intelligenza, l'impegno in ciò che si fa, non sono legati a una specifica etnia ma appartengono alla singola persona. Lo è perché se anche le discriminazioni nei confronti delle persone di colore non sono del tutto scomparse la situazione è migliorata, e molti di loro possono dedicarsi a lavori intellettualmente appaganti. E, al di là di ogni altra considerazione, questa è una ricchezza per tutti.

Per tantissimo tempo ho letto fantasy e fantascienza scritta quasi solo da autori bianchi appartenenti al mondo anglofono, con qualche sporadico italiano infiltrato e qualche ancor più sporadico autore proveniente da un'altra cultura, comunque europea. Non è stata una scelta consapevole, se in genere so in anticipo se leggerò un libro scritto da un uomo o da una donna - anche se a volte il sesso delle autrici è mascherato dietro a uno pseudonimo o a un'anonima sigla - non faccio ricerche sull'autore per capire chi sia prima di leggere un suo libro. Una volta non sapevo dove farle, mi limitavo a prendere quel che trovavo in biblioteca o, più sporadicamente, in libreria, ora ho una conoscenza maggiore, spesso so in anticipo chi sia l'autore, ma a guidare le mie scelte è il libro, non chi lo ha scritto (tranne nei casi in cui ho già apprezzato l'autore).

Gli autori e le autrici di colore stanno aumentando, e lo sto sentendo anche nelle mie letture. Con Binti, come già mi era successo con un libro di cui prima o poi dovrò parlare, Figli di sangue e di ossa di Tomi Adeyemi - ho sentito il background dell'autrice. Che Okorafor sia di colore è percepibile da ogni singola pagina, ed è qualcosa che arricchisce la lettura ampliando i nostri orizzonti. La cultura non è solo quella occidentale, anglofona, ma è anche quella degli afroamericani, o di persone provenienti da altre parti del mondo, e vedere le cose con i loro occhi aiuta noi a crescere.

Il volume italiano, Binti, contiene i tre racconti lunghi e il racconto breve aventi la medesima protagonista scritti da Okorafor. Al momento ho letto solo il primo, dall'omonimo titolo. Binti proviene da una cultura tribale, per quanto possa essere tribale un popolo che vive in un universo in cui sono possibili i viaggi interstellari. Il suo popolo ha usi propri, è un po' appartato rispetto ad altre razze per le quali la tecnologia è una parte importante della propria vita, ma non sono ignoranti, semplicemente seguono il loro percorso curandosi poco degli altri. Binti è diversa non perché non ami il suo popolo o non condivida i suoi usi, ma perché è un genio della matematica e vuole poter sfruttare questo suo enorme talento. Per questo si allontana dalla famiglia, sapendo che loro non apprezzeranno il suo gesto, per inseguire i suoi sogni.

Il racconto è ambientato nel periodo del viaggio fra il pianeta natale di Binti e l'Università dove intende studiare. A metà viaggio l'astronave viene attaccata da una razza aliena. Gli avvenimenti sono pochi e il ritmo è lento. Quello che domina è l'introspezione, con Binti che deve venire a patti con la lacerazione di aver lasciato la sua famiglia e che deve capire come sopravvivere alla pericolosa situazione in cui si è trovata. Il discorso introspettivo mi è piaciuto molto, le sue relazioni con gli alieni molto meno. Il fatto che Binti e gli alieni siano così diversi, che fra loro ci sia incomunicabilità, almeno all'inizio, è interessante e ci aiuta a riflettere meglio sui nostri condizionamenti culturali, a interrogarci su cose che diamo per scontate. Però onestamente il modo in cui ne viene fuori mi ha lasciata molto perplessa, non sono convinta che l'autrice abbia sviluppato bene l'evolversi degli eventi.

Per il momento il mio apprezzamento è limitato: ottime potenzialità, sviluppo così così.

Questa voce è stata pubblicata in impressioni di lettura e contrassegnata con Nnedi Okorafor. Contrassegna il permalink.


Ritornare alla prima pagina di Logo Paperblog

Magazines