Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, ha detto no alla candidatura di Roma per le Olimpiadi del 2013. Quel no ha un significato politico importante e più vasto. Significa allontanarsi dall’idea berlusconiana che solo le grandi opere possono portare sviluppo. Idea che in Valle è condivisa dal nostro Rollandin. Quante grandi opere in Italia sono state realizzate senza scopo non fosse quello di compiacere a questo o a quell’ impresario? Abbandonate, mai utilizzate, distrutte dall’incuria… e in Valle d’Aosta? Gli esempi non mancano, l’ultimo quella scelleratezza dell’aeroporto commerciale. Cambiare visuale, incominciare a investire altrove, sul territorio, sulla manutenzione dell’esistente, sui servizi diffusi, sulla maggiore attenzione alle risorse e sul contenimento massimo dello spreco, tutto questo sembra voler dire quel no. Rollandin non ama Monti, aveva molte più affinità con Berlusconi, continuerà a proseguire per la sua strada in opere inutili e dispendiose, speriamo che Roma lo fermi.