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Noi due ai confini del mondo

Creato il 13 marzo 2019 da Hayls
Noi due ai confini del mondo Titolo: Noi due ai confini del mondo Autore: Morgan Matson Editore: Newton Compton Collana: Gli Insuperabili Anno: Pagine: 416 Prezzo: 5,90

Trama: Amy Curry pensa che la sua vita sia uno schifo. Suo padre è recentemente scomparso in un incidente d’auto e sua madre ha deciso di trasferirsi dalla California al Connecticut, proprio durante il suo ultimo anno di scuola. Il viaggio in macchina per raggiungere la costa opposta degli Stati Uniti è lunghissimo, e con lei ci sarà Roger, figlio di un’amica della madre, che Amy non vede da quando erano bambini. Perciò, quando se lo trova di fronte, Amy ha uno strano sussulto, che però è brava a nascondere. La verità è che non è esattamente entusiasta all’idea di attraversare il Paese con qualcuno che non conosce, ma la strada è infinita e bisogna darsi il cambio alla guida. Il tragitto scrupolosamente programmato da sua madre viene però completamente stravolto, via via che l’iniziale diffidenza tra i due diventa simpatia, e il viaggio si trasforma, ora dopo ora, in qualcosa di diverso, molto speciale e più profondo… Noi due ai confini del mondo è un grande successo internazionale, un viaggio romantico e indimenticabile che vorresti non finisse mai. Recensione: Terzo libro che leggo della Matson, e da cui quindi mi aspettavo non dico grandi cose, ma in linea con gli altri due romanzi, senza dubbio qualcosa di carino e divertente. In realtà sono rimasta un po' delusa dalla storia, o meglio, la prima metà del libro mi è anche piaciuta e l'ho letta piuttosto in fretta, ma ad un certo punto ha iniziato a non dirmi niente e, anzi ad annoiarmi. Ma di cosa parla Noi due ai confini del mondo? Racconta la storia di Amy, un adolescente della California come tante altre, con una bella vita, una carriera scolastica ottima e una forte passione per il teatro. Peccato che tutto si sgretola quando suo padre viene a mancare, e lei è costretta a trasferirsi in una nuova casa, in Connecticut. Impossibilitata a guidare, Amy è costretta a raggiungere la madre, già partita per la loro nuova dimora, con il figlio di un'amica della madre, anche lui in procinto di partire. I due, inizialmente reticenti, accolgono poi questa opportunità come un'avventura, stravolgendo il programma di viaggio organizzato dalla madre di Amy, ma facendo un vero e proprio viaggio on the road, alla scoperta di nuove città.

Le premessa per questo libro, erano piuttosto buone, devo dire che la trama mi ispirava, non tanto per il viaggio in sè, quanto per il fatto che da questo young adult, affrontando il tema della perdita, non mi aspettavo una banale storia d'amore come le altre, ma qualcosa di più sentimentale e dolce. Una protagonista provata dalla sua perdita, un viaggio quindi, un po' anche alla scoperta della nuova sè stessa, per raggiungere la sua nuova vita.

Queste mie aspettative, non sono state pienamente soddisfatte, purtroppo.
Noi due ai confini del mondoPartiamo proprio dalla morte del padre di Amy, le cui cause non ci vengono inizialmente spiegate. Ruota infatti una sorta di suspance, per così dire, su cosa sia accaduto, il che avrebbe anche potuto essere una scelta ovvia, lo capisco, se non fosse che la "scoperta" non ha nulla di eclatante, alla fin fine. Nel corso della storia, infatti, da qualche pensiero qua e là della protagonista, appare piuttosto ovvio ciò che è le realmente accaduto. Ci sono poi molte cose assurde in generale, tralasciando il viaggio in macchina  di quattro giorni in sè, fatto con uno sconosciuto, ma vogliamo parlare dell'uso spropositato della carta di credito senza che la madre se ne accorga? Voglio dire, quest'ultima controlla le prenotazione degli hotel (e non trova nulla di strano quando queste non risultano), e non si insospettisce, o non controlla le transazioni della sua carta? E i contanti lasciati in un cassetto come incentivo nella vendita della casa? Addirittura Amy si sente in colpa quando li prende, ma stanno traslocando, se lo sono scordati? Okay i mobili, ma anche tutti i vestiti, gli oggetti personali, i ricordi.... vengono lasciano lì così a traslocatori, agenti immobiliari e possibili acquirenti? Che senso ha? Amy, infatti, non si porta via quasi nulla e quando una perfetta estranea si permette di rifarle il guardaroba buttando via le sue cose nemmeno si scandalizza... un guardaroba nuovo, soprattutto se gratuito, fa pure piacere, ma che una tipa conosciuta la sera precedente si permetta di BUTTARE VIA I MIEI VESTITI così di nascosto senza dire nulla, ma che, scherziamo?  Passiamo ora invece a Roger, il protagonista maschile, che nei primi capitoli non mi dispiaceva neppure, ma poi... attraversa mezzo paese per una che l'ha lasciato  in malo modo ed è anche  piuttosto  ovvio lo stia evitando come la peste e non voglia averci più a che fare, ma lui cosa fa?  Prosegue imperterrito, e se la viaggia in lungo e in largo per incontrare la sua ex! Peccato che poco dopo se ne esca con frasi tipo "Lo volevo fare da tanto", quando lui ed Amy iniziano ad avvicinarsi...ma cosa? Quando è successo, se fino a due pagine prima ti lagnavi per la tua ex ragazza?  A parte conoscersi e guardarsi, tra Amy e Roger, due non succede pressochè nulla, non si avverte assolutamente niente, e seppure sia ben ovvio che qualcosa tra i due debba succedere prima o poi, il fatto che l'autrice lo faccia accadere così dal nulla, da una pagina all'altra, non mi ha convinta assolutamente. Noi due ai confini del mondoA che pro lasciare tutto in una manciata di pagine dalla fine, per poi lasciare la questione in sospeso, quando c'è stato un viaggio è un libro intero per approfondire il loro legame in un modo migliore, più realistico e meno forzato?
Anche la dipendenza di cui soffre il fratello di Amy, è accennata piuttosto frettolosamente e in modo superficiale, un tema così delicato secondo me andava affrontato meglio. E la storia con il suo ex o il rapporto troncato con la migliore amica, perchè inserirli nella storia, se vengono solo accennati, per poi essere dimenticati per il resto della storia?

Più in generale, i personaggi mi sono sembrati un po' insipidi, senza dubbio potevano essere caratterizzati meglio entrambi, dato che tutto il romanzo si concentra quasi completamente su di loro. Solo lo stile dell'autrice, rimane immutato  rispetto agli altri suoi libri che ho letto, semplice e scorrevole, scava tra presente e flashback passati senza seguirne l'ordine temporale.  Insomma, l'idea del viaggio on the road era interessante, ma qualche accortezza in più non avrebbe guastato, anzi... Salvo i souvenir di viaggio, che impreziosiscono di più il cartaceo, tra scontrini, fotografie,  cartoline e le playlist musicali. 

Valutazione: ♥♥/ e mezzo

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