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Non spero nulla. Non temo nulla. Sono libero. (Kazantzakis)

Creato il 05 maggio 2011 da Rames.gaiba @GaibaRames

«Veniamo da un abisso oscuro; ritorniamo in un abisso oscuro. Lo spazio luminoso che intercorre tra di loro lo chiamano vita. Appena nati inizia il nostro ritorno; contemporaneamente l'inizio e il ritorno; ogni attimo muoriamo. Per questo molti hanno protestato: lo Scopo della vita è la morte»
Nikos Kazantzakis
Non spero nulla. Non temo nulla. Sono libero. (Kazantzakis)"Δεν ελπίζω τίποτα. Δε φοβούμαι τίποτα. Είμαι λεύτερος"
Non spero nulla. Non temo nulla. Sono libero.
Epitaffio, che amava ripetere spesso, che è scritto sulla tomba di Nikos Kazantzakis, sepolto a Héraklion (Creta)
Si tratta di una tomba semplice, una pietra spaccata con in mezzo un pò di piantine spontanee, una croce di legno tenuta insieme da una corda come l'albero di una nave e tutto attorno un bel prato curato. 
Kazantzakis era un uomo semplice, forse duro, ma un grande viaggiatore dell'anima. Egli ricercava nuovi orizzonti e nuovi valori. Egli è un nuovo Prometeo, legato con le catene alla condizione umana, ma pronto alla conoscenza totale, all'armonia. Nella concezione esistenziale e filosofica di Kazantzakis, l'uomo non può essere salvato da nessun dio. Accade anzi il contrario: «ci dobbiamo salvare dalla salvezza di ogni salvatore». Anche il Poverello d'Assisi affermava: «nei limiti si trova l'uomo, oltre i limiti si trova Dio».  Forse per questo Kazantzakis lo sento un vicino, "mio". 
----Nikos Kazantzakis nasce a Heraklion, il 18 febbraio 1883, a quel tempo sotto il dominio turco. Muore a Friburgo in Germania il 26 ottobre 1957 a seguito di una leucemia. Nonostante le resistenze della chiesa ortodossa, lo scrittore ebbe un funerale religioso  e il suo corpo venne sepolto nella parte meridionale del Bastione di Martinenga, che fa parte delle mura delle antiche mura di Iraklio.
E' stato un grande scrittore, che ha viaggiato e soggiornato in molti paesi (Parigi, Berlino, Italia, Svizzera, Austria, Unione Sovietica, Gran Bretagna, ecc.). Le impressioni di questi soggiorni confluiscono in una serie di volumi ora considerati classici delle letteratura di viaggio greca.  
Viene perseguitato dalla Chiesa Greca ortodossa a causa dei romanzi Capitan Michele (con il sottotitolo "Libertà o morte" che narra le vicende della sfortunata insurezzione del 1889, con le ostilità che incominciano con il massacro dei cristiani nella città fortificata di Candia) e L'ultima tentazione (biografia romanzata di Cristo), quest'ultimo posto all'indice anche dalla Chiesa Cattolica Romana che, qualche anno dopo, annullò la sua decisione. Nel 1968 il Patriarca Ecumenico Athenagoras asserì che i libri di Kazantzakis costituivono il gioiello della sua biblioteca.
SUE OPERE:
  • Ulisse [Odisssea] (1938). Poema in 33.333 versi giambici, e che è a mio parere il suo capolavoro.
  • Ascetica (opera filosofica, pubblicata in forma definitiva nel 1945) 
  • Vita e fatti di Alessio Zorba [o "Zorba il Greco"] (1946). L'opera che gli diede il successo internazionale. 

  • Capitan Michele (1953)
  • Cristo è ricocifisso (1954)
  • Ultima tentazione (1955)
  • Teatro di Kazantzakis (che riunisce tutti i lavori teatrali da lui scritti fra il 1916 e il 1956)
  • Rapporto al Greco (opera pubblicata postuma nel 1961)


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