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Non ti sopporto più e altre manifestazioni d’affetto

Creato il 24 aprile 2016 da Margheritadolcevita @MargheritaDolcevita

Anacleto mi dice sempre che almeno fuori casa ci devo provare ad essere una persona normale. Che ok le cose che dico e faccio in casa sono da psicotica ma almeno fuori casa dovrei sapermi trattenere. Generalmente ci riesco, ogni tanto scivolo ma fa lo stesso, le persone mi guardano e sanno per forza che non sono normale e non ci fanno caso. Quando guido è diverso perché sono talmente concentrata sulla guida (il che non significa che guidi bene eh, ma che ogni energia mentale residua è dedicata a quello) che mi dimentico del resto. Dico quello che mi pare senza pensarci. E’ già tanto che abbia il controllo dello sfintere, capitemi. Ecco perché Anacleto si è arrabbiato molto quando gli ho riferito che durante una guida ho detto a Sandi che non lo sopportavo più. Sandi non se l’è presa, poi ci siamo chiariti, ma Anacleto non ha capito e mi ha rimproverato perché certe cose non le devo dire. “Non puoi andare in giro a dire alla gente che non la sopporti! Le persone normali non lo fanno”, che poi è anche vero, ma far sempre finta di essere normale a una certa diventa anche sfiancante.

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Dicevo, con Sandi mi sono chiarita. Lui aveva capito subito in realtà ma ormai sai come prendere i miei sbalzi d’umore e penso non ci faccia molto caso. A volte mi dispiace perché più che un istruttore pare un baby-sitter e mi chiedo se le 18enni con lo sguardo vispo (capite a me) richiedono lo stesso livello di dedizione e di autocontrollo che richiedo io. Io Sandi non lo sopporto più, sul serio. Non lo sopporto più perché lo identifico con la guida e sono esausta di far finta di guidare. Da mesi ormai. Prendete una persona normale, una persona che vi piace e con cui vi trovate bene. Associatela alla cosa più schifosa che vi viene in mente. Del tipo “Per poter vedere tizio devo guardare tre ore di uomini e donne” o “Per poter vedere caio devo leggere il fatto quotidiano e libero e il giornale”, cose così. Tizio e caio saranno anche simpatici e carini e tutto quello che vi pare, però se li dovete prendere abbinati a una cosa che odiate iniziereste a non sopportarli nemmeno voi. A me Sandi piace, è un uomo normalissimo con cui è piacevole passare del tempo. Fuori dal Pandino lo sopporterei benissimo. Sul Pandino mi viene voglia di prenderlo per il collo e buttarlo fuori strada. E la cosa è assolutamente reciproca, ve l’assicuro.

Sandi mi ha iscritto all’esame (gliel’avevo detto, fai tu) e a breve verrò bocciata. Mi ha detto che se mi faccio bocciare mi saccagna di botte. Ho tentato, invano, di spiegargli che non è che mi faccio bocciare, se guido di merda mica faccio apposta. Sto mettendo le mani avanti soprattutto con Anacleto, non voglio che si illuda o che ci rimanga eccessivamente male. E’ da un mesetto che non parlo della patente qua nel blog e non è che le cose siano cambiate molto. Sono migliorata in alcuni aspetti, in altri sono ancora in alto mare, odio le altre macchine, odio il senso di responsabilità che deriva dal guidare e che mi crea un’ansia che io non so voi come facciate a gestire. Io, voi che guidate, non vi capisco. Vi guardo tranquilli e sereni mentre guidate e contemporaneamente fate anche altre cose e io non so come facciate e vi odio e vi invidio. Io non c’arrivo. Vorrei dire che le cose sono cambiate dall’inizio. Vorrei dire che un miglioramento evidente nella guida è andato di pari passo con l’aumentare della sicurezza e della serenità al volante, ma non è così. Sandi ogni tanto ci riprova a chiedermi “Ma non ti viene voglia di prendere una tua macchina e di andare dove ti pare?”. No. Come fa a venirmi voglia di fare una cosa che è complicata, angosciante e pericolosa? Come a dire “Ma non ti viene voglia di camminare in mezzo a dei nidi di vespa?”. No, decisamente no. Ho anche pensato di corrompere l’ingegnere della motorizzazione, di prenderlo da parte e di spiegargli che mi deve dare la patente per fare felice Anacleto e che va bene anche una cosa falsa perché tanto poi non guido. Sandi mi ha vietato di farlo. Uffa.

Sì sembro una bambina. Ve l’ho detto che ogni tanto a Sandi tocca l’ingrato ruolo del baby sitter. Del tipo che se al mattino ho la luna storta e non parlo alla sera mi scrive per sapere se sto meglio. E un po’ mi dispiace, poraccio, c’ha anche i cazzi suoi a cui pensare e se tutti fossero come me dovrebbe spararsi sul serio. Comunque a breve sarà tutto finito, in un modo o nell’altro, e niente più Sandi, niente più Pandino, dispiacere sì ma che sollievo. 4 mesi che mi sono sembrati 4 anni. Sandi mi ha chiesto come faccio ad andare a trovarlo se non guido più. Gli ho risposto che prenderò il treno. Almeno non guido io. Che è quella la cosa importante. Anacleto cerca di spronarmi parlandomi di macchine, sa quelle che mi piacciono (parlo ovviamente di automobili piccoline per neopatentati) e ho capito il suo gioco e ormai annuisco e faccio sì sì. All’ansia e all’angoscia si unisce un altro problema che a quanto pare sono l’unica ad avere. Ho un cattivo rapporto con le cose molto costose. Al di là del potersele permettere o meno, che poi ognuno ha una sua idea di cosa sia costoso o no, io non riesco ad usare cose che costano tanto. Io ad esempio non riuscirei mai ad avere un iphone. A girare in borsa con un coso da 600/700€ (o quelli che sono). Ho una borsa di Braccialini, pagata 90€ (che per me è tantissimo per una borsa), che è ancora nel sacchetto di tessuto nel sacchetto di plastica nella scatola di cartone nell’armadio. In centro a Mantova c’è un bellissimo negozio di biancheria per la casa che si chiama Norsa e che ha questi completi splendidi, questi trapuntini che sono meravigliosi, ma io non riuscirei mai a dormire sotto un lenzuolo che costa 120€. Mi verrebbe il patema ogni volta. E se lo sporco? E se lo rovino? E se quando lo lavo si sciupa? E infatti adopero le lenzuola prese dagli indiani a 8€ l’una. Quindi figuriamoci con una macchina. Io, che già ho l’ansia e l’angoscia a guidare una macchina non mia con a fianco Sandi e i suoi pedali magici, io, che guido una roba mia costata boh, 2000€?, senza Sandi e i suoi pedali magici. Ma non scherziamo. Ma voi siete pazzi. Dicono che inizi a capire di essere adulto quando quelli della tua età fanno figli per scelta. Che poi è vero. Ma secondo me sei adulto quando non hai più il concetto di denaro che ha una bambina di 6 anni. E mi sa che per me non c’è più niente da fare.

ps. non ho scritto di proposito quando ho l’esame di guida perché non voglio assilli del tipo com’è andato e cose del genere, se prenderò la patente lo scriverò.



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