Nonni, welfare d’Italia

Da Virginia Less

Penso l’abbiate visto/letto tutte, care nonne, qualche servizio sul welfare generazionale. Per la verità se parla già da anni, instistendo però soprattutto sull’accudimento dei nipoti neonati, strategica per via della gravissima carenza di asili nido, sull’accompagnamento a scuola, l’ospitalità pomeridiana e via intervenendo. Gli esperti hanno messo in luce i vantaggi e anche gli svantaggi di questa presenza continuativa dei nonni. Ho riportato spesso le loro opinioni.

Questa volta però i servizi sono incentrati su un tema più terra terra: il sostegno economico che gli avi pensionati forniscono ai discendenti. Non solo mediante paghette e regalie ai nipoti grandicelli, ma accollandosi alcune delle spese -fisse e/o occasionali- che i loro figli con famiglia non ce la fanno a sostenere. Ho ascoltato proprio oggi le interviste a due nonnine: una pagava  addirittura la TASI e l’altra contribuiva con 200€ mensili (su mille di pensione) al menage filiale.

Il giornalista commentava   questo “rovesciamento” del welfare: la norma è sempre stata che fossero le nuove generazione a prestare aiuto alle precedenti. Ora tocca ai vecchi sostenere i giovani. Naturalmente  si tratta di una necessità, non di una pretesa, salvo deplorevoli eccezioni. La disoccupazione giovanile è altissima, la crisi non accenna a risolversi, l’azione politica risulta modesta e/o inefficace. Mi ha colpita la testimonianza di una signora che  interveniva su alcune spese del figlio (utenze o simili, suppogo) facendo in modo che lui non se ne accorgesse “per non mortificarlo”.

Una delle conseguenze della  crisi è nota: il decremento demografico. Non pochi anziani avranno infatti pensato, ascoltando i nonni benefici: “Almeno hanno la gioia di averli, i nipoti!” Tante coppie infatti non se la sentono, nell’avvilimento della precarietà, di mettere al mondo dei figli.

Gli economisti sostengono che andrebbero incoraggiati a farlo con prevedibili incentivi: tutela del posto di lavoro per le donne, asili nido, assegni pro figlio, sgravi fiscali ecc. E’ infatti dimostrato che, oltre all’importanza di  investire in scuola e cultura (anche qui un pianto amaro per noi!), mantenere stabile la popolazione è fondamentale perchè un paese riprenda quota.


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