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Nonostante tutto

Creato il 20 settembre 2018 da Funicelli

Il governo Salvini Di Maio non andrà mai in Europa per cercare di cambiare la convenzione di Dublino che, di fatto, costringe l'Italia ad occuparsi da sola dei migranti che arrivano via mare. Il governo Salvini Di Maio non seguirà i consigli del servizio di Presadiretta di lunedì scorso che metteva in luce due fatti: primo, la criminalità straniera (ovvero gli spacciatori per strada, il racket della prostituzione) si rafforza quando lo Stato si ritira dai territori. Secondo: è il modello dei centri di accoglienza ad aver fallito il suo obiettivo, se confrontato con l'efficacia del modello Sprar, più efficace nell'integrazione degli immigrati. Serviranno quei “centri per i rimpatri” (delle carceri) a cui i governatori del nord avevano detto no nel 2017, quando lo proposero Gentiloni e Minniti. Il ministro Salvini, che dovrebbe occuparsi di sicurezza, con la legge sulla legittima difesa, non renderà questo paese più sicuro: aumenteranno solo gli “incidenti” domestici da parte di bravi cittadini armati ma senza nessuna preparazione all'uso di armi. Il ministro Salvini non si preoccuperà della norma contenuta nel decreto sicurezza (ma ci sono veramente i caratteri di urgenza?) che trasforma i richiedenti asilo in cittadini di serie B, per l'introduzione della norma che revoca la richiesta d'asilo in caso di reati. Il ministro Di Maio non riuscirà a liberare la Rai dai partiti, si vedrà imposto Foa alla presidenza e poi altre nomine politiche nei TG. E, dopo la cena di Arcore, nemmeno si riuscirà a chiudere la pacchia di Mediaset sul tetto pubblicitario. Il ministro Di Maio non riuscirà nemmeno a salvarsi dalle accuse di ipocrisia sul prossimo condono: può chiamarlo “pace fiscale” tutte le volte che vuole, ma finché si daranno scappatoie ai furbetti (fino ad 1 milione di euro) non ci sarà pace. Per i contribuenti onesti e i conti dello Stato. Chissà come pensano di discriminare gli evasori per “difficoltà” dai veri evasori? Nonostante questo il governo Salvini Di Maio andrà avanti. Fregandosene dei vincoli alla spesa, del fatto che le loro previsioni (flat tax = meno tasse = più soldi in tasca = maggiori consumi) non hanno tutto questo fondamento, del fatto che abbiamo promesso di ridurre il debito e se questo non dovesse succedere i mercati non la prenderebbero bene. Andrà avanti nonostante tutto, perché per il suo elettorato va bene così.

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