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Note brasiliane:libri vs armi

Creato il 16 ottobre 2018 da Marianna06

 L'immagine può contenere: spazio all'aperto e natura

Io continuo fermamente a pensare di modificare il mondo e credo che la letteratura abbia una grande importanza.(Jorge Amado)   

Libri vs armi.Proposta efficace in un Paese che agogna pace e prosperità. Una pace che sia effettivamente duratura nel tempo e un benessere che raggiunga il più possibile tutti. Che cancelli per sempre finalmente quei 40 milioni di poveri in Brasile, di cui ci ricordano le statistiche. Perché le opportunità ci sarebbero e ci sono e le ricchezze del suolo e del sottosuolo anche(la Creazione è stata generosa). Importante è che non siano svendute, come è accaduto finora, per arricchire una limitata minoranza. Tutti o quasi i problemi irrisolti dell’odierno Brasile sono da ricercare ovviamente  nella sua storia passata. Una storia fatta essenzialmente dai più forti contro i più deboli, quelli che per condizione di subalternità non potevano difendersi. Il Brasile, lo sappiamo, è un crogiuolo di popoli di provenienze differenti che si sono imposti ai nativi, in un primo tempo emarginandoli,è meglio dire forse segregandoli, e poi depredandoli delle loro terre e, infine, provando a eliminarli anche fisicamente.

Le armi, troppe armi, sono quelle che anche oggi circolano in Brasile. E, se al ballottaggio tra pochi giorni vincerà la destra, ce ne saranno ancora di più in quanto sarà concesso a tutti, nelle città e nelle campagne, di utilizzarle, con il beneplacito della legge. Inutile nasconderselo che sarà terribile. Un ritorno effettivo alla barbarie che farà più ricchi ancora quelli che le fabbricano e coloro che le commercializzano. E insanguinerà semmai il Paese.

Immaginiamo, invece, per un attimo, uno scenario diverso per il Brasile. Un Brasile dove il diritto allo studio valga per tutti per davvero. E tutti, con un lavoro onestamente retribuito, senza assurdi gravami,possano pagarsi in famiglia le tasse scolastiche per i propri figli e in questo modo farli accedere alla scuola anche nell’angolo più remoto dell’immenso  Paese-Continente.

Lo studio è promozione umana. Per questo nei Paesi oscurantisti, nelle dittature e simili, quando si vuole mettere il popolo in sottordine,cucirgli la bocca, si comincia con il fare pesanti tagli all’istruzione. Come anche poi alla sanità. Si indebolisce il corpo e la mente della gente e il gioco del potere autoritario è presto  che fatto. Non resta che obbedire. Uomini e donne gregge. Ecco cosa si diventa.

Il libro, qualunque esso sia, a meno che non sia un libraccio, è ricchezza. Coinvolge, apre la mente, consente in anticipo, per chi sa leggerlo, d’intravedere scenari futuri. E con libro s’intende anche la scrittura. Perché chi legge poi scrive. E nasce così la difesa giusta di quelli che sono i propri diritti. I diritti di un popolo che è messo in condizione di dialogare con il potere costituito e le istituzioni. E lo fa con le dovute necessarie competenze perché ha studiato. Perché ha letto. In Brasile come ovunque. Amiamo i libri, allora. Amiamo chi ci insegna a saperli leggere. Scegliamo bene. Scegliamo subito. Non facciamoci incantare da sciocchi siparietti che hanno solo il potere di confondere le idee. 

                  Marianna Micheluzzi (Ukundimana)


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