La presenza umana e politica di colui che presiede al governo della città tra i deboli, anche se si tratta di assentarsi dalla “notte bianca”, non è un optional. La sua presenza è un dovere, è come il “grido” che fa tremare la città, è un segno che l’umano diventa politico, è trasmissione del messaggio che non esistono amori che galleggiano su tutte le situazioni contraddittorie tra di loro, che credono di poter fare i neutrali. L’amore si schiera, è partigiano, privilegia l’uno e non l’altro. E’ intollerabile che nella nostra città ci siano ospedali convenzionati, e ripetiamo, convenzionati, che riservino ai malati spazi e trattamenti particolari dietro compensi aggiuntivi. E’ troppo se chiediamo che sulle convenzioni venga esercitato un controllo che non discrimini i cittadini? L’incontro con l’indigente non è solo l’incontro con un bisogno da soddisfare, ma l’incontro con una proposta di vita nuova in cui facciamo nostra l’angoscia dell’altro. Noi non riusciamo a comprendere come colui che, eletto al governo della città, riesca a mettere insieme una serata “mondana” e un bambino africano che muore di fame. Non riusciamo a comprendere come egli possa mettere insieme il matrimonio di un calciatore miliardario e un operaio in nero schiacciato sotto una lastra di marmo. La memoria della nostra esperienza all’Acquedotto Felice non ce lo permetterebbe. Noi, invece, pensiamo a un governo della città che inquieti le coscienze, che non si dia pace fin quando uno solo dei suoi cittadini viene trattato in ospedale da insolvente. Antonio Gramsci parlava di “sdilinquimenti” e “abbracciamenti generali”. Noi pensiamo che il ruolo di sindaco debba essere interpretato alla luce del principio di don Lorenzo Milani, del “non fare parti uguali tra disuguali”, perché l’apparente neutralità è tutta a vantaggio degli avvantaggiati. Che tipo di messaggio dovrebbe inviare il “magister” ai più deboli, ai giovani? “Che dunque il legislatore debba preoccuparsi dell’educazione dei giovani nessuno può dubitarne; in realtà è quello che, negletto in una polis, ne rovina la costituzione…”. (Aristotele). E dai ragazzi vengono su quelli che parteciperanno alla vita politica… “Ecco perché chi comanda deve possedere la virtù morale nella sua completezza”. (Aristotele).
In questa prospettiva mettere insieme chi è nudo e chi fa pubblicità alla biancheria intima, chi soffre per malattie da fame e chi si ipernutre, chi vive di pensioni minime e chi naviga con salari da maragià, è venir meno al proprio ruolo. Se l’incontro del governo locale con i miseri non ha questa progettualità egualitaria la nostra partecipazione e impegno sono solo voyeurismo assistenziale e non preludono alla giustizia. E un aiuto nel senso della chiarezza può venirci dalle religioni e da tutti quei cittadini sensibili della società civile, che potrebbero giocare nel cantiere il loro ruolo di profezia e di saggezza, senza appiattirsi sul potere e su umilianti privilegi. -Non vogliamo tacere, da Walter Ego, gli anni del principato romano, Liberazione 2007- .
FESTA DI SAN NICOLA
Ha! Finalmente musica e canzoni
che bellezza e quale gioia
nei volti logorati dagli anni
e in quelli devastati dai malanni.
La Casa di Riposo
non più monotona attesa
ma vera da ballo sala
esprimeva spontanea voglia di vita.
E chi con difficoltà camminava
oggi addirittura ballava,
chi male respirava cantava,
chi era dimenticato, dimentico esisteva.
-Renzo Mazzetti-
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